Fed tassi fermi al 3,50%-3,75% per la quarta riunione consecutiva, ma con l'inflazione attesa rivista al 3,6% per fine 2026 il margine reale di restrittività scende a 0,15 punti, dal 1,05% di marzo. Il prossimo Fomc del 28-29 luglio sarà il primo banco di prova del nuovo corso di Kevin Warsh.
Cosa ha deciso Warsh il 17 giugno
Il Fomc del 17 giugno 2026, primo presieduto da Warsh, si è chiuso con voto unanime 12 a 0 a favore del mantenimento del costo del denaro. Il vero punto di svolta è nelle proiezioni economiche allegate (SEP): l'inflazione PCE attesa per fine 2026 sale dal 2,7% di marzo al 3,6%, una revisione verso l'alto di 90 centesimi che la Fed non aveva mai applicato a una singola SEP da quattro anni. Anche la core PCE 2026 passa dal 2,7% al 3,3%, segnando che la spinta sui prezzi non dipende solo dallo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente. Nove dei diciotto membri votanti prevedono almeno un rialzo entro fine 2026, sei lo vedono doppio da 25 punti base ciascuno e nessuno indica più un taglio nei prossimi sei mesi.
Tasso reale a 0,15%, il margine di Warsh è zero
È sul differenziale tra tasso nominale e inflazione attesa che si gioca la prossima mossa. In marzo la SEP attribuiva al policy rate, nel limite alto del 3,75%, un margine reale ex ante di 1,05 punti rispetto al PCE atteso del 2,7%. Con l'aggiornamento di giugno il margine scende a 0,15 punti, ben sotto il tasso naturale reale che la Fed stima da tempo intorno allo 0,75%. La politica monetaria americana è quindi oggi più accomodante di quanto i numeri nominali lascino intuire. Tradotto: in tre mesi sono evaporati 90 punti base di restrizione effettiva, senza che la Banca centrale muovesse un singolo tasso. Per riportare il margine reale ai livelli di marzo servirebbero quattro rialzi consecutivi da 25 punti base. Warsh, ammiratore dichiarato di Alan Greenspan, ha asciugato il comunicato a 130 parole contro le oltre 300 dei mesi precedenti e ha eliminato la forward guidance, la stessa scelta operativa che la BCE di Christine Lagarde aveva fatto già nel luglio 2022, con quattro anni di anticipo sull'omologa americana. Quando una Banca centrale parla meno, l'investitore filtra da solo il rumore informativo, esercizio reso più difficile dalla proliferazione di narrazioni manipolate online che ha spinto Bruxelles a pubblicare un nuovo strumento contro la disinformazione.
Cosa cambia per Borse e investitori europei
Per i mercati il calcolo è meccanico: ogni 25 punti base di rialzo nominale a luglio toglierebbe altrettanta liquidità a un sistema che fino a maggio prezzava ancora un taglio entro l'anno. Il dot plot del 17 giugno della Federal Reserve ha cancellato quel taglio e ha spostato la prima riduzione tra 2027 e 2028. La conseguenza diretta è un dollaro più forte contro euro e rendimenti decennali statunitensi più alti, con effetti a cascata sui titoli di Stato europei e sullo spread BTP-Bund. La rivalutazione tocca anche le scommesse private di lungo periodo costruite su denaro a buon mercato, dalle biotech fino ai progetti spaziali, come la partenza della Starship verso Marte annunciata da Elon Musk per il 2026. Sul fronte politico, Donald Trump difficilmente userà contro Warsh il registro impiegato con Jerome Powell, ma la divergenza tra una Banca centrale che vuole frenare e un'amministrazione che spinge sulla crescita resta uno snodo per la seconda metà dell'anno. Per chi paga un mutuo a tasso variabile in euro l'effetto è indiretto ma misurabile: un primo rialzo americano a luglio rallenterebbe il sentiero di tagli BCE che i futures sull'Euribor prezzavano ancora a fine maggio.
Il 28-29 luglio Warsh non parlerà di traiettorie future: dovrà solo decidere se i 90 punti base di restrittività reale persi negli ultimi tre mesi vanno recuperati subito con un primo rialzo o lasciati erodere ancora, rinviando il problema al Fomc di settembre.
Domande frequenti
Cosa significa che il tasso reale Fed è sceso allo 0,15%?
Il tasso reale rappresenta la differenza tra il tasso nominale e l'inflazione attesa. Il suo calo allo 0,15% indica che la politica monetaria della Fed è diventata meno restrittiva rispetto a marzo, rendendo la liquidità più abbondante nonostante i tassi nominali fermi.
Quali sono le principali novità emerse dal Fomc del 17 giugno 2026?
Il Fomc ha mantenuto invariati i tassi, ma ha rivisto significativamente al rialzo le previsioni di inflazione per il 2026. Inoltre, è stata eliminata la forward guidance e semplificato il comunicato ufficiale, segnando un cambio di approccio nella comunicazione della Fed.
Come influenzerà la decisione della Fed i mercati europei e il cambio euro-dollaro?
Un possibile rialzo dei tassi americani a luglio rafforzerebbe il dollaro rispetto all'euro e aumenterebbe i rendimenti dei titoli di Stato USA, con effetti a cascata anche sui titoli europei e sullo spread BTP-Bund.
Cosa cambia per chi ha un mutuo a tasso variabile in euro dopo le decisioni della Fed?
L'effetto è indiretto ma concreto: un rialzo dei tassi Fed potrebbe rallentare i futuri tagli dei tassi BCE, influenzando i costi dei mutui a tasso variabile in euro e ritardando eventuali riduzioni delle rate.
Quali scenari si prospettano per le prossime riunioni della Fed?
Il Fomc di luglio sarà decisivo per capire se la Fed recupererà subito i 90 punti base di restrittività reale persi o se attenderà ancora. La prima riduzione dei tassi, secondo il dot plot, è ora prevista tra il 2027 e il 2028.