Tredici minorenni di Siena denunciati dalla Digos per apologia del fascismo e del nazismo, odio razziale, detenzione illegale di armi e diffusione di materiale pedopornografico: questa la notizia riportata dall'agenzia Ansa e ripresa da tutte le testate nazionali. Ma il caso del Senese non è un episodio isolato. I numeri nazionali mostrano che la radicalizzazione minori è un fenomeno in crescita sostenuta, documentato dalle stesse forze dell'ordine.
Quattro reati distinti, uno stesso gruppo
L'operazione della Digos di Siena ha portato alla denuncia all'autorità giudiziaria minorile di tredici ragazzi accusati di quattro reati distinti: propaganda di idee fondate sull'odio razziale ed etnico, apologia del movimento fascista e nazista, detenzione illegale di armi e detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Le forze dell'ordine hanno eseguito perquisizioni e sequestri. Tutti i tredici giovani sono residenti nel Senese.
A colpire è la coesistenza dei quattro reati all'interno dello stesso gruppo. Il cardinale Lojudice, arcivescovo di Siena, ha commentato l'operazione parlando di profondo disagio giovanile tra ragazzi all'apparenza insospettabili, nati nel nuovo millennio. Le perquisizioni hanno portato a sequestri di materiale digitale e fisico.
Radicalizzazione minori: le perquisizioni aumentate del 411% in un anno
Ciò che emerge dal Senese ha una cornice statistica precisa. Le perquisizioni su minorenni indagati per diffusione di contenuti estremisti online sono passate da 9 nel 2023 a 46 nel 2024, con un aumento del 411% in dodici mesi. Nei soli primi sei mesi del 2025 erano già state eseguite 52 perquisizioni, una cifra che su base annua supera quelle dell'intero 2024.
Dal 2023 alla metà del 2025 almeno 12 minorenni sono stati sottoposti a misure cautelari: uno nel 2023, cinque nel 2024, sei solo nella prima metà del 2025. Complessivamente, oltre cento minorenni sono stati coinvolti in procedimenti investigativi. Tra le ideologie che animano questi gruppi, l'estremismo di destra internazionale pesa per il 77% dei casi, secondo i dati delle forze dell'ordine.
Il percorso verso la radicalizzazione avviene quasi interamente online, attraverso chat e piattaforme di messaggistica, spesso in tempi brevi. Europol ha rilevato nel 2025 come almeno un terzo dei sospetti per reati di terrorismo e odio razziale nell'Unione Europea abbia meno di 20 anni. Riconoscere i meccanismi della disinformazione online è uno dei passaggi chiave per interrompere questi percorsi di indottrinamento prima che si traducano in reati.
Pedopornografia e crimini digitali: i dati della Polizia Postale
Il reato di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, presente tra le accuse del caso Siena, si inserisce in un quadro di crimini digitali in costante aumento. Nel 2024 il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) ha avviato 2.800 indagini, effettuato 144 arresti e denunciato 1.028 persone, inserendo 2.775 siti in blacklist. Nel 2025 i procedimenti per pedopornografia e adescamento sono saliti a 2.574, con 222 arresti.
Questi dati sono contenuti nel rapporto annuale 2024 della Polizia Postale sul sito del Ministero dell'Interno. Il nesso tra propaganda estremista e pedopornografia nello stesso gruppo di adolescenti, come nel caso senese, è uno degli elementi su cui le procure minorili stanno sviluppando linee di indagine specifiche. Come funzionano i principali attacchi informatici in Italia offre un quadro degli strumenti digitali usati dalla criminalità online.
I canali attraverso cui avviene la radicalizzazione sfruttano reti sempre più pervasive e difficili da monitorare. Mentre infrastrutture globali come Starlink, il servizio internet satellitare di Musk ora disponibile alla Casa Bianca ridisegnano la connettività mondiale, le forze dell'ordine italiane si trovano a inseguire contenuti su piattaforme criptate e chat non monitorate.
Gli insegnanti e i dirigenti scolastici sono spesso i primi a percepire i segnali di disagio che precedono la radicalizzazione. Sapere che le perquisizioni su minorenni per estremismo online sono cresciute del 411% in un anno trasforma il caso di Siena da cronaca locale a segnale strutturale.
Domande frequenti
Quali reati sono stati contestati ai tredici minorenni di Siena?
I tredici minorenni sono stati denunciati per apologia del fascismo e del nazismo, odio razziale, detenzione illegale di armi e diffusione di materiale pedopornografico.
Quanto è aumentato il numero di perquisizioni su minorenni per estremismo online negli ultimi anni?
Il numero di perquisizioni è aumentato del 411% in un solo anno, passando da 9 nel 2023 a 46 nel 2024, e nei primi sei mesi del 2025 erano già state eseguite 52 perquisizioni.
Quali sono le principali cause della radicalizzazione tra i minori secondo le forze dell’ordine?
La radicalizzazione avviene quasi interamente online, attraverso chat e piattaforme di messaggistica, spesso in tempi molto brevi, e l’estremismo di destra internazionale è l’ideologia prevalente nel 77% dei casi.
Come si inserisce il reato di pedopornografia nel fenomeno della radicalizzazione minorile?
Il reato di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico è spesso presente insieme ad altri reati legati all'estremismo, come dimostrato dal caso dei minorenni di Siena, e rappresenta un aspetto crescente dei crimini digitali secondo i dati della Polizia Postale.
Qual è il ruolo degli insegnanti e dei dirigenti scolastici nella prevenzione della radicalizzazione?
Insegnanti e dirigenti scolastici sono spesso i primi a percepire segnali di disagio che possono precedere la radicalizzazione e svolgono quindi un ruolo chiave nell'individuare e contrastare questi fenomeni.
Quali strumenti digitali utilizzano i gruppi estremisti per diffondere propaganda e reclutare minorenni?
I gruppi estremisti utilizzano piattaforme di messaggistica criptate e chat non monitorate, sfruttando la difficoltà delle forze dell’ordine nel controllare questi canali digitali sempre più sofisticati e pervasivi.