Loading...
Calderone a Giffoni per Bartuccio: 'non calare il silenzio'
Mondo

Calderone a Giffoni per Bartuccio: 'non calare il silenzio'

La ministra Calderone al Giffoni Film Festival per il corto sulla storia di Marino Bartuccio, sindaco che denunciò le infiltrazioni della 'ndrangheta.

La ministra del Lavoro Marina Calderone è intervenuta il 20 luglio al Giffoni Film Festival dopo la proiezione del cortometraggio Il quaderno di Tommaso, ispirato alla storia di Marino Bartuccio. La ministra ha ringraziato chi ha protetto l'ex sindaco di Rizziconi e la sua famiglia dopo la denuncia delle infiltrazioni mafiose nel comune reggino.

La storia di Marino Bartuccio

Bartuccio nel 2014 ha denunciato le infiltrazioni della 'ndrangheta nel Comune di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria. Da quel momento vive sotto scorta come testimone di giustizia insieme alla moglie Mariagrazia Squillaci, consulente del lavoro, e ai due figli. Il cortometraggio Il quaderno di Tommaso, promosso dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, ripercorre quella scelta e la porta davanti alla platea di giovani del festival campano. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di raggiungere il pubblico più giovane e mantenere memoria della scelta di legalità della famiglia.

Calderone ha ricordato la distinzione fra collaboratore di giustizia e testimone di giustizia. Il collaboratore è una persona che esce da un'organizzazione criminale e decide di parlare con lo Stato. Il testimone è una persona estranea alle cosche che subisce pressioni per fermare la denuncia, come nel caso dell'ex sindaco calabrese. La ministra ha ringraziato le forze dell'ordine impegnate nelle scorte alle persone sotto protezione.

Il richiamo all'anniversario di via D'Amelio

La proiezione a Giffoni è caduta il giorno dopo il 19 luglio, anniversario della strage di via D'Amelio. Nell'attentato del 1992 a Palermo morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, fra cui Emanuela Loi, prima donna caduta come componente della scorta di un magistrato. Calderone ha collegato la memoria dei magistrati antimafia alla vicenda di Bartuccio, per raccontare ai giovani come il coraggio della denuncia continui nei territori.

Il momento più fragile per chi denuncia, ha spiegato la ministra, arriva subito dopo la scelta di parlare: chi rappresenta 'le forze del male' prova a oscurare la vicenda e a farne perdere memoria. Da qui il ringraziamento a chi accompagna la famiglia Bartuccio e non lascia calare il silenzio sulla loro storia. Le denunce, ha aggiunto la ministra, vanno sostenute perché diventino monito e insieme sprone per altre persone in situazioni simili. Il coraggio della denuncia, ha ricordato la ministra, va accompagnato da un'attenzione costante da parte delle istituzioni, delle categorie professionali e dei media.

Il cortometraggio, secondo Calderone, può diventare uno strumento per riportare la vicenda nei percorsi scolastici e mantenere l'attenzione sulla protezione dei testimoni di giustizia. Nel messaggio della ministra il lavoro regolare e la legalità sono legati: dove c'è illegalità mancano sicurezza sul lavoro e garanzie, mentre il rispetto delle regole apre lo spazio per costruire una società basata sul lavoro dignitoso.

Domande frequenti

Chi è Marino Bartuccio e perché vive sotto scorta?

Marino Bartuccio è l'ex sindaco di Rizziconi che nel 2014 ha denunciato le infiltrazioni della 'ndrangheta nel suo comune. Da allora vive sotto scorta insieme alla sua famiglia come testimone di giustizia.

Qual è la differenza tra collaboratore di giustizia e testimone di giustizia?

Il collaboratore di giustizia è una persona che ha fatto parte di un'organizzazione criminale e decide di collaborare con lo Stato. Il testimone di giustizia, invece, è un cittadino estraneo alle cosche che subisce pressioni per aver denunciato attività illecite.

Qual è il messaggio principale del cortometraggio 'Il quaderno di Tommaso'?

Il cortometraggio vuole mantenere viva la memoria della scelta di legalità fatta dalla famiglia Bartuccio e sensibilizzare i giovani sull'importanza del coraggio della denuncia contro la mafia.

Perché la ministra Calderone ha ringraziato le forze dell'ordine e chi sostiene la famiglia Bartuccio?

La ministra ha espresso gratitudine verso chi protegge e sostiene la famiglia Bartuccio, sottolineando l'importanza di non far calare il silenzio sulle storie di chi sceglie la legalità e la denuncia, per dare esempio e incoraggiamento ad altri.

Come si collega la vicenda di Bartuccio all'anniversario della strage di via D'Amelio?

La proiezione del cortometraggio è avvenuta subito dopo l'anniversario della strage di via D'Amelio, e la ministra Calderone ha collegato la memoria dei magistrati antimafia al coraggio della denuncia di Bartuccio, evidenziando la continuità dell'impegno per la legalità.

In che modo il cortometraggio può essere utile nelle scuole?

Secondo la ministra Calderone, il cortometraggio può essere utilizzato nei percorsi scolastici per sensibilizzare i giovani sui temi della legalità e della protezione dei testimoni di giustizia, mantenendo alta l'attenzione su questi valori fondamentali.

Pubblicato il: 20 luglio 2026 alle ore 15:22

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

Articoli Correlati