Più di 1,5 miliardi di euro per il sistema pubblico della ricerca italiana. Il riparto 2026 del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE), gestito dal Ministero dell'Università e della Ricerca, assegna 1,548 miliardi a quattordici tra enti scientifici e istituzioni di valutazione finanziate dal dicastero guidato da Anna Maria Bernini. La dotazione resta concentrata su pochi grandi soggetti, mentre crescono in modo più marcato il finanziamento premiale e le risorse per le nuove assunzioni nel comparto.
Tre enti assorbono l'80% del fondo
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) riceve oltre 734 milioni di euro, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) 353,4 milioni e l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) 151,3 milioni. I tre enti assorbono insieme circa l'80% del totale, lasciando il restante 20% alle altre undici istituzioni del riparto. Il CNR da solo intercetta quasi il 48% delle risorse complessive.
Tra le altre voci, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ottiene quasi 85 milioni, l'Area Science Park 34,4 milioni, l'INRIM 30,4 milioni, l'OGS 25,1 milioni e la Stazione Zoologica Anton Dohrn 17,5 milioni. Più contenute le quote per l'Istituto Nazionale di Alta Matematica (oltre 3,5 milioni), per il Museo Storico della Fisica e Centro Studi Enrico Fermi (3,7 milioni) e per l'Istituto Italiano di Studi Germanici (2,1 milioni). Sul versante della valutazione e dell'innovazione educativa si aggiungono 14 milioni a Elettra Sincrotrone Trieste, 18,9 milioni a INDIRE e 7,4 milioni a INVALSI.
Premiale a 60 milioni e nuove assunzioni
Al riparto si sommano 60 milioni per il finanziamento premiale degli enti pubblici di ricerca, in crescita di 20 milioni rispetto ai 40 milioni stanziati nel 2025: un aumento del 50% su base annua, ben più marcato della variazione complessiva del fondo. Le risorse premiali vengono attribuite sulla base di indicatori legati alla produzione scientifica, alla partecipazione alle infrastrutture di ricerca e alla capacità di avanzamento degli interventi finanziati negli anni precedenti.
A questo si aggiungono 7,27 milioni destinati al reclutamento di ricercatori e tecnologi nell'ambito del piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge di Bilancio 2026. L'obiettivo dichiarato dal Ministero è rendere strutturali le competenze sviluppate anche grazie ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, evitando la dispersione del personale formato nei programmi PNRR a ridosso della loro chiusura.
Rispetto al 2025 la dotazione complessiva agli enti pubblici di ricerca cresce di circa 22,27 milioni, pari a poco più dell'1,4%: 15 milioni sul fondo ordinario e 7,27 milioni sulle assunzioni. Un incremento contenuto rispetto al +50% del solo premiale e all'inflazione cumulata degli ultimi anni. Il Ministro Anna Maria Bernini lega l'investimento al rafforzamento delle infrastrutture scientifiche e del capitale umano, indicando nei ricercatori una leva dello sviluppo economico, sociale e culturale del Paese.
Domande frequenti
Quali enti ricevono la maggior parte dei fondi dal FOE 2026?
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ricevono insieme circa l'80% dei fondi totali, con il CNR da solo che assorbe quasi il 48% delle risorse complessive.
Come vengono distribuiti i finanziamenti premiali e a cosa servono?
I 60 milioni di euro destinati al finanziamento premiale vengono attribuiti agli enti pubblici di ricerca sulla base di indicatori come la produzione scientifica, la partecipazione alle infrastrutture di ricerca e l'avanzamento degli interventi finanziati negli anni precedenti.
Quali sono le principali novità rispetto al 2025?
Rispetto al 2025, la dotazione complessiva cresce di circa 22,27 milioni di euro (+1,4%), con un significativo incremento del finanziamento premiale (+50%) e maggiori risorse per nuove assunzioni di ricercatori e tecnologi.
Qual è l'obiettivo delle risorse destinate alle nuove assunzioni nel settore della ricerca?
Le risorse per le nuove assunzioni mirano a rendere strutturali le competenze sviluppate grazie ai progetti del PNRR, evitando la dispersione del personale formato alla chiusura dei programmi.
Qual è la posizione del Ministero riguardo a questi investimenti?
Il Ministero, guidato da Anna Maria Bernini, collega questi investimenti al rafforzamento delle infrastrutture scientifiche e del capitale umano, considerando i ricercatori una leva fondamentale per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese.