Il 23 giugno 2026 la commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo ha approvato il quadro giuridico dell'euro digitale con 43 voti a favore, 14 contrari e un'astensione. Il lancio dell'infrastruttura è fissato nel 2029.
Cosa ha deciso davvero la ECON
Il via libera della ECON sblocca un dossier fermo da tre anni e fissa la rotta per i negoziati con il Consiglio dell'Unione. La plenaria di Strasburgo formalizzerà la posizione a inizio luglio, poi partirà il trilogo con i 27 stati membri, con l'obiettivo di un accordo definitivo entro fine 2026. Nel 2027 è prevista una fase pilota di 12 mesi con una versione beta dell'infrastruttura, testata con commercianti e fornitori di pagamento selezionati.
Il provvedimento ruota attorno alla dipendenza europea dai circuiti americani. Secondo i dati BCE, Visa e Mastercard coprono il 61% dei pagamenti con carta nell'area euro e quasi tutte le transazioni transfrontaliere. "Rafforzare la resilienza dei pagamenti in Europa è diventata una necessità geopolitica", ha dichiarato Markus Ferber, membro della commissione ECON.
Quanto costa davvero il progetto
La BCE ha pubblicato cifre precise sui costi, raramente citate negli annunci. Lo sviluppo dell'infrastruttura richiederà 1,3 miliardi di euro una tantum, mentre i costi operativi annuali sono stimati intorno a 320 milioni di euro. Nei primi cinque anni di esercizio, dal 2029 al 2033, la moneta elettronica della BCE assorbirà quindi circa 2,9 miliardi di euro tra investimento iniziale e gestione corrente.
L'Eurosistema coprirà la spesa con i ricavi da signoraggio, lo stesso meccanismo che oggi finanzia la produzione delle banconote. I commercianti non pagheranno per le funzioni base, ma i prestatori di servizi di pagamento potranno addebitare commissioni soggette a tetti regolamentati dalla Commissione europea. Le Domande frequenti BCE sulla nuova moneta unica chiariscono che la struttura economica vuole avvicinarsi a quella del contante: gratuita per il cittadino, sostenuta dall'emittente pubblico.
Il calendario europeo vs Cina, Russia e Stati Uniti
Il 2029 è una scadenza lunga, soprattutto rispetto a quello che sta accadendo fuori dai confini dell'Unione. La Cina ha avviato lo yuan digitale dal 2020 ed è in fase di consolidamento commerciale. La Russia ha annunciato che il rublo digitale diventerà operativo a settembre 2026, in pochi mesi. Gli Stati Uniti hanno preso la direzione opposta: il Senato ha votato un divieto quadriennale sul CBDC della Federal Reserve, ora all'esame della Camera, e l'amministrazione Trump punta sugli stablecoin privati denominati in dollari come strumento di sovranità monetaria.
L'Europa arriva ultima al traguardo e sceglie una via intermedia: moneta pubblica gestita dalla banca centrale, distribuita tramite le banche commerciali. È una scelta politica prima ancora che tecnica, dentro un dibattito più ampio sulla nuova fase dell'allargamento europeo e sulla capacità del blocco di rispondere agli scossoni della finanza globale, come quello innescato pochi mesi fa dal caso DeepSeek su Wall Street.
Limite di 3.000 euro nel portafoglio
I consumatori potranno detenere la moneta in un wallet dedicato, con un tetto ancora da fissare nei negoziati ma compreso, secondo le analisi della BCE, tra 500 e 3.000 euro a persona. Le banche commerciali hanno spinto per soglie basse, per evitare la fuga di depositi dai conti tradizionali in caso di crisi.
Funzionerà un meccanismo a cascata: superato il limite del wallet, le somme in eccesso vengono trasferite automaticamente al conto bancario collegato. Il sistema supporterà pagamenti online e offline, con un livello di privacy paragonabile al contante per i trasferimenti diretti da telefono a telefono. La BCE non avrà accesso ai dati che identificano l'utente.
Il prossimo passaggio è la plenaria di luglio. Da quel momento la partita si sposta sul trilogo con gli stati membri, dove le banche commerciali continueranno a premere per limiti stringenti e dove resta da definire la struttura della compensazione che le farà aderire al progetto.
Domande frequenti
Quando sarà disponibile l'euro digitale per i cittadini europei?
Il lancio dell'infrastruttura dell'euro digitale è previsto per il 2029, dopo una fase pilota di 12 mesi che inizierà nel 2027.
Quali saranno i costi per i cittadini e i commercianti che utilizzeranno l'euro digitale?
L'euro digitale sarà gratuito per i cittadini, mentre i commercianti non pagheranno per le funzioni base. Eventuali commissioni sui pagamenti saranno applicate solo dai prestatori di servizi di pagamento e saranno soggette a tetti regolamentati dalla Commissione europea.
Qual è il limite massimo di euro digitali che un cittadino potrà detenere nel proprio wallet?
Il limite per ogni wallet sarà fissato tra 500 e 3.000 euro a persona, con la cifra definitiva che sarà stabilita nei prossimi negoziati tra Parlamento, Consiglio e BCE.
Come verrà garantita la privacy degli utenti nell'utilizzo dell'euro digitale?
Il sistema garantirà un livello di privacy paragonabile al contante per i trasferimenti diretti da telefono a telefono e la BCE non avrà accesso ai dati che identificano gli utenti.
Perché l'Europa ha deciso di sviluppare l'euro digitale?
L'obiettivo principale è rafforzare la resilienza dei pagamenti in Europa, riducendo la dipendenza dai circuiti di pagamento americani come Visa e Mastercard, e rispondere alle trasformazioni globali nel settore dei pagamenti digitali.
Come si posiziona l'euro digitale rispetto alle iniziative simili in altri paesi come Cina, Russia e Stati Uniti?
Rispetto a Cina e Russia, dove le valute digitali sono già operative o in fase avanzata, l'Europa arriva in ritardo, mentre gli Stati Uniti hanno scelto di non introdurre una valuta digitale della banca centrale almeno per i prossimi anni, puntando piuttosto su stablecoin privati.