Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, ha diffuso il 9 luglio 2026 una nota in cui commenta l'intervista al neurologo Rosario Sorrentino apparsa sul quotidiano La Verità. Il deputato di Fratelli d'Italia sostiene che la rappresentazione della cannabis come "droga innocua" sia un "inganno ideologico" della sinistra e riprende le tesi del neuroscienziato sull'aumento del tenore di THC nelle sostanze in circolazione. Il tema è quello degli effetti psichiatrici del consumo di cannabis nei giovani, ricorrente nel dibattito politico degli ultimi mesi.
Le parole del neurologo secondo la nota
Nella nota Mollicone cita Sorrentino come "neurologo di chiara fama e certamente non vicino alle posizioni della destra", una precisazione che il deputato usa per distinguere l'argomentazione scientifica dalla polemica politica. Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, il professore sostiene che le sostanze "ad altissimo tasso di THC" possono innescare "patologie psichiatriche irreversibili", attacchi di panico e un progressivo distacco dalla realtà definito "de-empatizzazione". Mollicone collega questi effetti a "inquietanti fatti di cronaca giovanile" senza citare episodi specifici. L'aumento del tenore di THC nella cannabis in circolazione è tema effettivamente documentato dalla letteratura tossicologica internazionale, che ha registrato negli ultimi decenni concentrazioni medie più elevate rispetto ai campioni analizzati negli anni Ottanta. Il presidente della commissione esprime inoltre pieno sostegno al lavoro del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, titolare della delega alle politiche antidroga nel governo guidato da Giorgia Meloni, che nella nota viene definito "all'avanguardia" nel contrasto alle sostanze.
La proposta: neuroscienze nelle scuole
Il punto operativo della nota è l'appello a introdurre le neuroscienze nel percorso scolastico. Mollicone dichiara che la Commissione Cultura raccoglierà "con determinazione" l'invito del professor Sorrentino, senza però indicare tempi né strumenti normativi. La proposta viene inserita in una strategia che, nella lettura del deputato, dovrebbe coinvolgere famiglie, docenti e mondo medico. Nel testo diffuso non compaiono riferimenti a proposte di legge già depositate né a un calendario di audizioni della commissione: l'annuncio resta per ora una posizione politica, distinta dagli atti parlamentari veri e propri. Il quadro istituzionale più ampio è quello del Dipartimento politiche contro la droga e le altre dipendenze, struttura della Presidenza del Consiglio che coordina le azioni del governo sul tema e presenta ogni anno la relazione al Parlamento sulle sostanze.
Sul piano istituzionale, l'apertura di un ciclo di audizioni con neuroscienziati e specialisti delle dipendenze sarebbe il passaggio più immediato per tradurre la dichiarazione in un iter parlamentare vero e proprio. Nelle prossime settimane i gruppi in commissione potranno valutare se avviare quel percorso o mantenere il tema sul piano della sola comunicazione politica, in vista della discussione della relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze prevista per l'autunno.