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Editoriale d'estate: lo stato della scuola italiana (e cosa rimettere al centro)
Editoriali

Editoriale d'estate: lo stato della scuola italiana (e cosa rimettere al centro)

I numeri di INVALSI, ISTAT, PNRR e MIM per l'anno scolastico 2025/2026: dispersione, precariato, sostegno e divari territoriali della scuola.

Indice: In breve | Le cinque priorità per l'anno scolastico 2026/27| Apprendimenti e disuguaglianze territoriali | Personale, sostegno e nodo del precariato | PNRR, innovazione e formazione del personale | Benessere, dispersione e inclusione | Errori comuni nella lettura dei dati sulla scuola | Domande frequenti

In breve

  • Precariato del sostegno: circa 58.000 docenti a tempo determinato confermati per la continuità didattica agli alunni con disabilità.
  • Dispersione scolastica: 9,8% nel 2024 secondo ISTAT, a un passo dall'obiettivo europeo del 9% previsto per il 2030.
  • PNRR Istruzione: 2,1 miliardi destinati alla digitalizzazione di 100.000 classi e all'ampliamento dei laboratori STEM.
  • Inclusione: 377.000 alunni con disabilità nell'anno scolastico 2024/2025, pari al 4,8% degli iscritti.

Le cinque priorità per l'anno scolastico 2025/2026

Il Rapporto INVALSI 2025, i dati ISTAT sulla dispersione e gli aggiornamenti del Ministero dell'Istruzione e del Merito compongono la fotografia dell'anno scolastico 2025/2026. Cinque le priorità che emergono dai numeri più recenti.

  1. Apprendimenti e divari territoriali: il Rapporto INVALSI 2025 registra segnali di stabilizzazione in italiano, matematica e inglese, ma conferma il gap tra Mezzogiorno e Centro-Nord soprattutto nella scuola secondaria.
  2. Benessere della comunità scolastica: la dispersione precoce al 9,8% avvicina l'Italia al target europeo del 9% previsto per il 2030, mentre cresce l'attenzione a stress e burnout tra i docenti.
  3. Personale e continuità didattica: 41.900 immissioni in ruolo per il 2025/2026 e copertura dei posti comuni al 97,3%, ma il 24% del corpo docente resta a tempo determinato secondo la Corte dei Conti.
  4. Innovazione e PNRR: 2,1 miliardi per digitalizzare 100.000 classi, 1,1 miliardi per le competenze STEM e linguistiche, 800 milioni per la formazione del personale sulla transizione digitale.
  5. Riduzione delle disuguaglianze: la dispersione implicita si ferma all'8,7% secondo ISTAT, mentre quasi il 60% degli studenti con disabilità cambia insegnante di sostegno durante il percorso.

Apprendimenti e disuguaglianze territoriali

Il Rapporto INVALSI 2025 restituisce un quadro in chiaroscuro. Dopo gli anni segnati dalla pandemia, i risultati nelle competenze di italiano, matematica e inglese mostrano segnali di stabilizzazione e in alcuni casi un lieve miglioramento. Persistono però criticità strutturali: gli studenti del Mezzogiorno continuano a ottenere risultati inferiori rispetto ai coetanei del Centro-Nord, soprattutto nella scuola secondaria.

Il quadro trova conferma nell'indagine OCSE-PISA 2022, che colloca l'Italia in linea con la media dei Paesi OCSE, con una tenuta più solida in lettura e maggiori difficoltà in matematica e scienze. Il dato più significativo riguarda il peso delle disuguaglianze: il background socioeconomico influenza in modo marcato il rendimento scolastico, limitando le opportunità degli studenti provenienti dai contesti più fragili.

Personale, sostegno e nodo del precariato

Per l'anno 2025/2026 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha annunciato oltre 41.900 nuove immissioni in ruolo, con una copertura dell'organico salita al 97,3% sui posti comuni. Sul sostegno risultano assunti quasi 7.800 docenti, ma restano confermati circa 58.000 insegnanti a tempo determinato per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità.

Secondo la Corte dei Conti, nel 2023 i docenti a tempo determinato costituivano circa il 24% del totale, mentre sul sostegno oltre un insegnante su due non era di ruolo. Una condizione che incide sulla programmazione delle scuole e sulla continuità del rapporto educativo, in particolare per gli alunni con bisogni specifici.

PNRR, innovazione e formazione del personale

La Missione Istruzione del PNRR ha destinato oltre 2,1 miliardi alla digitalizzazione di 100.000 classi e alla creazione di nuovi laboratori, 1,1 miliardi al potenziamento delle competenze STEM e linguistiche, 800 milioni alla formazione del personale sulla transizione digitale.

Secondo la Commissione Europea, l'Italia sta rafforzando l'offerta STEM anche attraverso nuovi poli formativi, laboratori e percorsi interdisciplinari. Oltre 800.000 tra docenti, dirigenti e personale scolastico hanno partecipato a iniziative di formazione collegate alle nuove metodologie didattiche. INDIRE segnala che l'innovazione produce risultati duraturi solo quando è accompagnata da un ripensamento delle pratiche educative e da una formazione continua.

Benessere, dispersione e inclusione

Secondo ISTAT, nel 2024 il tasso di uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è sceso al 9,8%, avvicinandosi al target europeo del 9% previsto per il 2030. La dispersione implicita, cioè gli studenti che conseguono il diploma senza competenze adeguate, si attesta all'8,7%. Il fenomeno resta più diffuso nel Mezzogiorno e nei contesti socioeconomici più fragili.

Sul fronte dell'inclusione, nell'anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità sono 377.000, pari al 4,8% degli iscritti. Oltre 57.000 docenti di sostegno risultano ancora privi di specializzazione e quasi il 60% degli studenti cambia insegnante di sostegno nel corso del percorso, con effetti diretti sulla continuità educativa.

Errori comuni nella lettura dei dati sulla scuola

Confondere immissioni in ruolo con fine del precariato: la copertura dei posti comuni al 97,3% coesiste con un tasso di precariato che nel 2023 ha raggiunto il 24% del corpo docente. I due dati misurano fenomeni diversi e vanno letti insieme, non in alternativa.

Leggere la dispersione solo come dato nazionale: il 9,8% italiano nasconde forti differenze territoriali. Il Mezzogiorno continua a registrare valori più elevati rispetto al Centro-Nord, e le aree interne soffrono la minore disponibilità di servizi educativi.

Considerare l'innovazione come acquisto di dispositivi: i 2,1 miliardi del PNRR per la digitalizzazione hanno valore solo se accompagnati da un ripensamento delle pratiche didattiche. Senza formazione continua, gli strumenti restano inutilizzati.

Ridurre l'inclusione al numero di alunni con disabilità: i 377.000 iscritti sono un dato di partenza. La continuità dell'insegnante di sostegno e la specializzazione dei docenti pesano più della sola presenza a scuola.

Domande frequenti

Cos'è il Rapporto INVALSI 2025 e cosa misura?

Il Rapporto INVALSI 2025 è la rilevazione annuale delle competenze degli studenti in italiano, matematica e inglese. Fornisce i dati di riferimento sui livelli di apprendimento, sui divari territoriali e sulla dispersione implicita, con dettaglio per ciclo scolastico e caratteristiche socioeconomiche.

Quanti sono i docenti precari nella scuola italiana?

Secondo la Corte dei Conti, nel 2023 circa il 24% dei docenti risultava a tempo determinato. Sul sostegno la quota supera il 50%, con circa 58.000 precari confermati per l'anno 2025/2026 per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità.

Quali sono i fondi del PNRR per la scuola?

La Missione Istruzione del PNRR destina oltre 2,1 miliardi alla digitalizzazione di 100.000 classi, 1,1 miliardi al potenziamento delle competenze STEM e linguistiche e 800 milioni alla formazione del personale sulla transizione digitale.

A che punto è l'Italia sulla dispersione scolastica?

Il tasso di uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è sceso al 9,8% nel 2024 secondo ISTAT. L'Italia si avvicina al target europeo del 9% previsto per il 2030, ma il fenomeno resta più diffuso nel Mezzogiorno e nei contesti socioeconomici più fragili. L'anno scolastico che si apre a settembre offre un banco di prova concreto: i progressi certificati dai dati convivono con divari che le sole risorse non colmano. Le cifre di INVALSI, ISTAT e MIM segnano un percorso, ma la loro traduzione in aula dipende dalla continuità degli insegnamenti, dalla formazione del personale e dalla capacità di indirizzare gli investimenti dove il bisogno è maggiore.

Pubblicato il: 25 agosto 2026 alle ore 09:36

Ilaria Brozzi

Articolo creato da

Ilaria Brozzi

Giornalista Pubblicista Ilaria Brozzi è naturalista e biologa con una forte passione per la divulgazione scientifica. Laureata in Scienze Naturali e in Genetica e Biologia Molecolare, nel corso del suo percorso accademico e professionale ha approfondito lo studio dei processi biologici e degli equilibri che regolano i sistemi naturali, sia a livello macroscopico sia molecolare. Ha svolto attività di ricerca presso il CNR–IBPM (Istituto di Biologia e Patologia Molecolari) della Sapienza Università di Roma, occupandosi in particolare di biologia vegetale. Nel corso della sua esperienza professionale ha inoltre avuto modo di confrontarsi con diverse realtà lavorative che, pur non sempre direttamente collegate al suo ambito di studi, hanno contribuito ad ampliare il suo sguardo interdisciplinare e la sua capacità di analizzare fenomeni complessi da prospettive differenti. Parallelamente all’interesse per la ricerca, coltiva da sempre una forte vocazione per la divulgazione scientifica, con particolare attenzione alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni e alla promozione di una cultura scientifica consapevole e accessibile. Su edunews24.it si occupa di scuola e università, con un focus sui temi della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione scientifica, promuovendo una divulgazione chiara, accessibile e basata su fonti scientifiche affidabili. Tra le sue principali passioni figurano lo sport e la musica, che rappresentano per lei importanti strumenti di equilibrio, disciplina ed energia.

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