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Francia, prima in Europa a vietare i social ai minori di 15 anni
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Francia, prima in Europa a vietare i social ai minori di 15 anni

Voti a valanga in Senato e Assemblée. Divieto sui social under 15 in vigore da settembre 2026, verifica età obbligatoria, nessuna sanzione.

Il Parlamento francese ha approvato in via definitiva il 21 luglio 2026 la legge sul divieto dei social under 15. Il testo è passato con 243 voti favorevoli e 2 contrari al Senato e con 279 sì contro 81 no all'Assemblée Nationale. La Francia diventa così il primo Paese europeo a introdurre questa misura normativa su tutte le principali piattaforme, dopo l'Australia che a dicembre 2025 aveva alzato l'asticella a 16 anni. L'obiettivo dichiarato dal governo è tutelare bambini e adolescenti dai contenuti nocivi che circolano online, in particolare violenza, pornografia e disturbi alimentari.

Come funzionerà la verifica dell'età

La ministra delegata al Digitale, Anne Le Hénanff, ha confermato che l'entrata in vigore avverrà in due tempi. Dal 1° settembre 2026 il divieto scatterà per i nuovi profili aperti da minorenni sotto i 15 anni. Dal 1° gennaio 2027 verrà esteso agli account già esistenti, che dovranno essere sottoposti a verifica di identità o chiusi. La responsabilità operativa ricadrà sulle piattaforme: dovranno offrire più opzioni tecniche di controllo dell'età, senza costringere l'utente a un unico sistema. Fra gli strumenti già disponibili figurano France Identité, il portafoglio digitale nazionale, e il servizio di certificazione Docaposte. La norma non prevede sanzioni pecuniarie per minori o genitori. "Diamo la responsabilità ai social network", ha dichiarato Le Hénanff, "dovranno trovare la soluzione tecnica". Restano accessibili anche sotto la soglia le enciclopedie online e i servizi con finalità didattica, esplicitamente esclusi dal perimetro del divieto. Nella stessa cornice normativa è confermato il divieto d'uso dei telefoni cellulari nelle scuole superiori, già in vigore per medie ed elementari. La misura era stata annunciata da Macron come uno dei punti qualificanti del suo secondo mandato.

Il quadro europeo e la posizione italiana

L'approvazione francese arriva mentre altri Paesi europei studiano misure analoghe. In Italia il disegno di legge bipartisan firmato dalla senatrice Lavinia Mennuni (Fratelli d'Italia) e dalla deputata Marianna Madia (Italia Viva), depositato nel maggio 2024, aveva sfiorato l'approvazione nel 2025 ma è fermo in commissione al Senato. Il testo prevedeva un wallet digitale nazionale collegato al futuro sistema europeo di verifica dell'età. Il governo ha annunciato l'intenzione di riscrivere l'articolato da zero. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha definito "fondamentale" un divieto italiano sui social sotto i 15 anni. Il presidente Emmanuel Macron, in un videomessaggio, ha rivendicato che "la Francia apre la via in Europa per la protezione dei nostri bambini", indicando la strada per un'estensione a scala continentale del modello di verifica dell'età.

Il vero banco di prova sarà tecnico. Senza un'infrastruttura di identità digitale interoperabile a livello europeo, le piattaforme dovranno gestire regimi diversi Paese per Paese, con il rischio di aggiramenti tramite VPN o account creati all'estero. Il periodo di quattro mesi tra le due fasi servirà a misurare quante conversioni forzate riuscirà davvero a intercettare il sistema francese.

Domande frequenti

Quando entrerà in vigore il divieto dei social network per i minori di 15 anni in Francia?

Il divieto scatterà dal 1° settembre 2026 per i nuovi profili e dal 1° gennaio 2027 sarà esteso agli account già esistenti, che dovranno essere verificati o chiusi.

Come funzionerà la verifica dell'età per accedere ai social in Francia?

La responsabilità di verificare l'età ricadrà sulle piattaforme, che dovranno offrire diverse opzioni tecniche, come France Identité e Docaposte, senza imporre un unico sistema di controllo.

Quali contenuti o servizi sono esclusi dal divieto per i minori di 15 anni?

Sono esplicitamente esclusi dal divieto le enciclopedie online e i servizi con finalità didattica, che rimarranno accessibili anche ai minori di 15 anni.

Ci saranno sanzioni per i minori o per i genitori che violano la legge?

La norma non prevede sanzioni pecuniarie per minori o genitori; la responsabilità operativa resta a carico delle piattaforme social.

Qual è la situazione in Italia riguardo a un possibile divieto simile sui social per i minori?

In Italia una proposta di legge per vietare i social ai minori di 15 anni è ferma in commissione al Senato e il governo ha annunciato la riscrittura del testo, mentre il ministro dell'Istruzione ha definito fondamentale un tale divieto.

Quali sono le principali sfide tecniche per l'applicazione di questa legge?

La principale difficoltà riguarda l'assenza di un'infrastruttura di identità digitale interoperabile a livello europeo, con il rischio che gli utenti possano aggirare il divieto usando VPN o account esteri.

Pubblicato il: 22 luglio 2026 alle ore 11:55

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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