Il Tribunale Superiore Elettorale brasiliano ha superato le 804 cause legali presentate dalle campagne per il secondo turno del 25 ottobre tra Lula e Flávio Bolsonaro. Un numero mai visto: le stesse settimane del 2022 ne avevano registrate 325, quelle del 2018 appena 388. In quattro anni il contenzioso elettorale al TSE è aumentato del 147%, concentrato sui contenuti generati con intelligenza artificiale.
Un record di contenzioso elettorale
Il conteggio è aggiornato alla sera del 21 ottobre e riguarda le sole azioni depositate al Tribunale Superiore Elettorale, l'organo che gestisce il voto in Brasile. Oltre la metà degli esposti ha come parti il Partido dos Trabalhadores di Lula e il Partido Liberal di Flávio Bolsonaro. I ricorsi riguardano in gran parte le strategie sui social network e la diffusione di contenuti via WhatsApp. Il salto rispetto a quattro anni fa è altrettanto marcato nei primi mesi: tra gennaio e maggio 2026 le denunce contro i principali candidati erano già 87, contro le 19 dello stesso periodo nel 2022 e le 10 del 2018. Un altro record che va ad aggiungersi a una stagione piena di cronache record a livello internazionale, ma stavolta il primato riguarda le aule di un tribunale, non uno stadio o una pista.
L'IA generativa come carburante del contenzioso
Le elezioni brasiliane di quest'anno sono le prime in cui video e audio prodotti con intelligenza artificiale generativa sono alla portata di qualunque militante o canale di partito. Un'analisi dell'organizzazione Eko ha mostrato che Meta ha approvato 13 inserzioni su 15 contenenti contenuti sintetici violenti in violazione delle regole elettorali del TSE. Il centro di ricerca NetLab ha censito oltre 1.600 annunci politici finanziati da aziende estere sulle piattaforme del gruppo, per un valore vicino ai 400 mila dollari. La spesa pubblicitaria elettorale solo su Meta è salita a 57 milioni di dollari, il doppio del 2022, su un mercato dominato da pochissime piattaforme americane il cui peso ricorda altri scenari di concentrazione tecnologica statunitense. A luglio Flávio Bolsonaro ha diffuso alla convention del Partido Liberal un video che ricreava con IA la voce e l'immagine del padre Jair, dichiarato ineleggibile dai giudici, mentre esprimeva sostegno alla sua candidatura. La controversia è approdata al TSE ed è diventata il caso guida sulle nuove regole dei deepfake.
Il TSE ha dovuto definire deepfake per sentenza
Il 1 settembre 2026 il Tribunale ha fissato con cinque voti a due la definizione: deepfake è il contenuto sintetico prodotto o manipolato con IA o tecnologia equivalente, con un grado di realismo tale da creare o alterare immagine, voce o dichiarazioni di una persona viva, morta o fittizia. Nella stessa risoluzione la Corte ha vietato la pubblicazione e la promozione a pagamento di nuovi contenuti sintetici che riproducano candidati o personaggi pubblici nella finestra tra 72 ore prima e 24 ore dopo la chiusura delle urne, anche quando il materiale è dichiarato come prodotto con intelligenza artificiale. Lo stesso video di Jair Bolsonaro usato alla convention del 25 luglio è però stato giudicato legittimo con quattro voti a tre, perché mostrato in un evento interno di partito e privo di un esplicito invito al voto. La tesi del TSE sui deepfake elettorali vale ora come orientamento per i giudici elettorali di primo grado nei casi analoghi, ma il confine tra propaganda vietata e dibattito interno di partito resta la zona grigia più contesa delle prossime quarantotto ore.
Domenica 25 ottobre si vota con un quadro giuridico scritto in parte dalla cronaca degli ultimi tre mesi. Gli oltre 800 ricorsi saranno decisi dopo le urne, ma il modello normativo che ne uscirà sarà guardato da vicino in Europa, dove l'AI Act impone già alle piattaforme di etichettare i deepfake politici, e in scenari altrettanto polarizzati come la comunicazione tecnologica attorno al conflitto in Ucraina.
Domande frequenti
Perché il numero di ricorsi elettorali in Brasile è aumentato così tanto rispetto agli anni precedenti?
Il numero di ricorsi è cresciuto del 147% rispetto al 2018, principalmente a causa della diffusione di contenuti generati con intelligenza artificiale, soprattutto deepfake, che hanno alimentato nuove controversie legali durante la campagna elettorale.
Qual è stata la posizione del Tribunale Superiore Elettorale brasiliano (TSE) sui deepfake durante le elezioni?
Il TSE ha definito i deepfake come contenuti sintetici prodotti o manipolati con IA o tecnologie equivalenti, capaci di alterare immagine, voce o dichiarazioni di una persona, e ha vietato la pubblicazione e promozione di tali contenuti nelle 72 ore precedenti e 24 ore successive al voto.
Quali sono stati gli episodi più rilevanti riguardanti i deepfake nelle elezioni brasiliane del 2026?
Uno degli episodi più rilevanti è stato il video diffuso da Flávio Bolsonaro che ricreava con IA la voce e l'immagine del padre Jair Bolsonaro, giudicato legittimo dal TSE perché presentato in un evento interno di partito e privo di esplicito invito al voto.
Quali piattaforme digitali sono state maggiormente coinvolte nella diffusione dei contenuti controversi durante la campagna?
Le piattaforme del gruppo Meta sono state particolarmente coinvolte, con oltre 1.600 annunci politici finanziati dall'estero e una spesa pubblicitaria elettorale raddoppiata rispetto al 2022, confermando la centralità delle grandi piattaforme americane nel dibattito politico brasiliano.
Come potrebbe influenzare il modello normativo brasiliano sull'uso della IA nelle elezioni altri paesi come quelli europei?
Il modello normativo sviluppato dal Brasile sarà osservato con attenzione in Europa, dove l'AI Act impone già l'obbligo di etichettare i deepfake politici, offrendo un riferimento importante per la regolamentazione futura anche in contesti internazionali polarizzati.