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Inghilterra, test inglese per il visto verso un appalto da 816 milioni
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Inghilterra, test inglese per il visto verso un appalto da 816 milioni

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A Westminster scontro sul nuovo test inglese per i visti studenteschi: appalto da 816 milioni, Ielts gia' fuori. I dati reali sui richiedenti asilo.

Il governo britannico ha messo sul tavolo 816 milioni di sterline per affidare a un solo fornitore privato il test inglese che decide chi puo' ottenere un visto per studiare, lavorare o stabilirsi nel Regno Unito. Westminster non e' convinta e il 3 giugno il dibattito alla Camera dei Comuni ha mostrato che la fronda parlamentare e' trasversale.

Lo scontro ai Comuni del 3 giugno

Il conservatore Blake Stephenson ha definito l'esame remoto "una nuova porta di servizio per i criminali organizzati", sostenendo che le contromisure tecniche possono essere aggirate "con apparecchiature in vendita su Amazon". Il sottosegretario alla migrazione Mike Tapp ha replicato che gli abusi sul canale studentesco sono calati del 30% dal cambio di governo e ha ribadito la volonta' di Londra di continuare ad attirare "le menti migliori". Il laburista Daniel Zeichner ha chiesto se una sessione completamente da remoto possa eguagliare la sicurezza del test in presenza. La discussione e' arrivata dopo il ritiro pubblico di Ielts dalla gara HOELT annunciato il 17 marzo, motivato da "rischi seri per la sicurezza del sistema di immigrazione". La gara resta aperta: l'aggiudicazione e' prevista a novembre 2026, con contratto attivo dal 1 dicembre 2026 al 30 novembre 2031 e proroga possibile fino al 2034. Il punteggio finale pesera' il 60% sulla qualita' e il 40% sul prezzo.

Il numero che il ministro non ha citato

Tapp ha parlato di "11.000 individui" entrati con visto studente e poi richiedenti asilo nell'ultimo anno. Il dato ufficiale racconta una storia diversa. Secondo l'aggiornamento statistico del Home Office relativo all'anno chiuso a settembre 2025, i richiedenti asilo arrivati con visto studente sono stati 14.243, il 13% di tutti i 110.051 richiedenti registrati nel periodo, sopra il picco storico del 2002. Il 40% di loro proveniva dal Pakistan, il 17% dall'India, il 12% dal Bangladesh. Nello stesso periodo la migrazione netta del Regno Unito e' scesa a 171.000, il livello piu' basso dal 2012, in calo da 944.000 di due anni prima e da 331.000 dell'anno precedente. Dentro questi numeri si gioca il paradosso politico: mentre l'immigrazione totale cala di due terzi rispetto al picco, Londra blinda un appalto da 816 milioni per cinque anni, rinunciando alla concorrenza tra piu' enti certificatori e scegliendo un fornitore unico secondo le condizioni pubblicate sul portale Find a Tender del governo britannico. La scelta arriva mentre la migrazione netta extra-UE cala di due terzi rispetto al picco del 2023.

Cosa cambia per chi parte dall'Italia

Per uno studente italiano la doppia incognita e' concreta. Il visto studente costa gia' 524 sterline di domanda piu' 776 di Immigration Health Surcharge per ogni anno di corso, su tasse universitarie comprese tra 18.000 e 30.000 sterline l'anno per i percorsi piu' diffusi. Le iscrizioni dai paesi dell'Unione europea alle universita' britanniche sono calate dell'1% nel 2024/25, dopo i tonfi del periodo post-Brexit, quando l'Italia aveva perso oltre il 50% dei nuovi iscritti rispetto al 2020/21. Se il nuovo modello remoto diventera' lo standard obbligatorio dal 1 dicembre 2026, chi oggi usa Ielts per certificare il livello B2 richiesto dal visto dovra' passare a un fornitore la cui identita' non sara' annunciata prima di novembre. Stephenson nel suo rapporto chiede anche un livello accademico minimo per chi entra con visto studente e il divieto agli atenei di valutare in autonomia l'inglese dei propri candidati. Restrizioni che, se introdotte insieme al nuovo test, ridisegnerebbero le procedure di ammissione per chi parte dall'Italia e cambierebbero anche il calendario di preparazione: oggi una sessione Ielts si prenota in poche settimane, un test ancora da progettare richiedera' tempi diversi.

L'aggiudicazione di novembre 2026 sigillera' il fornitore unico del test fino almeno al 2031. Per chi pianifica un'iscrizione in Gran Bretagna nel 2027 conviene attendere l'annuncio del vincitore prima di prenotare qualsiasi sessione di certificazione.

Domande frequenti

Quali sono le principali novità riguardo il test di inglese per il visto nel Regno Unito?

Il governo britannico ha avviato una gara d'appalto da 816 milioni di sterline per affidare a un unico fornitore la gestione del test di inglese necessario per ottenere visti di studio, lavoro o residenza. La decisione include la possibilità di svolgere l'esame completamente da remoto, sollevando dubbi sulla sicurezza.

Quando entrerà in vigore il nuovo sistema di test e cosa succede fino ad allora?

L'aggiudicazione del fornitore unico è prevista per novembre 2026, con il contratto attivo dal 1 dicembre 2026 al 30 novembre 2031, prorogabile fino al 2034. Fino a quel momento, restano valide le procedure e i fornitori attuali, ma è consigliabile attendere l'annuncio ufficiale prima di prenotare nuovi test per chi pianifica di iscriversi nel 2027.

Cosa cambia per gli studenti italiani che vogliono iscriversi a un'università britannica?

Gli studenti italiani affronteranno nuove procedure di certificazione linguistica, dovendo adeguarsi al fornitore unico e al nuovo sistema remoto dal 2026. Questo potrebbe comportare cambiamenti nei tempi di preparazione e nelle modalità di prenotazione del test, oltre a possibili restrizioni aggiuntive su livello accademico minimo e valutazione autonoma da parte degli atenei.

Quali sono le principali critiche e preoccupazioni sollevate in Parlamento sul nuovo test?

Tra le principali preoccupazioni figurano i rischi di sicurezza associati all'esame remoto, considerato vulnerabile a frodi tramite tecnologie facilmente reperibili. Alcuni parlamentari temono che il sistema non garantisca lo stesso livello di affidabilità del test in presenza e che possa facilitare l'ingresso di soggetti non idonei.

Come stanno cambiando i numeri della migrazione studentesca e in che modo il nuovo test potrebbe influire?

Le iscrizioni di studenti UE alle università britanniche sono calate dopo la Brexit, con un rallentamento anche per l'Italia. L'introduzione di procedure più restrittive e costose, come il nuovo test, potrebbe ulteriormente ridurre l'attrattività del Regno Unito per gli studenti italiani ed europei.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 14:34

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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