Il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano Statale, ha denunciato all'ANSA il 31 agosto 2026 che la lunga sosta estiva del sistema scolastico italiano lascia le famiglie dei minori con disabilità in un 'totale e sistematico isolamento'. Il messaggio, diffuso a due settimane dalla ripresa delle lezioni, punta il dito su un vuoto di oltre tre mesi che si traduce, secondo l'esperto, in un 'deserto sociale'. Il past president di ANPAS parla di 'welfare inesistente' e di un Paese 'che abdica al proprio ruolo di garante dei diritti fondamentali'.
Il carico che ricade sulle famiglie
Per la maggior parte degli studenti l'estate significa riposo, mentre per bambini e ragazzi con disabilità la chiusura prolungata comporta la perdita immediata di ogni presidio di inclusione, socialità e terapia. Pregliasco sostiene che l'interruzione dei percorsi educativi e riabilitativi produce 'gravi regressioni cognitive e relazionali negli alunni più vulnerabili' e che il carico di cura ricade interamente sui genitori. Il vicepresidente di Samaritan International accusa le istituzioni di delegare il sostegno al terzo settore o al sacrificio personale delle famiglie, in mancanza di risposte pubbliche strutturate durante i mesi di luglio, agosto e parte di settembre.
La denuncia non è isolata: associazioni di famiglie e sindacati sollevano il tema ogni anno con la fine delle vacanze estive. L'assenza di un quadro nazionale sui servizi socio-educativi continuativi lascia le regioni e i comuni con risposte molto diseguali sul territorio. Le associazioni segnalano in particolare la carenza di trasporto specializzato e di operatori socio-sanitari nei mesi di sospensione delle attività scolastiche.
Le tre richieste al governo
Le proposte avanzate dal virologo sono tre. La prima riguarda i tempi della scuola, che l'esperto definisce tra i più lunghi d'Europa nella pausa estiva. La seconda chiede di garantire la continuità dei servizi di assistenza per dodici mesi all'anno, oltre l'orario e il calendario scolastico. La terza richiama lo stanziamento di fondi strutturali per i centri estivi inclusivi, oggi lasciati per lo più a iniziativa privata o associativa. Pregliasco cita il caso del Regno Unito, dove, secondo il suo intervento, a giugno le scuole sono rimaste aperte 'nonostante temperature attorno ai 42 gradi', contestando la 'scusa del caldo' che a suo avviso viene invocata trasversalmente per giustificare il calendario italiano.
'Un Paese diventa civile solo quando smette di considerare la disabilità come un problema privato e inizia a trattarla come un dovere collettivo', conclude Pregliasco. La dichiarazione arriva mentre il dibattito sulla calendarizzazione dell'anno scolastico torna periodicamente all'attenzione parlamentare senza tradursi in interventi organici sul tempo pieno estivo. L'appello dell'esperto rilancia la questione dei servizi socio-educativi permanenti, ambito in cui la continuità dell'assistenza resta legata alla capacità dei singoli enti locali e delle associazioni del terzo settore.
Domande frequenti
Quali sono le principali difficoltà affrontate dalle famiglie con figli disabili durante le vacanze estive scolastiche?
Le famiglie devono far fronte a un isolamento sociale e alla sospensione di percorsi educativi, riabilitativi e di inclusione. Questo comporta gravi regressioni per i minori con disabilità e ricade interamente sul carico di cura dei genitori.
Cosa denuncia Pregliasco riguardo al sistema di welfare italiano durante la pausa estiva?
Pregliasco denuncia un 'welfare inesistente', accusando il Paese di abdicare al proprio ruolo di garante dei diritti fondamentali delle persone con disabilità, delegando il sostegno al terzo settore o al sacrificio personale delle famiglie.
Quali servizi risultano particolarmente carenti nei mesi di chiusura della scuola?
Le associazioni segnalano la carenza di trasporto specializzato e di operatori socio-sanitari, oltre all’assenza di un quadro nazionale che garantisca servizi socio-educativi continuativi durante l’estate.
Quali sono le proposte avanzate da Pregliasco per migliorare la situazione?
Pregliasco propone di ridurre la durata delle vacanze estive, garantire la continuità dei servizi di assistenza per tutto l’anno e stanziare fondi strutturali per i centri estivi inclusivi.
Perché il confronto con altri Paesi europei, come il Regno Unito, è rilevante nella denuncia di Pregliasco?
Pregliasco cita il Regno Unito per dimostrare che le scuole possono restare aperte anche con temperature elevate, contestando la giustificazione del caldo usata per mantenere lunghe pause estive in Italia.
Qual è il nodo principale della questione secondo Pregliasco e le associazioni di famiglie?
Il nodo principale è l’assenza di servizi socio-educativi permanenti e la disomogeneità delle risposte tra territori, lasciando le famiglie senza supporto strutturato durante le vacanze scolastiche.