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Sicurezza domestica, italiani primi in Europa: cosa dicono i dati ISTAT
Editoriali

Sicurezza domestica, italiani primi in Europa: cosa dicono i dati ISTAT

Il 66% degli italiani vuole la videosorveglianza in casa. Ma i furti secondo ISTAT sono scesi dallo 1,8% allo 0,6% delle famiglie in 7 anni.

L'Italia è il paese europeo più propenso alla videosorveglianza domestica: il 66,72% dei consumatori italiani ha una valutazione positiva verso queste soluzioni, contro percentuali più basse in Germania, Francia, Spagna e Polonia. Lo dice l'Home Security Consumer Index commissionato da Reolink e realizzato su oltre 6.000 consumatori nei cinque paesi.

L'indagine misura tre indicatori chiave. Il primo è l'atteggiamento verso i sistemi di videosorveglianza casalinga: gli italiani votano 24,36% "molto positivo" e 42,36% "positivo", per un aggregato del 66,72% che è il più alto tra i cinque paesi coinvolti. Il secondo è la propensione all'acquisto: il 76,2% degli italiani prevede di comprare una soluzione di sicurezza domestica entro dodici mesi (28,03% sicuramente, 48,17% probabilmente).

Il terzo indicatore riguarda i criteri di scelta. Il 30,02% degli intervistati mette la protezione della privacy al primo posto, seguita dal controllo diretto sulle registrazioni (26,59%) e dalla protezione contro gli attacchi informatici (25,32%). Il modello in abbonamento, che oggi domina il mercato delle telecamere consumer, incontra resistenze: il 25% è apertamente contrario, un altro 25% neutrale. Sommati, sono la metà del campione italiano che non vuole pagare canoni mensili. Il confronto con altri paesi europei su costi domestici emerge anche da altri fronti come stipendi e welfare tra Spagna e Italia.

Il paradosso: interesse in crescita, furti in casa dimezzati

L'interesse cresce mentre i furti in casa calano. Secondo l'ultimo rapporto ISTAT sui reati contro persona e proprietà, le famiglie che hanno subito un furto nell'abitazione principale sono scese dall'1,8% del 2015-2016 allo 0,6% del 2022-2023: due terzi in meno in sette anni. Nel 2024 il 26,6% delle famiglie residenti dichiara di percepire il rischio di criminalità nella zona in cui vive, una percentuale pressoché stabile mentre l'incidenza reale dei furti nelle case si dimezza.

La forbice tra percezione e dato oggettivo è larga. Le denunce totali di furto restano alte, 1.731 ogni 100.000 abitanti nel 2023, ma la quota specifica dei furti in abitazione è in netta discesa. Cresce invece l'esposizione al rischio informatico: circa 1,7 milioni di italiani hanno subito truffe online nei dodici mesi coperti dall'indagine, e proprio la protezione dagli attacchi informatici è il terzo criterio di scelta per gli acquirenti di sistemi di sicurezza (25,32%). L'acquisto di una telecamera diventa così un investimento più ampio, che comprende anche la tutela dei più piccoli in casa: temi di prevenzione familiare che toccano scelte apparentemente lontane come il colore del costume dei bambini in spiaggia.

Perché il rifiuto degli abbonamenti incontra il Garante privacy

La resistenza degli italiani agli abbonamenti cloud si allinea con le regole già in vigore. Le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali sulla videosorveglianza impongono limiti stretti alla conservazione delle registrazioni domestiche: le immagini devono essere cancellate dopo pochi giorni, con un termine massimo di sette. Ogni conservazione oltre questo limite va motivata in modo puntuale dal titolare del trattamento.

Un servizio che archivia mesi di filmati in cloud è quindi in tensione con la stessa normativa italiana. L'archiviazione locale su hub domestici, con capacità fino a 16 TB e crittografia AES-128 come nei modelli lanciati sul mercato, riduce automaticamente la superficie di rischio: nessun dato lascia la rete casalinga, la conservazione è sotto controllo diretto dell'utente e la crittografia protegge in caso di furto fisico del dispositivo. Il picco di attenzione all'argomento arriva proprio quando le case restano vuote: secondo Federalberghi sono già 16 milioni gli italiani in vacanza a giugno, numero che cresce ancora a luglio e agosto.

Per chi sta valutando l'acquisto, la scelta tra soluzione locale e abbonamento cloud non è solo di prezzo: è una scelta di controllo sui propri dati e di aderenza alle regole già scritte sulla sicurezza domestica.

Domande frequenti

Perché gli italiani sono i più favorevoli alla videosorveglianza domestica in Europa?

Secondo il sondaggio, il 66,72% dei consumatori italiani ha una valutazione positiva verso la videosorveglianza domestica, una percentuale superiore a quella degli altri principali paesi europei. Questo indica una maggiore attenzione alla sicurezza e alla protezione della casa tra gli italiani.

Quali sono i principali criteri di scelta per i sistemi di sicurezza domestica?

I tre criteri principali sono la protezione della privacy (30,02%), il controllo diretto sulle registrazioni (26,59%) e la protezione contro gli attacchi informatici (25,32%). Questi aspetti influenzano fortemente le decisioni d'acquisto degli italiani.

Come si spiega l’aumento di interesse per la sicurezza domestica nonostante il calo dei furti in casa?

L’interesse cresce anche perché la percezione del rischio rimane alta, nonostante i dati ISTAT mostrino un netto calo dei furti in abitazione. Inoltre, la preoccupazione si estende anche ai rischi informatici e alla tutela familiare, oltre alla semplice protezione dai furti.

Perché molti italiani rifiutano gli abbonamenti ai servizi cloud per la videosorveglianza?

Molti italiani sono contrari agli abbonamenti cloud perché le normative sulla privacy impongono limiti stringenti alla conservazione delle immagini e preferiscono soluzioni che permettono il controllo locale dei dati, riducendo i rischi di esposizione delle informazioni personali.

Quali vantaggi offre l’archiviazione locale rispetto a quella cloud per la sicurezza domestica?

L’archiviazione locale garantisce che i dati restino all’interno della rete domestica e offre maggiore controllo all’utente, oltre a una migliore conformità con le normative sulla privacy. Inoltre, la crittografia protegge le registrazioni anche in caso di furto fisico del dispositivo.

Pubblicato il: 13 luglio 2026 alle ore 09:31

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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