La Higher Education Commission del Pakistan ha approvato a maggio 2026 una riforma del regime TNE Pakistan che allarga la platea degli atenei stranieri abilitati a offrire titoli congiunti: dalla soglia 'top 700 globale' si scende a 'top 1000 nelle subject rankings'.
Cosa prevede la nuova policy HEC
Il nuovo quadro normativo è stato pubblicato dalla Higher Education Commission insieme a una policy autonoma sui programmi di doppio titolo, di doppio titolo nello stesso ambito e di titolo congiunto. La distinzione è formale: il dual degree porta a due qualifiche distinte ma collegate, il double degree a due qualifiche nello stesso ambito disciplinare, il joint degree a un'unica qualifica rilasciata in modo collegiale dai due atenei partner.
La riforma cambia soprattutto la soglia di accesso. Prima erano ammessi solo gli atenei stranieri compresi nei primi 700 posti del QS World University Rankings o del Times Higher Education overall. Ora la finestra si allarga a tre canali: atenei nei primi 1.000 posti dei ranking QS o THE per singola materia o disciplina, atenei iscritti al database WHED di UNESCO, e istituzioni specialistiche valutate caso per caso anche fuori dai ranking principali.
Le università pakistane che vogliono attivare programmi congiunti devono ottenere il No Objection Certificate dell'HEC, firmare un Memorandum of Commitment con validità minima di cinque anni e adottare una matrice di equivalenza dei crediti standardizzata. La policy impone anche tutele per gli studenti: percorsi di teach-out in caso di chiusura del programma, gestione dei reclami e definizione delle modalità di mobilità.
La platea italiana che si apre
Per gli atenei italiani il passaggio da 'top 700 overall' a 'top 1000 subject' cambia radicalmente il perimetro degli ammessi. Nei QS World University Rankings 2026 figurano 43 atenei italiani sull'intera classifica generale, di cui 15 nei primi 500 posti: solo una manciata supera la soglia dei primi 700. Politecnico di Milano è oggi nei top 100 mondiali, Sapienza Università di Roma al 128 posto, seguita da Bologna, Padova e Statale di Milano.
Spostando lo sguardo sui QS by Subject 2026 il quadro cambia: 60 atenei italiani compaiono almeno una volta nelle classifiche per disciplina, con 769 entries totali, posizionando l'Italia al settimo posto al mondo per rappresentazione nelle subject rankings. Tutta la prima fila degli atenei specialistici diventa potenzialmente eleggibile per i partner pakistani: Bocconi nelle discipline economiche, Politecnico di Torino in ingegneria, Scuola Normale e Scuola Sant'Anna nelle scienze, oltre ad atenei medi che svettano in singole materie come Medicina, Biologia, Fisica, Computer Science.
Il numero più sorprendente è quello sull'intelligenza artificiale: nella categoria Data Science & AI, l'Italia è passata da 3 atenei rankati nel 2025 a 7 nel 2026. Una verticale oggi centrale nelle agende di internazionalizzazione, che la riforma HEC rende accessibile come terreno di partnership formale e non più solo come materia di scambio. Per i prorettori all'internazionalizzazione si riapre il dossier TNE Pakistan, fin qui escluso dalla maggior parte delle strategie italiane focalizzate su Mediterraneo, Balcani e Asia Orientale.
Mercato dominato dall'UK
Lo spazio competitivo, però, è già occupato. Pakistan ospita oggi 55 programmi TNE riconosciuti dall'HEC, per oltre 15.000 studenti. Le qualifiche britanniche ne assorbono da sole circa 12.000, pari a circa l'80% del mercato. La maggior parte passa per modalità a distanza e online o tramite franchise campus su suolo pakistano.
Il Pakistan viene descritto dal British Council come mercato in crescita ma price-sensitive: i modelli più richiesti sono pathway collaborativi e double degree a costo contenuto, non franchise tradizionali ad alta retta. Per un ateneo italiano significa che entrare con un singolo joint degree premium non basta a competere con l'offerta UK consolidata. Servono modelli ibridi, tagliati su discipline dove l'Italia è riconoscibile a livello globale: design e moda, ingegneria meccanica, beni culturali, agraria, food science.
Un ulteriore elemento di contesto: nel 2025 e 2026 i rifiuti di visto britannici verso studenti pakistani sono saliti, spingendo l'HEC a guardare a partner non-UK per ridurre la dipendenza da un singolo paese di destinazione. La porta resta socchiusa ma non spalancata: i nuovi NOC HEC richiedono dossier completi, valutazione dei piani di teach-out e dimostrazione di sostenibilità economica del programma.
Il prossimo passaggio operativo è la pubblicazione dei modelli standard di Memorandum of Commitment e del format della matrice di equivalenza dei crediti sul portale HEC: senza quei documenti, nessuna università italiana può avviare la procedura di NOC.
Domande frequenti
Quali sono i principali cambiamenti introdotti dalla riforma TNE Pakistan per le università straniere?
La riforma abbassa la soglia d'accesso dagli atenei nelle prime 700 posizioni dei ranking globali a quelli nei primi 1000 delle classifiche per disciplina, ampliando così la platea degli atenei stranieri ammessi. Sono previsti inoltre nuovi criteri di eleggibilità tramite il database WHED UNESCO e valutazioni caso per caso per istituzioni specialistiche.
Come cambia la partecipazione delle università italiane ai programmi TNE in Pakistan?
Con la nuova soglia, il numero di atenei italiani ammissibili passa da una manciata a circa 60, grazie alla presenza nelle subject rankings. Questo apre nuove opportunità soprattutto per atenei specialistici e quelli eccellenti in settori come Data Science & AI, design, ingegneria e scienze.
Quali sono le principali tipologie di titoli previsti dalla policy HEC?
La policy distingue tra dual degree (due qualifiche distinte ma collegate), double degree (due qualifiche nello stesso ambito disciplinare) e joint degree (un’unica qualifica rilasciata collegialmente dai partner). Ogni formula ha requisiti specifici e modalità di rilascio differenti.
Quali requisiti devono rispettare le università pakistane e italiane per attivare un programma congiunto?
Devono ottenere il No Objection Certificate (NOC) dall’HEC, firmare un Memorandum of Commitment valido almeno cinque anni e adottare una matrice di equivalenza dei crediti standardizzata. Sono inoltre previste tutele come percorsi di teach-out, gestione dei reclami e regole per la mobilità studentesca.
Quali sono le sfide principali per le università italiane che vogliono entrare nel mercato TNE pakistano?
Il mercato è già dominato dalle università britanniche, che offrono programmi flessibili e a basso costo molto richiesti. Le università italiane devono quindi puntare su modelli ibridi e su discipline dove sono riconosciute globalmente, oltre a preparare dossier completi e sostenibili per ottenere il NOC.
Quando sarà possibile per le università italiane avviare formalmente le procedure per i programmi TNE in Pakistan?
Le procedure potranno partire solo dopo la pubblicazione da parte dell’HEC dei modelli standard di Memorandum of Commitment e della matrice di equivalenza dei crediti. Senza questi documenti, nessuna università può avviare la richiesta di NOC.