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L'ondata di calore arriva su un Paese con 13.800 morti per caldo nel 2023
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L'ondata di calore arriva su un Paese con 13.800 morti per caldo nel 2023

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Picco atteso 28-30 giugno sul Nord Italia. In tre estati le ondate di calore hanno ucciso 181.000 persone in Europa, l'Italia il Paese più colpito.

L'ondata di calore arrivata in Europa il 18 giugno potrebbe durare fino a inizio luglio, con il picco previsto sul Nord Italia fra domenica 28 e lunedi 30. Lo stesso pattern climatico che ha portato Spagna e Francia a superare i 44 gradi nei giorni scorsi si sta spostando sull'Italia settentrionale.

Il pattern atmosferico e l'allarme dall'Universita di Trento

A spiegare il meccanismo e Lorenzo Giovannini, fisico dell'atmosfera dell'Università di Trento. La massa di aria calda nord-africana resta bloccata sull'Europa meridionale da una 'goccia fredda' atlantica al largo del Portogallo: finchè la depressione resta in posizione, l'anticiclone non si sposta. Le ipotesi per la fine sono due, secondo l'esperto: un esaurimento graduale del fenomeno oppure una perturbazione atlantica, che nel contrasto fra aria fredda in arrivo e aria molto calda potrebbe scaricare grandinate e venti intensi.

L'elemento che Giovannini sottolinea non è la singola ondata in corso, ma la crescita lenta e continua: eventi sempre più lunghi, sempre più intensi. E' come se vivessimo tante estati 2003', dice all'ANSA. Il caldo del 2003 era un'eccezione fuori scala. Oggi è la baseline.

I 13.800 italiani morti per caldo solo nel 2023

I dati pubblicati su Nature Medicine danno una misura del costo umano. Estate 2023: 47.690 decessi attribuibili al caldo in 35 paesi europei, il secondo bilancio peggiore del decennio dopo il 2022. L'Italia è il Paese più colpito in assoluto, con 13.800 morti stimati e un tasso di 209 vittime per milione di abitanti, secondo la stima dell'Istituto di Salute Globale di Barcellona.

L'estate 2024 ha aggiunto altri 62.700 decessi al bilancio europeo, secondo l'aggiornamento ISGlobal pubblicato lo scorso autunno. Sommando le ultime tre estati (2022-2024), in Europa il caldo ha ucciso oltre 181.000 persone: più della popolazione di Cagliari, e oltre dieci volte il bilancio italiano dell'estate 2003.

Secondo Copernicus, estate 2025 in Europa, l'anno scorso è stato il quarto più caldo mai registrato nel continente, con un'anomalia di +0,90 gradi rispetto alla media 1991-2020; per Spagna, Portogallo e Irlanda è stata in assoluto la più calda di sempre. E' in questo contesto che si inserisce l'ondata 2026: non un episodio anomalo, ma il segmento di una serie.

Cosa cambia per il picco del 28-30 giugno

L'ondata in corso colpisce una popolazione sanitariamente già esposta. Il rapporto EEA sull'impatto del caldo sulla salute in Europa ricorda che il caldo provoca più decessi di qualunque altro evento meteo-climatico estremo nel continente, ma solo 20 dei 38 paesi monitorati dispongono di un sistema strutturato di sorveglianza sanitaria; 21 hanno un piano d'azione caldo nazionale. L'Italia rientra fra questi: il sistema di sorveglianza giornaliera della mortalità dell'Istituto Superiore di Sanità copre 33 città e pubblica bollettini quotidiani durante l'estate.

Senza l'adattamento sviluppato dopo il 2003 (piani caldo, allerta città per città, protocolli ospedalieri), gli autori dello studio Nature Medicine stimano che i decessi del 2023 sarebbero stati l'80 per cento in più, e fra gli over 80 oltre il 100 per cento in più. Significa che bollettini e ospedali stanno gia evitando decine di migliaia di vittime ogni estate: un margine reale, ma che si assottiglia man mano che le ondate diventano più lunghe.

L'argomento "è solo un'estate calda come tante" è ormai contraddetto dall'attribution science, la disciplina che quantifica quanto del singolo evento estremo dipenda dal cambiamento climatico. E' il tipo di evidenza scientifica che la Commissione europea cita fra gli strumenti per riconoscere la disinformazione sui dati ambientali.

Tra il 28 e il 30 giugno il termometro salirà soprattutto sul Nord Italia: il bollettino del Ministero della Salute aggiornerà giorno per giorno i livelli di allerta nelle 27 città monitorate, ed e lì che la popolazione fragile e chi se ne prende cura dovranno guardare prima di organizzare la giornata.

Domande frequenti

Per quanto tempo durerà l'ondata di calore in Italia e quando è previsto il picco?

L'ondata di calore arrivata in Europa il 18 giugno potrebbe durare fino a inizio luglio, con il picco previsto sul Nord Italia tra domenica 28 e lunedì 30 giugno.

Quali sono i principali fattori atmosferici che stanno causando questa ondata di calore?

L'ondata è causata da una massa di aria calda nord-africana bloccata sull'Europa meridionale da una 'goccia fredda' atlantica al largo del Portogallo, che impedisce lo spostamento dell'anticiclone.

Quanti decessi sono stati attribuiti al caldo in Italia e in Europa nell'estate 2023?

Nel 2023 sono stati stimati 13.800 decessi attribuibili al caldo in Italia e 47.690 in 35 paesi europei, secondo dati pubblicati su Nature Medicine.

Come si sta cercando di prevenire i decessi legati al caldo in Italia?

Dopo il 2003 sono stati introdotti piani caldo, sistemi di allerta e protocolli ospedalieri; il sistema di sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità copre 33 città e pubblica bollettini quotidiani durante l'estate.

Cosa si rischia se le ondate di calore continuano ad aumentare in frequenza e intensità?

Il margine di efficacia delle misure di prevenzione si riduce con l'aumento della durata e dell'intensità delle ondate, mettendo ulteriormente a rischio la salute delle persone più vulnerabili.

Come viene monitorata l'allerta caldo nelle città italiane durante questi eventi?

Il Ministero della Salute aggiorna quotidianamente i livelli di allerta nelle 27 città monitorate, fornendo indicazioni alla popolazione fragile e a chi se ne prende cura.

Pubblicato il: 24 giugno 2026 alle ore 15:03

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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