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Spagna vs Italia: stipendi e welfare, perché sempre più italiani se ne vanno
Editoriali

Spagna vs Italia: stipendi e welfare, perché sempre più italiani se ne vanno

Disponibile in formato audio

Quanti italiani vivono in Spagna, perche i flussi crescono, Beckham Law e passi pratici: la guida con dati ISTAT, Migrantes e INE.

Indice: In breve | Quanti italiani vivono in Spagna | Perché crescono i trasferimenti | I passaggi amministrativi per trasferirsi | Errori comuni nel trasferimento | Domande frequenti

In breve

  • L'INE conta oltre 325 mila persone con passaporto italiano residenti in Spagna, contro i circa 256 mila stimati dalla Fondazione Migrantes
  • Nel 2024 l'ISTAT ha registrato 18.894 italiani trasferitisi in Spagna, seconda meta dopo la Germania
  • La cosiddetta Beckham Law applica un'aliquota del 24% per sei anni sui redditi prodotti in Spagna
  • Il PIL spagnolo è cresciuto del 3,2% nel 2024 e del 2,7% nel 2023, con stime tra il 2,5% e il 2,7% per il 2025
  • Circa un quarto dei residenti italiani vive in Catalogna

Quanti italiani vivono in Spagna

Le cifre ufficiali divergono in base alla fonte. Il rapporto "Italiani nel mondo" della Fondazione Migrantes indica quasi 256 mila residenti italiani in Spagna. Il dato dell'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (INE) è sensibilmente più alto: oltre 325 mila persone con passaporto italiano risultano stabilmente registrate. La differenza nasce dai criteri di rilevazione. L'AIRE registra chi si iscrive volontariamente all'anagrafe dei residenti all'estero, mentre l'INE conta chi si registra al padrón municipal spagnolo, indipendentemente dall'adempimento consolare italiano.

Venticinque anni fa la collettività italiana in Spagna era di circa 24 mila persone: la crescita supera così tredici volte il dato di inizio millennio. Secondo l'ISTAT, nel 2024 sono stati 18.894 i cittadini italiani che hanno scelto la Spagna come Paese di destinazione, seconda meta dietro la Germania. Una quota rilevante dei residenti non è nata in Italia: circa un quarto proviene dall'Argentina e uno su dieci dal Venezuela, frutto di antiche migrazioni verso l'America Latina e di successive richieste di cittadinanza per discendenza. La componente studentesca alimenta da anni il flusso: con il programma Erasmus partono per la Spagna circa 8 mila studenti italiani ogni anno, pari a un terzo dei beneficiari del bando europeo, e una parte non trascurabile resta nel Paese al termine del percorso formativo.

Perché crescono i trasferimenti

La spinta arriva da una combinazione di fattori economici e di welfare. Il PIL spagnolo è cresciuto del 2,7% nel 2023 e del 3,2% nel 2024, con stime tra il 2,5% e il 2,7% per il 2025. La crescita è sostenuta da servizi finanziari e di consulenza, tecnologie dell'informazione, energie rinnovabili e da una normativa favorevole alle start-up innovative. Sul fronte fiscale, la cosiddetta Beckham Law applica per sei anni un'aliquota agevolata del 24% sui redditi prodotti in Spagna ai professionisti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro.

Il welfare pesa quanto la fiscalità. Il congedo parentale spagnolo prevede 16 settimane retribuite garantite a entrambi i genitori, contro i 10 giorni riconosciuti ai padri in Italia. L'OCSE colloca inoltre l'Italia, insieme alla Grecia, fra i pochi Paesi membri in cui il potere d'acquisto è calato dagli anni Duemila. Per ogni spagnolo che si trasferisce in Italia, otto italiani fanno il percorso inverso. Circa un quarto dei residenti italiani si concentra in Catalogna, con presenze rilevanti anche a Madrid, nelle Isole Canarie, nelle Baleari e nella Comunidad Valenciana.

Per approfondire il confronto economico tra i due paesi, leggi anche: Italia e Spagna a confronto.

I passaggi amministrativi per trasferirsi

Il trasferimento in Spagna segue una procedura definita, in parte presso le autorità italiane e in parte presso quelle spagnole. I sei adempimenti principali, da rispettare nell'ordine, sono i seguenti.

  1. Iscrizione all'AIRE entro 90 giorni dal trasferimento, tramite il consolato italiano competente per territorio
  2. Richiesta del NIE (Número de Identificación de Extranjero), codice identificativo necessario per qualsiasi pratica fiscale, bancaria o lavorativa
  3. Ottenimento del Certificado de Registro de Ciudadano de la Unión presso la Oficina de Extranjería, obbligatorio per soggiorni superiori a 90 giorni
  4. Empadronamiento presso il padrón municipal del Comune di residenza, requisito per accedere a sanità pubblica, scuola e servizi locali
  5. Apertura della posizione fiscale e valutazione dell'opzione Beckham Law, da esercitare entro sei mesi dall'inizio dell'attività lavorativa
  6. Iscrizione al Sistema Nacional de Salud e, per i lavoratori, alla Seguridad Social tramite il datore di lavoro o autonomamente

Errori comuni nel trasferimento

Saltare l'iscrizione all'AIRE: senza la registrazione all'anagrafe degli italiani residenti all'estero, il contribuente resta fiscalmente residente in Italia. Il rischio è una doppia imposizione fiscale e il mancato accesso ai servizi consolari, dal rinnovo del passaporto alla certificazione anagrafica.

Confondere NIE e Certificado de Registro: il NIE è solo un numero identificativo, non un titolo di soggiorno. Per restare più di 90 giorni serve il certificato emesso dall'Oficina de Extranjería, che attesta il diritto di residenza come cittadino dell'Unione europea.

Sottovalutare i requisiti della Beckham Law: il regime fiscale agevolato si applica solo a chi trasferisce la residenza per motivi di lavoro e non è stato residente fiscale spagnolo nei cinque anni precedenti. L'opzione va esercitata entro sei mesi dall'inizio dell'attività e non è cumulabile con altri regimi sostitutivi.

Trascurare l'empadronamiento: senza la registrazione al padrón municipal non è possibile iscriversi al sistema sanitario regionale, né accedere alla scuola pubblica per i figli, né partecipare ai servizi del Comune di residenza.

Domande frequenti

Quanti italiani vivono in Spagna oggi?

Le stime variano in base alla fonte. La Fondazione Migrantes indica circa 256 mila residenti iscritti all'AIRE, mentre l'INE spagnolo conta oltre 325 mila persone con passaporto italiano registrate al padrón municipal. Venticinque anni fa la comunità era di circa 24 mila persone.

Che cos'è la Beckham Law?

È il regime fiscale spagnolo per impatriados che applica un'aliquota del 24% per sei anni sui redditi prodotti in Spagna dai lavoratori che trasferiscono la residenza. Richiede che il contribuente non sia stato residente fiscale spagnolo nei cinque anni precedenti e va esercitato entro sei mesi dall'inizio dell'attività.

Quanto dura il congedo parentale in Spagna?

La Spagna riconosce 16 settimane di congedo retribuito a entrambi i genitori, da utilizzare nei dodici mesi successivi alla nascita o all'adozione. In Italia il congedo obbligatorio per i padri è invece di 10 giorni.

In quali regioni spagnole vivono più italiani?

Circa un quarto dei residenti italiani si concentra in Catalogna, soprattutto nell'area metropolitana di Barcellona. Le altre comunità autonome con presenza significativa sono Madrid, le Isole Canarie, le Baleari e la Comunidad Valenciana. Il flusso registrato dall'INE e dall'ISTAT descrive un fenomeno strutturale, non episodico: il rapporto è di otto trasferimenti italiani per ogni spagnolo che fa il percorso inverso. Il differenziale di welfare, la dinamica retributiva e le agevolazioni fiscali continueranno a pesare nelle scelte individuali finché il quadro normativo dei due Paesi resterà quello attuale. Chi pianifica il trasferimento ha interesse a documentare con cura tempi e requisiti delle pratiche, perché un errore amministrativo nei primi sei mesi può costare l'accesso alle agevolazioni più rilevanti.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 06:29

Tamara Mancini

Articolo creato da

Tamara Mancini

Laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito una laurea triennale in Storia e Relazioni Internazionali e una laurea magistrale in Islamistica e Mediazione Interculturale. È autrice, copywriter ed editor. La formazione umanistica ha contribuito a sviluppare il suo interesse per la scrittura, l’analisi dei testi e la divulgazione, competenze che oggi applica nel lavoro giornalistico e nella produzione di contenuti. Il suo percorso di studi si è concentrato sulle dinamiche culturali, sui processi migratori e sul dialogo tra società e religioni, con particolare attenzione alla comunicazione e alla mediazione. Da circa dieci anni lavora nel campo della scrittura professionale e dell’editoria digitale. Scrive su giornali e testate online occupandosi di informazione e approfondimento. Ha collaborato anche con realtà radiofoniche come speaker, occupandosi inoltre della produzione di contenuti per la programmazione. Nel tempo ha realizzato articoli e contenuti divulgativi destinati al web, collaborando con progetti editoriali e diverse realtà. Parallelamente si occupa di editing e revisione testi, affiancando redazioni e autori nella costruzione di contenuti solidi dal punto di vista editoriale. È autrice di un libro e appassionata di editoria, storia e divulgazione. Su EduNews24.it scrive articoli dedicati ad istruzione, formazione, cultura e cambiamenti sociali, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per comprendere la realtà contemporanea.

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