L'articolo 9 del decreto bollette è legge dal 10 aprile 2026, ma le imprese energivore aspettano ancora il primo euro di sconto sulle bollette del gas. Il meccanismo che avrebbe dovuto sbloccare 1,1 miliardi di euro di gas statale è fermo per una delibera ARERA e per l'attesa del via libera europeo, con tempi che si misurano in mesi, spesso in anni.
Cosa prevede l'articolo 9 e perché è ancora bloccato
Il decreto bollette - legge n. 49 del 10 aprile 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 aprile. L'articolo 9 prevedeva la vendita di gas statale per finanziare sconti alle imprese energivore. Il Ministero dell'Ambiente, guidato da Gilberto Pichetto Fratin, avrebbe dovuto emanare un atto di indirizzo entro 20 giorni dalla pubblicazione per avviare la cessione di circa 2,1 miliardi di metri cubi di gas rimasti nelle riserve dopo gli acquisti d'emergenza del 2022 da parte di SNAM e GSE. A prezzi di mercato correnti, quello stock vale 1,1 miliardi di euro.
L'atto non è mai arrivato. Il 30 marzo 2026, prima ancora della conversione in legge, l'ARERA - atti e provvedimenti aveva emesso la delibera 98/2026/R/COM sospendendo la misura in applicazione dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul Funzionamento dell'UE: la vendita del gas e la destinazione dei proventi solo ad alcune categorie di imprese configura un aiuto di Stato selettivo che richiede notifica preventiva a Bruxelles. Si applica il principio di 'stand still': nessun atto esecutivo può essere emanato prima del via libera della Commissione europea. I procedimenti europei sugli aiuti di Stato durano da 6 mesi a oltre un anno.
Il costo reale del tesoretto: da 6,7 miliardi a 1,1
Il dato che ridimensiona l'intera operazione riguarda il prezzo di acquisto originale. Nel 2022, con il gas ai massimi storici post-Ucraina, SNAM e GSE spesero complessivamente 6,68 miliardi di euro per accumulare 37,7 milioni di MWh di gas nelle riserve strategiche. Di quel volume, circa un terzo è già stato ceduto tramite procedure competitive, portando nelle casse appena 612 milioni di euro: meno del 9% del costo sostenuto.
Il gas rimasto - quello che l'articolo 9 vorrebbe vendere - vale 1,1 miliardi al prezzo corrente, ma fu acquistato a prezzi eccezionalmente elevati. Secondo i dati ARERA aggiornati al 2 febbraio 2024, il disavanzo non coperto dell'intera operazione di stoccaggio d'emergenza ammontava a 4,8 miliardi di euro, che l'Autorità ha proposto di recuperare con una componente di neutralità applicata a tutto il gas in transito sulle reti italiane.
Anche vendendo tutto il gas rimasto a prezzi correnti, i proventi coprirebbero circa il 23% del deficit accumulato dall'operazione 2022. Il resto è già stato spalmato o sarà socializzato attraverso le tariffe di sistema. Le stesse infrastrutture energetiche critiche sono esposte ad altre vulnerabilità: leggi attacco informatico in Italia, il DDoS e le sue conseguenze.
Il problema del timing e cosa cambia per le imprese
Anche nell'ipotesi in cui Bruxelles autorizzi la misura, rimarrebbe un secondo ostacolo strutturale. Il meccanismo dell'articolo 9 prevede che gli sconti alle imprese partano subito, prima dell'effettiva vendita del gas sui mercati. I ricavi reali transiterebbero attraverso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) solo dopo la cessione effettiva dei volumi, con un gap temporale tra uscite e incassi che richiede anticipazioni di liquidità.
I fronti si moltiplicano: il decreto sulle accise petrolifere, già prorogato due volte, era in scadenza il 22 maggio 2026. La trattativa tra Roma e Bruxelles - avviata con la lettera di Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen sul Patto di Stabilità - include anche questo dossier energetico. Nelle trattative istituzionali di questa portata, la sicurezza delle comunicazioni è un fattore critico: leggi l'allerta sullo spyware Graphite su WhatsApp in Italia.
Le imprese energivore aspettano risposte su tre fronti: l'autorizzazione europea (tempi incerti), la strutturazione del meccanismo CSEA e le coperture alternative che il MEF sta cercando. In questa settimana, l'Italia segue anche l'aggancio della navetta Crew Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale: un promemoria che le cooperazioni multilaterali producono risultati concreti quando i meccanismi decisionali sono definiti. Sul gas del decreto bollette, quei meccanismi restano da sbloccare.
Domande frequenti
Cosa prevede l'articolo 9 del decreto bollette?
L'articolo 9 prevede la vendita di gas statale rimasto nelle riserve per finanziare sconti sulle bollette del gas delle imprese energivore. Si tratta di circa 2,1 miliardi di metri cubi di gas, il cui valore attuale è di circa 1,1 miliardi di euro.
Perché il meccanismo di sconto sulle bollette del gas è ancora bloccato?
Il meccanismo è fermo a causa di una delibera ARERA che ha sospeso la misura in attesa dell'autorizzazione della Commissione europea, poiché si configura come aiuto di Stato selettivo. Fino al via libera europeo, non è possibile procedere con l'attuazione della misura.
Quanto tempo potrebbe richiedere l’autorizzazione europea?
I procedimenti europei sugli aiuti di Stato possono durare da 6 mesi a oltre un anno. I tempi sono quindi incerti e dipendono dalle valutazioni della Commissione europea.
Qual è il valore reale del gas ancora nelle riserve rispetto al costo di acquisto?
Il gas rimasto vale attualmente 1,1 miliardi di euro, ma era stato acquistato nel 2022 a prezzi molto più alti, per un costo complessivo di 6,68 miliardi di euro. Anche vendendo tutto il gas rimasto, si coprirebbe solo una parte del deficit accumulato dall'operazione.
Quali sono i principali ostacoli anche in caso di via libera europeo?
Oltre al via libera europeo, rimane il problema del timing: gli sconti dovrebbero partire subito, mentre i ricavi arriverebbero solo dopo la vendita effettiva del gas, creando un gap di liquidità che richiede anticipazioni finanziarie.
Come verrà coperto il disavanzo residuo dell’operazione di stoccaggio?
Il disavanzo, pari a circa 4,8 miliardi di euro, verrà recuperato attraverso una componente di neutralità applicata a tutto il gas in transito sulle reti italiane e verrà socializzato attraverso le tariffe di sistema.