- Il disegno di legge Marti: cosa sappiamo
- La genesi della proposta: dalla violenza in classe alla risposta istituzionale
- Formazione empatica e ruolo di Indire
- I 20 milioni per l'assistenza psicologica
- Le voci dal mondo della scuola
- Tempi e nodi aperti
- Domande frequenti
Il disegno di legge Marti: cosa sappiamo
L'empatia come competenza professionale del docente, non più soltanto come dote personale. È questa l'idea al centro del disegno di legge presentato dal senatore Roberto Marti il 30 settembre 2025, ora all'esame della 7ª Commissione permanente (Cultura e Istruzione) di Palazzo Madama.
Il provvedimento, che sta generando un dibattito vivace nel mondo scolastico e tra gli addetti ai lavori, prevede l'introduzione di corsi di formazione obbligatori per il personale docente, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare le competenze relazionali e la capacità di gestire le dinamiche emotive all'interno delle classi. Stando a quanto emerge dal testo depositato, l'avvio della formazione è previsto a partire dall'anno scolastico 2026/2027.
Una tempistica ambiziosa, se si considera che il Ddl deve ancora completare il proprio iter parlamentare.
La genesi della proposta: dalla violenza in classe alla risposta istituzionale
L'iniziativa legislativa non nasce nel vuoto. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara aveva già lanciato la proposta di corsi di empatia per gli insegnanti in seguito a un grave episodio di violenza verificatosi in una scuola italiana, un fatto di cronaca che aveva riacceso i riflettori sulla fragilità del rapporto educativo e sulla difficoltà crescente, per molti docenti, di intercettare il disagio prima che esploda.
La reazione del Ministero era stata duplice: da un lato l'annuncio di un intervento formativo strutturale, dall'altro lo stanziamento di risorse economiche dedicate al benessere psicologico degli studenti. Il disegno di legge Marti traduce quella prima indicazione politica in un percorso normativo concreto, dando gambe parlamentari a un'intuizione che rischiava di restare confinata nel perimetro delle dichiarazioni d'intento.
Formazione empatica e ruolo di Indire
Il cuore del provvedimento riguarda la formazione empatica del personale docente, un ambito che il legislatore intende affidare a Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), l'ente di ricerca del Ministero dell'Istruzione che da decenni si occupa di innovazione didattica e sviluppo professionale degli insegnanti.
Ma cosa significa, in termini pratici, un corso di empatia per un docente? Non si tratta, come qualcuno ha ironizzato sui social, di "imparare a sorridere di più". La formazione empatica in ambito educativo coinvolge dimensioni precise:
- Ascolto attivo e riconoscimento dei segnali di disagio negli studenti
- Tecniche di gestione dei conflitti in classe
- Strategie di comunicazione non violenta
- Strumenti per costruire un clima relazionale positivo, anche in contesti difficili
- Consapevolezza delle proprie reazioni emotive e dei propri bias nella relazione educativa
Si tratta di competenze che, nel panorama della formazione iniziale e in servizio dei docenti italiani, hanno sempre occupato uno spazio marginale rispetto alla preparazione disciplinare. Il Ddl Marti prova a invertire questa gerarchia, almeno parzialmente.
Va ricordato che il tema della formazione dei docenti è in forte evoluzione anche su altri fronti. Il percorso di specializzazione per il sostegno, ad esempio, è stato recentemente oggetto di importanti novità, come emerso dall'Ok dell'Osservatorio per i Corsi di Specializzazione per Docenti di Sostegno, a conferma di un ripensamento più ampio delle competenze richieste a chi lavora nelle scuole italiane.
I 20 milioni per l'assistenza psicologica
Parallelamente al percorso legislativo sulla formazione empatica, il ministro Valditara ha stanziato 20 milioni di euro per l'assistenza psicologica nelle scuole. Una misura che risponde a una domanda crescente: secondo i dati più recenti, il disagio psicologico tra gli studenti italiani è aumentato in modo significativo negli anni post-pandemia, e gli sportelli di ascolto scolastici, dove esistono, sono spesso sottodimensionati rispetto ai bisogni reali.
I fondi dovrebbero servire a garantire la presenza di psicologi nelle istituzioni scolastiche, con l'obiettivo di creare una rete di supporto che agisca in sinergia con i docenti formati all'empatia. L'idea, almeno sulla carta, è quella di un ecosistema scolastico dove prevenzione e relazione educativa camminino insieme.
Resta da capire, tuttavia, come queste risorse verranno distribuite tra i diversi gradi di istruzione e tra le diverse aree geografiche del Paese, un aspetto tutt'altro che secondario in un sistema scolastico segnato da profonde disparità territoriali.
Le voci dal mondo della scuola
Il dibattito sulla formazione empatica dei docenti non coinvolge solo le aule parlamentari. Tra i commenti più significativi, quello del giornalista e maestro Alex Corlazzoli, che ha sottolineato con forza l'importanza di formare educatori empatici.
Una posizione che trova eco in una parte del corpo docente, soprattutto tra chi opera in contesti sociali complessi, dove la relazione educativa è spesso il primo, e talvolta l'unico, argine al disagio giovanile.
Non mancano, però, le perplessità. Alcuni sindacati della scuola hanno già fatto notare che aggiungere un obbligo formativo senza rivedere il carico di lavoro complessivo dei docenti rischia di trasformare un'opportunità in un adempimento burocratico. Altri osservano che la formazione empatica, per essere efficace, richiede tempi distesi e percorsi personalizzati, difficili da garantire su larga scala.
Anche chi segue le evoluzioni dei Corsi di Sostegno per Docenti: Novità e Requisiti sa bene quanto la qualità della formazione dipenda dalle modalità concrete di erogazione, non solo dalle intenzioni del legislatore.
Tempi e nodi aperti
La questione, ora, è tutta politica e procedurale. Il Ddl Marti è in Commissione, e l'iter parlamentare potrebbe riservare modifiche sostanziali al testo. L'obiettivo di far partire i corsi già nell'anno scolastico 2026/2027 appare realistico solo se l'esame in Commissione e il successivo passaggio in Aula si concluderanno entro i primi mesi del 2026, lasciando a Indire il tempo necessario per progettare e organizzare i percorsi formativi.
I nodi da sciogliere sono diversi. Tra i principali:
- La durata e la struttura dei corsi: quante ore? In presenza, online, in modalità mista?
- I criteri di selezione dei formatori: chi insegnerà l'empatia agli insegnanti?
- L'obbligatorietà: il corso sarà vincolante per tutti i docenti o solo per alcune categorie?
- Il finanziamento: le risorse stanziate saranno sufficienti a coprire l'intero personale docente?
Sono domande a cui il testo del disegno di legge, nella sua formulazione attuale, risponde solo in parte. Molto dipenderà dai decreti attuativi e dalle linee guida che il Ministero dovrà emanare in caso di approvazione definitiva.
Una cosa, però, appare chiara: la scuola italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione, non solo nei contenuti didattici ma anche nel modo di intendere la professione docente. Dalla Scadenza per la Nomina a Commissari Esterni per i Docenti di Sostegno: Ecco Tutto Ciò Che Devi Sapere alla formazione empatica, il filo rosso è lo stesso: un sistema che cerca, con fatica e non poche contraddizioni, di adeguarsi a una realtà scolastica profondamente cambiata.