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50 giovani ricercatori italiani premiati dal Consiglio europeo della ricerca per 22 progetti realizzati
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50 giovani ricercatori italiani premiati dal Consiglio europeo della ricerca per 22 progetti realizzati

L'Erc premia 50 ricercatori italiani con Starting Grant da 75 milioni. Solo 22 progetti su 421 si faranno in Italia: gap tra talento e sistema.

Il Consiglio Europeo della Ricerca ha assegnato 75 milioni di euro a 50 giovani ricercatori italiani tramite gli Starting Grant 2025, portando l'Italia al secondo posto per numero di beneficiari dopo la Germania (84) e davanti alla Francia (30). Il quadro cambia guardando dove i progetti verranno effettivamente svolti: solo 22 si realizzeranno in Italia, che scende al sesto posto della classifica europea per progetti ospitati.

Talenti italiani, progetti spesso oltre confine

La differenza tra 50 ricercatori italiani premiati e 22 progetti che resteranno nel Paese indica che 28 vincitori porteranno la propria ricerca in atenei o centri stranieri. Nella classifica per Paese di realizzazione, l'Italia è preceduta da Germania (89), Regno Unito (47) e Francia (38), a conferma di un divario storico fra talento formato in Italia e capacità del sistema nazionale di trattenerlo o attrarlo dall'estero. Gli Starting Grant assegnano fino a 1,5 milioni di euro per un massimo di 5 anni e sostengono scienziati all'inizio della carriera indipendente. Il bando 2025 ha registrato un numero record di oltre 4.800 candidature, il 22% in più rispetto al 2024, con un tasso di successo dell'8,8%. Le donne premiate sono 172, pari al 41% del totale. Sono inoltre 21 i ricercatori residenti negli Stati Uniti e in Canada che hanno scelto di trasferirsi in Europa per svolgere la ricerca, quasi tutti cittadini americani, nell'ambito dell'iniziativa Choose Europe promossa dalla Commissione Europea per aumentare l'attrattività del continente sulla ricerca di frontiera. Le domande in arrivo dagli Stati Uniti sono state 169.

Bocconi, Pisa e Cnr in testa fra gli enti italiani

Tre enti italiani hanno ottenuto due ricercatori premiati ciascuno: Università Bocconi di Milano, Università di Pisa e Consiglio Nazionale delle Ricerche. Beneficiari singoli lavorano al Politecnico e all'Università di Torino, all'Università degli Studi di Milano, all'Università di Milano-Bicocca, all'Università di Bologna e all'Università di Modena e Reggio Emilia. Ricevono il finanziamento anche la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l'Istituto Nazionale di Astrofisica, il Gran Sasso Science Institute e l'Istituto Italiano di Tecnologia, oltre alle Università di Genova, di Trento, di Roma Tor Vergata e Aldo Moro di Bari. Nell'elenco figura anche l'azienda di biotecnologie Andremacon di Milano, unico beneficiario di ambito privato per il capitolo italiano. Il totale complessivo dei finanziamenti europei ammonta a 705 milioni di euro distribuiti su 421 progetti.

Per il sistema italiano il dato da monitorare nei prossimi mesi non è la classifica dei ricercatori premiati, che vede il Paese secondo dopo la Germania, ma il divario di 28 unità fra scienziati riconosciuti dall'Erc e progetti trattenuti dagli atenei nazionali. Il differenziale racconta più di ogni classifica assoluta la reale capacità di attrazione del sistema ricerca italiano nel confronto con le principali economie europee.

Domande frequenti

Cosa sono gli Starting Grant del Consiglio Europeo della Ricerca?

Gli Starting Grant sono finanziamenti fino a 1,5 milioni di euro per un massimo di 5 anni, destinati a giovani scienziati all'inizio della loro carriera indipendente. Sostengono la ricerca di frontiera promossa da ricercatori emergenti.

Quanti ricercatori italiani hanno ricevuto gli Starting Grant 2025 e quanti progetti saranno svolti in Italia?

Sono 50 i giovani ricercatori italiani premiati, ma solo 22 progetti verranno realizzati in Italia. Gli altri 28 vincitori svolgeranno la loro ricerca in istituzioni straniere.

Perché molti ricercatori italiani scelgono di realizzare i loro progetti all'estero?

Il divario tra talenti italiani premiati e progetti trattenuti in Italia riflette le difficoltà del sistema nazionale nel trattenere o attrarre ricercatori. Questo fenomeno evidenzia la necessità di rafforzare la capacità di attrazione delle istituzioni italiane rispetto alle principali economie europee.

Quali sono le università e gli enti italiani che hanno ottenuto più ricercatori premiati?

Le università Bocconi di Milano, Pisa e il Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno ottenuto ciascuno due ricercatori premiati. Altri enti come Politecnico di Torino, Università di Milano e diversi istituti nazionali hanno ricevuto finanziamenti per singoli ricercatori.

Com'è la partecipazione femminile e internazionale nei progetti finanziati?

Le donne premiate rappresentano il 41% del totale, pari a 172 ricercatrici. Inoltre, 21 ricercatori dagli Stati Uniti e dal Canada hanno scelto di trasferirsi in Europa grazie all'iniziativa Choose Europe, promossa per aumentare l'attrattività della ricerca europea.

Qual è il dato più rilevante da monitorare per il sistema ricerca italiano?

Il dato chiave è il divario di 28 unità tra ricercatori italiani premiati e progetti effettivamente realizzati in Italia, che misura la reale capacità di attrazione e trattenimento dei talenti da parte delle istituzioni nazionali.

Pubblicato il: 3 settembre 2026 alle ore 16:41

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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