La Corte di giustizia dell'Unione europea ha fissato il 21 maggio 2026 una regola precisa per i lavoratori mobili d'Europa: i periodi di lavoro gravoso o usurante svolti in un altro Stato membro devono essere riconosciuti dal paese dove si chiede la pensione anticipata. La sentenza C-717/24 nasce da un caso ceco-slovacco, ma il principio vale per chiunque abbia lavorato in piu paesi UE in settori fisicamente impegnativi.
Cosa ha deciso la Corte di Lussemburgo
Il ricorso era di un ex minatore slovacco che aveva lavorato nelle miniere sotterranee della Repubblica Ceca tra il 1993 e il 1995, attivita classificata come particolarmente gravosa dalla normativa ceca. Quando ha chiesto alla Slovacchia il trattamento pensionistico anticipato previsto per queste categorie, l'ente previdenziale slovacco aveva negato il riconoscimento: quei periodi erano esteri, non coperti dalla legge slovacca.
La CGUE ha stabilito che questo diniego viola il diritto europeo. Se un'attivita e classificata come gravosa nello Stato dove e stata svolta, il paese di pensionamento deve computarla nel calcolo dell'anticipo. Il fondamento e il Regolamento (CE) n. 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, che impedisce ai confini nazionali di cancellare diritti previdenziali costruiti con anni di lavoro fisico.
Il principio non uniforma i sistemi pensionistici europei: ogni Stato mantiene le proprie regole su quali attivita siano gravose e a quali condizioni si possa andare in pensione prima. Cio che la CGUE impone e che le differenze tra ordinamenti non possano penalizzare il lavoratore mobile. Chi ha svolto la stessa attivita di un collega rimasto nel suo paese non puo uscire perdente solo perche ha attraversato un confine.
Il dato che conta: 6,4 milioni di italiani all'estero
Al 1 gennaio 2025, 6,4 milioni di italiani risultano iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE), quasi uno su nove. Nel solo 2024 si sono registrate 155.732 nuove partenze, il dato piu alto mai registrato. L'Europa e la destinazione principale: Germania, Francia, Paesi Bassi e Belgio raccolgono la gran parte dei flussi di chi cerca lavoro oltre confine.
Una quota significativa di questi lavoratori e impiegata nell'edilizia, nella logistica, nell'industria manifatturiera e in altri comparti pesanti. In questi settori le normative previdenziali dei paesi ospitanti classificano spesso le mansioni come gravose, con diritti pensionistici agevolati analoghi a quelli che il diritto italiano riconosce nel D.Lgs. 67/2011 (lavori usuranti) e nella Legge 232/2016 (lavori gravosi, con 23 categorie protette).
La sentenza C-717/24 opera in entrambe le direzioni. Chi ha lavorato in Germania in un'attivita la classificata come gravosa e poi torna in Italia per chiedere la pensione anticipata puo far valere quegli anni nel conteggio INPS. Chi ha iniziato la carriera in Italia con mansioni gravose e poi si sposta in un altro Stato UE porta con se i periodi gia maturati. Lo strumento e la totalizzazione internazionale, il meccanismo europeo per sommare i contributi versati in piu paesi: la pronuncia ne estende l'applicazione ai regimi agevolati per lavori gravosi, finora terreno grigio nel coordinamento previdenziale UE.
Come attivare il diritto in pratica
Il percorso per far valere i periodi esteri parte dall'INPS e dai patronati. La documentazione necessaria comprende i moduli di collegamento europeo (la serie SE prevista dal Regolamento 883/2004), che permettono lo scambio di informazioni tra gli enti previdenziali degli Stati coinvolti, e i certificati che attestano la classificazione di gravosita nel paese estero al momento del lavoro.
L'area INPS sui benefici previdenziali per lavori usuranti contiene i requisiti aggiornati, le categorie ammesse e la modulistica per la domanda. Chi matura i requisiti nel 2028 dovra presentare domanda entro il 1 maggio 2027: il patronato puo gia iniziare la raccolta dei documenti necessari.
Un limite resta: la sentenza impone il riconoscimento dei periodi esteri, ma non abbassa le soglie minime previste dalla normativa italiana. Se la legge richiede un numero minimo di anni di lavoro gravoso per l'anticipo, i periodi esteri si sommano a quelli italiani - il totale deve pero raggiungere quella soglia. Non si tratta di un bonus automatico, ma di un diritto da costruire con la documentazione giusta.
Con le partenze italiane verso l'Europa al massimo storico, la sentenza C-717/24 diventa uno strumento concreto: anni di lavoro fisico svolti in Germania o in Francia non restano fuori dal calcolo pensionistico italiano. Per chi si trova in questa situazione, verificare la propria posizione con un patronato e il primo passo utile da fare oggi.
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Domande frequenti
Cosa ha stabilito la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea riguardo ai lavori gravosi svolti all'estero?
La sentenza CGUE ha stabilito che i periodi di lavoro gravoso o usurante svolti in un altro Stato membro dell'UE devono essere riconosciuti dal paese in cui si chiede la pensione anticipata, purché l'attività sia classificata come gravosa nello Stato in cui è stata svolta.
Chi può beneficiare di questa nuova regola europea sulla pensione anticipata?
Possono beneficiare di questa regola tutti i lavoratori che hanno svolto attività gravose o usuranti in uno o più Stati membri dell'UE e che richiedono la pensione anticipata in un altro Stato, come ad esempio gli italiani che hanno lavorato in Germania, Francia o altri paesi europei.
Come si attiva il diritto al riconoscimento dei periodi di lavoro gravoso svolti all'estero?
Il diritto si attiva tramite l’INPS e i patronati, presentando la documentazione necessaria, tra cui i moduli europei della serie SE e i certificati che attestano la gravosità dell’attività nel paese estero. È importante raccogliere tutti i documenti e consultare l’area INPS dedicata ai lavori usuranti.
La sentenza uniforma i requisiti pensionistici tra i diversi Stati membri dell’UE?
No, ogni Stato mantiene le proprie regole sui requisiti e sulle categorie di lavori gravosi. La sentenza impone solo che i periodi esteri siano riconosciuti, ma non modifica le soglie minime richieste dalla normativa italiana.
Cosa succede se non si raggiunge il numero minimo di anni di lavoro gravoso richiesto dalla legge italiana?
In questo caso non è possibile ottenere l’anticipo pensionistico: la sentenza permette di sommare i periodi esteri a quelli italiani, ma è comunque necessario raggiungere la soglia minima prevista dalla normativa nazionale.
Qual è il primo passo da fare per chi vuole richiedere il riconoscimento dei periodi di lavoro gravoso all’estero?
Il primo passo consigliato è verificare la propria posizione e avviare la raccolta della documentazione con l’aiuto di un patronato, che può assistere nella preparazione delle domande e nello scambio di informazioni tra gli enti previdenziali coinvolti.