Claudio Durigon ha rilanciato la proposta di pensioni 64 anni con un esperimento triennale da 5 miliardi di euro tra 2027 e 2029. I conti che circolano nelle simulazioni sindacali raccontano però un'altra storia: chi accettasse potrebbe perdere fino a 366 euro al mese per tutta la vita, con una decurtazione cumulata che sfiora i 110 mila euro sull'aspettativa media.
L'esperimento triennale della Lega: 180mila uscite in tre anni
Il sottosegretario al Lavoro, alla presentazione della ricerca Valore D sulla longevità sul lavoro, ha confermato lo schema al quale la Lega sta lavorando. La proposta punta a coinvolgere nel contributivo puro anche chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e oggi appartiene al sistema misto, senza obbligo ma con facoltà di scelta.
Le opzioni sul tavolo sono due: estendere la porta di uscita a 64 anni a chi rientra nel sistema misto e opta per il ricalcolo interamente contributivo dell'assegno, e abbassare la soglia minima oggi fissata a 1.638,72 euro lordi al mese (tre volte l'assegno sociale, oggi a 546,24 euro). Requisito contributivo probabile: 25 anni, cinque in più rispetto ai 20 richiesti per la pensione di vecchiaia ordinaria.
L'esperimento durerebbe dal 2027 al 2029 con un costo di 1,6 miliardi l'anno, cinque miliardi complessivi, e coinvolgerebbe 80.000 lavoratori nel primo anno per un totale di 180.000 uscite sul triennio. Le cifre della manovra pensioni 2027 mostrano quanto lo scarto tra promessa politica e conto reale in busta stia diventando la vera cifra del dibattito su pensioni e sostenibilità dei conti.
Il prezzo della flessibilità: -10,6% sull'assegno, per tutta la vita
Le simulazioni dell'Osservatorio pensioni della CGIL, aggiornate al 6 settembre 2026, quantificano l'impatto del ricalcolo contributivo su chi ha 40 anni di contributi, di cui 9 maturati prima del 1996. Il taglio medio è del 10,6% dell'assegno, e resta permanente per tutta la durata della pensione. Tre profili confrontati su stipendi tipici del settore privato:
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Proiettando questi valori sull'aspettativa di vita residua a 64 anni, la pensione cumulata si riduce di 55.000 euro nel primo scenario, 79.000 nel secondo e oltre 110.000 euro nel terzo. Il conto totale per i 180.000 potenziali beneficiari si aggira su decine di miliardi di minori pensioni erogate: la vera cifra su cui il ministero del Tesoro sta facendo i conti per decidere la reale copertura della misura.
Il ricambio generazionale che il mercato del lavoro smentisce
La giustificazione politica di Durigon fa leva sul ricambio generazionale: liberare posti agli under 30 lasciando andare in pensione gli over 60. I dati dell'Osservatorio INPS sui flussi di pensionamento raccontano però una realtà diversa. Il presidente Gabriele Fava, alla stessa ricerca Valore D, ha ricordato che tra il 2019 e il 2025 gli over 55 al lavoro sono aumentati del 65%, passando da 6 a 7,6 milioni di assicurati.
L'aumento dell'età pensionabile ha già trasformato la struttura demografica del mercato del lavoro italiano senza che questo abbia liberato posti per i più giovani in misura corrispondente. L'analisi europea sulla manifattura UE che ha perso 853mila posti in 4 anni mostra che il vero problema occupazionale è altrove: non nel turnover anagrafico ma nella caduta della domanda di lavoro industriale, che comprime l'ingresso dei giovani a monte del pensionamento dei senior.
Fava stesso ha specificato che non tutti arrivano alla stessa età con le medesime risorse e forze. La flessibilità serve, ma calibrata sulla condizione soggettiva. Sul fronte cassa, l'aumento delle pensioni con un mese in più rivela lo squilibrio INPS che 5 miliardi in tre anni non aiutano a rientrare.
La legge di bilancio 2027 dovrà decidere chi paga il conto della flessibilità: lo Stato, con 1,6 miliardi l'anno, o il singolo lavoratore, con fino a 110.000 euro in meno di pensione cumulata. La libertà di scelta esiste solo se chi sceglie sa quanto costa davvero.
Domande frequenti
Che cosa prevede la proposta di Quota 64 per le pensioni?
La proposta di Quota 64 prevede la possibilità di andare in pensione a 64 anni, con un ricalcolo interamente contributivo dell'assegno anche per chi appartiene al sistema misto. L'esperimento sarebbe attivo per tre anni, dal 2027 al 2029, e coinvolgerebbe circa 180.000 lavoratori.
Qual è l'impatto economico per chi sceglie di andare in pensione con Quota 64?
Secondo le simulazioni sindacali, chi sceglie Quota 64 potrebbe subire una decurtazione permanente fino a 366 euro al mese sulla pensione, con una riduzione media del 10,6% dell'assegno. La perdita cumulata può arrivare fino a 110.000 euro sull'aspettativa di vita media.
Chi può accedere a Quota 64 e quali sono i requisiti?
Possono accedere lavoratori con almeno 25 anni di contributi, inclusi quelli che hanno iniziato a lavorare prima del 1996 e rientrano nel sistema misto. Non vi è obbligo, ma facoltà di scelta per l'uscita anticipata con ricalcolo contributivo.
La misura di Quota 64 favorirà il ricambio generazionale nel mercato del lavoro?
I dati mostrano che il semplice pensionamento anticipato non garantisce un effettivo ricambio generazionale. L'aumento dell'età pensionabile non ha liberato posti per i giovani in misura significativa, poiché la vera causa della disoccupazione giovanile risiede nella riduzione della domanda di lavoro industriale.
Chi sosterrà il costo della flessibilità prevista da Quota 64?
Il costo della flessibilità può essere sostenuto dallo Stato, con circa 1,6 miliardi di euro l'anno, oppure ricadere sui lavoratori, che subirebbero una consistente riduzione della pensione. La decisione finale sarà presa nella legge di bilancio 2027.