La temperatura media dell'estate 2026 in Italia è stata di 24,3°C, contro i 23,6°C dell'estate 2003 fino a ieri considerata insuperabile. Lo ha certificato l'Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche analizzando la banca dati Era5 Land del Centro europeo per le previsioni meteo di medio periodo.
I numeri di una stagione fuori scala
Il ricercatore Cnr-Ibe Lorenzo Arcidiaco firma l'analisi che copre 76 anni di rilevazioni a due metri dal suolo su tutto il territorio nazionale, incluse le zone montuose. Il picco è agosto 2026, con una media di 25,6°C: 5,2 gradi in più della media 1951-1980 (20,4°C) e 3,5 gradi in più della media 1991-2020 (22,1°C). Battuti anche i record recenti di 24,6°C del 2024 e 24°C del 2017.
Il quadro europeo è coerente: secondo il bollettino sulle temperature record di Copernicus Climate Change Service giugno e luglio 2026 sono stati i due mesi più caldi mai registrati nell'Europa occidentale, con una media combinata di 21,62°C. Il 22 luglio a Noto, in Sicilia, il termometro ha toccato 46,5°C.
Sulle Alpi il costo è visibile. Il ghiacciaio della Marmolada è arretrato di 23 metri dall'inizio dell'anno, il triplo rispetto al 2025, e ha perso 9 ettari in dodici mesi (da 92 a 83). Una perdita simile si era vista solo nel 2022, l'anno del crollo.
Il record incrocia le aule senza aria condizionata
Il primato climatico atterra nella settimana in cui riapre l'anno scolastico 2026/2027. Solo il 7,42% degli edifici scolastici italiani ha impianti di climatizzazione o ventilazione: 4.457 su 60.030, secondo il XXIII Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza a scuola. La distanza tra regioni è enorme: dal 26,4% delle Marche all'1,6% del Lazio, ultimo in classifica.
La risposta del governo è arrivata il 1° settembre. Il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato un contributo di 20 milioni di euro per apparecchi di raffrescamento nelle scuole destinato alle istituzioni scolastiche. Distribuiti sui 60.030 edifici, i fondi valgono in media 333 euro per plesso. Bastano, secondo le stime dei tecnici comunali, a coprire il raffrescamento di 300-400 aule sull'intero territorio nazionale, quando le classi italiane superano abbondantemente le 350.000 unità.
La Società italiana di medicina ambientale ha chiesto di rinviare il rientro a scuola nel Sud almeno fino all'equinozio d'autunno, citando la temperatura operativa nelle aule esposte a Sud senza schermature solari. Alcuni sindaci hanno agito da soli: nel Frusinate è stato chiesto lo slittamento dal 15 al 22 settembre, a Rosolini (Siracusa) la giunta ha spostato l'apertura al 21 settembre. Il Ministero ha confermato che il calendario resta invariato e ha rimandato a un piano più ampio di efficientamento energetico ancora in fase di studio.
Cosa aspettarsi dai prossimi giorni
L'afa ha comunque le ore contate. Dal 9 settembre una perturbazione atlantica porterà pioggia e un abbassamento sensibile delle temperature al Nord e sul Tirreno, con il fronte che scivolerà verso Sud nei giorni successivi. Il crollo termico non cancella però lo squilibrio del bilancio stagionale: da gennaio ad agosto 2026 il 70% del territorio ha registrato anomalie di temperatura superiori a 1°C, il 40% oltre 2°C. Le concentrazioni maggiori si sono viste nelle pianure del Nord-Ovest e lungo l'Appennino, cioè su gran parte delle superfici coltivate. Per il quadro previsionale di uscita dalla stagione vedi cosa lascia in Italia l'estate 2026 con l'arrivo del maltempo.
Il dato di Arcidiaco proietta lo scenario avanti: se agosto e luglio 2026 sono i più caldi in assoluto della serie storica e la primavera ha eguagliato il record 2024, l'anno intero rischia di chiudere come il più caldo dal 1950. La stagione del rientro parte con la stessa domanda che si trascina da anni sulle emergenze delle scuole italiane: dove sono i fondi strutturali per rendere gli edifici sostenibili.
Domande frequenti
Perché l'estate 2026 è considerata la più calda dal 1950 in Italia?
Secondo i dati del CNR e del Centro europeo per le previsioni meteo, la temperatura media dell'estate 2026 ha raggiunto i 24,3°C, superando anche l'estate 2003 che fino ad ora deteneva il record. Questo valore rappresenta un picco storico in oltre 76 anni di rilevazioni.
Quante scuole italiane sono dotate di sistemi di climatizzazione o ventilazione?
Solo il 7,42% degli edifici scolastici italiani dispone di impianti di climatizzazione o ventilazione, pari a 4.457 scuole su 60.030 totali. La percentuale varia molto tra le regioni, passando dal 26,4% delle Marche all'1,6% del Lazio.
Quali sono le misure adottate dal governo per affrontare il caldo nelle scuole?
Il Governo ha stanziato un contributo di 20 milioni di euro per apparecchi di raffrescamento destinati alle scuole, corrispondente a circa 333 euro per edificio. Tuttavia, secondo i tecnici comunali, questa somma è sufficiente a climatizzare solo una piccola parte delle aule.
Quali proposte sono state avanzate per gestire il rientro a scuola durante il caldo record?
La Società italiana di medicina ambientale ha suggerito di posticipare il rientro a scuola nel Sud Italia almeno fino all’equinozio d’autunno, a causa delle alte temperature operative nelle aule. Alcuni sindaci hanno scelto autonomamente di rinviare l’apertura delle scuole di alcuni giorni.
Quali effetti ha avuto l'ondata di caldo sulle Alpi e sull’agricoltura?
Il ghiacciaio della Marmolada ha registrato un arretramento record di 23 metri e una perdita di 9 ettari in un anno, impattando anche le superfici coltivate, soprattutto nel Nord-Ovest e lungo l’Appennino, dove si sono verificate le maggiori anomalie di temperatura.
Cosa si prevede per le temperature nei giorni successivi alla riapertura delle scuole?
Dal 9 settembre è attesa una perturbazione atlantica che porterà un abbassamento delle temperature, iniziando dal Nord e dal Tirreno e poi spostandosi verso Sud. Tuttavia, questa diminuzione non compenserà le anomalie termiche registrate durante l’estate.