Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone ha incontrato al Cairo il collega egiziano Hassan Raddad, a margine della prima sessione della Commissione congiunta italo-egiziana presieduta dai ministri degli Esteri Antonio Tajani e Badr Abdelatty. Al centro del bilaterale la migrazione qualificata, la formazione professionale nei Paesi d'origine dei lavoratori e la prospettiva di aprire una Global Skill Partnership fra Italia ed Egitto con il coinvolgimento della Banca Mondiale, sul modello già sperimentato con altri Paesi africani.
I numeri della cooperazione italo-egiziana
In Egitto sono attivi dieci progetti di formazione professionale rivolti a cittadini egiziani che intendono lavorare in Italia, secondo il comunicato del Ministero del Lavoro diffuso al termine del bilaterale. Coinvolgono oltre 1.100 lavoratori e sono proposti in prevalenza da Agenzie per il Lavoro. I percorsi rientrano nell'articolo 23 del Testo Unico Immigrazione (D.Lgs. 286/1998), che permette di assumere i lavoratori formati all'estero in qualunque momento dell'anno, indipendentemente dalle quote fissate dal decreto flussi. La formazione include la lingua italiana, le norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e i contenuti tecnici del settore di destinazione, definiti caso per caso in base al fabbisogno delle imprese che partecipano al programma.
Con l'entrata in vigore del decreto Sicurezza (D.Lgs. 159/2025), tutti i lavoratori formati nei corsi approvati dal Ministero del Lavoro vengono iscritti al Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), che gestisce l'incrocio fra domanda e offerta di lavoro. Calderone ha ricordato inoltre la riforma del decreto flussi, che porta la programmazione degli ingressi in Italia da annuale a triennale, indicata come strumento per rendere più prevedibile la pianificazione delle imprese che ricorrono a manodopera dall'estero.
Verso una Global Skill Partnership
Il tavolo del Cairo ha aperto anche il dialogo tecnico propedeutico al possibile lancio di una Global Skill Partnership fra Italia ed Egitto, in collaborazione con la Banca Mondiale. Il modello è quello già utilizzato con Tunisia ed Etiopia: partnership che legano la formazione nel Paese d'origine, il riconoscimento delle competenze e i canali di ingresso regolari verso il mercato del lavoro italiano. I due ministri hanno concordato di procedere anche nell'ampliamento dei dieci progetti oggi in corso, che Calderone ha definito una collaborazione già efficace da estendere ad altri settori produttivi.
L'inquadramento indicato al Cairo è quello del Piano Mattei per l'Africa. La linea del governo, ribadita nell'incontro, è gestire la mobilità dei lavoratori con strumenti regolari e contrastare tratta e sfruttamento legati all'immigrazione irregolare, che Calderone ha collegato anche all'attenzione italiana per la sicurezza nei luoghi di lavoro fin dalla fase di ingresso nel Paese.
Il perimetro del futuro accordo con Il Cairo dovrà essere definito dal dialogo tecnico appena avviato fra i due ministeri. Nel frattempo restano operativi i dieci progetti già attivi e la loro filiera: formazione approvata dal Ministero, iscrizione al SIISL, assunzione fuori quota per chi completa il percorso. Sono le condizioni di ingresso a cui il canale egiziano dovrà agganciarsi anche in caso di partnership più strutturata.
Domande frequenti
Quali sono gli obiettivi principali dell'incontro tra la ministra Calderone e il ministro egiziano Raddad?
L'incontro si è focalizzato sulla migrazione qualificata, la formazione professionale nei Paesi d'origine dei lavoratori e la possibile apertura di una Global Skill Partnership tra Italia ed Egitto, coinvolgendo anche la Banca Mondiale.
In cosa consistono i progetti di formazione professionale attivi tra Italia ed Egitto?
Attualmente sono attivi dieci progetti rivolti a cittadini egiziani che intendono lavorare in Italia. Questi percorsi formativi includono lingua italiana, norme su salute e sicurezza e contenuti tecnici specifici per i settori richiesti dalle imprese.
Come funziona il canale di ingresso lavorativo per i cittadini egiziani formati attraverso questi progetti?
I lavoratori che completano i corsi possono essere assunti in Italia in qualsiasi momento dell'anno, indipendentemente dalle quote del decreto flussi, grazie all'articolo 23 del Testo Unico Immigrazione.
Qual è il ruolo del SIISL nei progetti di cooperazione italo-egiziana?
Il SIISL (Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa) gestisce l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro e include tutti i lavoratori formati nei corsi approvati dal Ministero del Lavoro, facilitando l'inserimento lavorativo.
Cosa prevede la Global Skill Partnership proposta tra Italia ed Egitto?
La partnership mira a integrare la formazione nel Paese d'origine, il riconoscimento delle competenze e l'accesso regolare al mercato del lavoro italiano, seguendo il modello già sperimentato con altri Paesi africani come Tunisia ed Etiopia.
Come si inserisce questa iniziativa nel quadro più ampio delle politiche italiane sull'immigrazione?
L'iniziativa rientra nel Piano Mattei per l'Africa e punta a gestire la mobilità dei lavoratori in modo regolare, contrastando la tratta e lo sfruttamento legati all'immigrazione irregolare e favorendo la sicurezza nei luoghi di lavoro.