Al vertice di Parigi della Coalizione dei volenterosi, il 13 luglio 2026, il Regno Unito ha aderito al prestito europeo da 90 miliardi di euro per l'Ucraina. Nello stesso semestre l'Unione europea ha acquistato 9,8 milioni di tonnellate di gas liquefatto russo da Yamal LNG, il 18% in più rispetto al primo semestre 2025.
L'intesa con Londra e il pacchetto militare
Emmanuel Macron ha convocato all'Hôtel des Invalides 25 capi di Stato e di governo insieme a Volodymyr Zelensky. L'incontro ha ufficializzato l'ingresso di Londra nel prestito da 90 miliardi deciso dal Consiglio europeo il 18 dicembre 2025 e finalizzato ad aprile 2026: 30 miliardi per il fabbisogno di bilancio ucraino e 60 miliardi per l'industria della difesa, come ricordato nel comunicato del Parlamento europeo sull'approvazione del prestito da 90 miliardi. Il rimborso è vincolato al pagamento di riparazioni di guerra da parte di Mosca, ipotesi che il Cremlino ha già escluso.
Dieci Paesi (Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Ucraina) hanno costituito una coalizione anti-balistica: la Francia consegnerà a Kiev una prima serie di batterie Samp/T di nuova generazione, mentre Parigi e Kiev hanno firmato una tabella di marcia per 16 caccia Rafale, i primi dei quali dovrebbero volare nei cieli ucraini tra il 2028 e il 2029. L'Italia era rappresentata dal vicepremier Antonio Tajani.
Il paradosso da 6 miliardi di euro
Mentre al vertice di Parigi si annunciava una nuova stretta su Mosca, i porti europei scaricavano quantità record di gas russo. Secondo i dati Kpler ripresi dal Financial Times, nei primi sei mesi del 2026 l'Europa ha assorbito 9,8 milioni di tonnellate da Yamal LNG, l'impianto artico siberiano controllato da Novatek con quote di TotalEnergies e Cnpc, su una capacità annua di 17,4 milioni. L'organizzazione tedesca Urgewald stima 6 miliardi di euro finiti nelle casse di Mosca in soli sei mesi.
I tre maggiori compratori sono Francia (3,6 milioni di tonnellate), Belgio (2,9 milioni) e Spagna (2,7 milioni). La Francia, che ha ospitato la coalizione anti-Russia, da sola pesa per circa il 37% dei carichi Yamal diretti nell'Ue. Nello stesso semestre l'export dallo stesso impianto verso l'Asia è crollato del 74%, a 510mila tonnellate: le sanzioni europee sulle rotte artiche hanno paradossalmente reso Bruxelles il primo cliente al mondo di Yamal LNG. Il regolamento comunitario di gennaio 2026 blocca i nuovi contratti dal 18 marzo, ma i vecchi accordi restano in essere fino a fine 2027, quando ogni importazione di gas russo sarà vietata, come precisato nella panoramica ufficiale del Consiglio Ue sulle importazioni di gas.
Cosa cambia per l'Italia e per i cittadini europei
Per l'Italia la partecipazione alla coalizione anti-balistica significa quote di produzione dei sistemi Samp/T di MBDA-Leonardo destinate a Kiev. Sul fronte del bilancio, la garanzia europea sul prestito da 90 miliardi grava sul contributo italiano al budget Ue a partire dal 2027, quando Kiev inizierà a rimborsare solo in caso di riparazioni russe. Il conto salato riguarda anche le famiglie: il gas che l'Europa acquista da Yamal LNG viene rivenduto ai consumatori a prezzi ben più alti di quelli del mercato interno russo, con ricadute dirette sulle bollette.
Il costo ambientale del sistema energetico attuale si somma a quello geopolitico. Il tema delle emissioni resta centrale nel dibattito su fonti fossili e sicurezza degli approvvigionamenti, come mostra il monitoraggio Copernicus delle 9000 tonnellate di CO2 emesse ogni giorno dall'Etna, utile per confrontare fonti naturali e antropiche. E il conto umano dei conflitti prolungati si scarica sulle fasce più fragili, con i 128 milioni di minori in povertà nei Paesi ad alto reddito documentati dallo studio pubblicato su Science che comprendono anche molti bambini europei.
La coerenza politica dei volenterosi si misurerà da qui a fine 2027, quando il divieto Ue sul gas russo diventerà pieno. Nei mesi che mancano l'Europa continuerà a firmare assegni al Cremlino mentre finanzia le armi che colpiscono le stesse centrali russe che le vendono l'energia.
Domande frequenti
Qual è lo scopo del prestito europeo da 90 miliardi di euro all'Ucraina?
Il prestito è destinato a sostenere il bilancio ucraino (30 miliardi) e a finanziare l'industria della difesa (60 miliardi). Il rimborso è vincolato al pagamento di riparazioni di guerra da parte della Russia, un'ipotesi attualmente esclusa da Mosca.
Perché l'Unione europea continua ad acquistare gas dalla Russia nonostante le sanzioni?
L'UE acquista ancora gas russo a causa di contratti preesistenti che resteranno validi fino alla fine del 2027. Dal 18 marzo 2026 sono vietati nuovi contratti, ma quelli in corso possono proseguire fino alla scadenza prevista.
Quali sono le principali implicazioni per l'Italia derivanti dagli accordi presi al vertice di Parigi?
L'Italia partecipa alla coalizione anti-balistica, contribuendo con la produzione di sistemi Samp/T per l'Ucraina, e il suo contributo al bilancio UE coprirà parte del prestito a Kiev. Inoltre, anche i consumatori italiani risentiranno dei prezzi elevati del gas russo importato tramite l'UE.
Come influisce l'acquisto di gas russo sui prezzi e sulle bollette dei cittadini europei?
Il gas acquistato da Yamal LNG viene rivenduto ai consumatori europei a prezzi molto più alti rispetto a quelli praticati in Russia. Questo comporta un aumento diretto delle bollette energetiche per le famiglie europee.
Quali sono le conseguenze ambientali e sociali del sistema energetico attuale in Europa?
Il sistema energetico basato su fonti fossili comporta costi ambientali rilevanti, tra cui elevate emissioni di CO2, e ha effetti indiretti sul benessere sociale, aggravando la povertà infantile nei Paesi ad alto reddito, inclusa l'Europa.
Quando entrerà in vigore il divieto totale UE sull’importazione di gas russo?
Il divieto totale sulle importazioni di gas russo entrerà in vigore alla fine del 2027, quando tutti i contratti esistenti saranno terminati secondo il regolamento comunitario.