Il governo dell'Azerbaigian ha vietato indirettamente l'uso del velo islamico nelle scuole con un emendamento approvato a settembre 2026, scatenando proteste a Baku e aprendo tensioni diplomatiche velate con la Turchia. La misura non cita esplicitamente l'hijab, ma proibisce i capi d'abbigliamento ritenuti in contrasto con il "principio di laicità" dello Stato. La notizia è ripresa da Al Jazeera, che inquadra il provvedimento come il primo passo di una stretta mirata agli indumenti religiosi negli istituti scolastici del Paese caucasico. Alcuni dirigenti scolastici hanno già cominciato ad applicare la norma su studenti e insegnanti, con interpretazioni che variano da scuola a scuola. L'emendamento è entrato in vigore nelle settimane successive all'avvio dell'anno scolastico, e il governo non ha pubblicato linee guida operative uniformi per i presidi.
Le proteste a Baku e i 37 arresti
Diverse scuole hanno iniziato a impedire a studenti e insegnanti con il velo di partecipare alle lezioni, applicando l'emendamento in modo variabile da istituto a istituto. Le autorità locali hanno segnalato 37 arresti legati ai disordini scoppiati nella capitale Baku, secondo quanto riferito dal media giordano Roya News. La controversia ha aperto un dibattito pubblico su libertà religiosa, laicità e accesso all'istruzione in un Paese in cui circa il 96% della popolazione si dichiara musulmana. La Costituzione azera definisce lo Stato laico e al tempo stesso garantisce la libertà di culto, un equilibrio che la nuova norma riporta al centro del confronto politico. Sui social media è nata una campagna di denuncia promossa da gruppi di famiglie e studentesse, che chiedono di poter continuare a frequentare le lezioni senza rinunciare al velo. Alcune associazioni della società civile hanno chiesto chiarimenti al ministero sull'applicazione uniforme della norma e sulle sanzioni previste per gli studenti esclusi dalle aule.
Le tensioni con la Turchia
La protesta si è estesa oltre i confini azeri. Alcuni manifestanti si sono radunati a Istanbul davanti al consolato dell'Azerbaigian per contestare le restrizioni introdotte nelle scuole di Baku e delle altre città del Paese. Il presidente Ilham Aliyev ha risposto con una critica velata ad Ankara durante il congresso del suo partito, "Nuovo Azerbaigian", chiedendo di non "interferire con il nostro stile di vita" senza menzionare esplicitamente la Turchia. Le autorità turche, storicamente strette alleate di Baku, non hanno replicato ufficialmente alle parole del presidente. La vicenda inserisce la gestione dell'abbigliamento scolastico in un più ampio confronto diplomatico tra due Paesi legati da intensi rapporti politici, militari ed economici. L'episodio mostra inoltre quanto il tema del velo nelle scuole possa oggi incidere sulle relazioni bilaterali tra Stati a maggioranza musulmana, e come la cornice della laicità possa diventare oggetto di contesa tra governi che condividono interessi strategici. Il governo di Ankara, pur non intervenendo formalmente, osserva con attenzione la vicenda per il peso che la questione dell'hijab mantiene nell'opinione pubblica turca.
Domande frequenti
Cosa prevede l'emendamento approvato in Azerbaigian riguardo al velo nelle scuole?
L'emendamento vieta i capi d'abbigliamento considerati contrari al principio di laicità, senza citare esplicitamente il velo islamico, ma di fatto ne impedisce l'uso nelle scuole.
Come viene applicata la nuova norma nelle scuole azere?
L'applicazione varia da istituto a istituto, poiché il governo non ha fornito linee guida operative uniformi, lasciando ai dirigenti scolastici l'interpretazione della norma.
Quali sono state le reazioni della società azera alla nuova misura?
La misura ha scatenato proteste, in particolare a Baku, con 37 arresti segnalati e una campagna di denuncia sui social media promossa da famiglie e studentesse che chiedono il diritto di indossare il velo a scuola.
Che impatto ha avuto la questione del velo sulle relazioni tra Azerbaigian e Turchia?
La vicenda ha generato tensioni diplomatiche, con manifestazioni davanti al consolato azero a Istanbul e una risposta indiretta del presidente Aliyev, mentre il governo turco osserva con attenzione senza prendere posizione ufficiale.
Cosa dice la Costituzione azera riguardo la laicità e la libertà religiosa?
La Costituzione dell'Azerbaigian definisce lo Stato come laico e allo stesso tempo garantisce la libertà di culto, creando un equilibrio ora al centro del dibattito politico a seguito del nuovo emendamento.