Editoriale d'estate: lo stato della scuola italiana (e cosa rimettere al centro)
L'anno scolastico 2025/2026 in Italia si configura attraverso cinque priorità centrali: migliorare gli apprendimenti degli studenti, con particolare attenzione alle disuguaglianze territoriali; promuovere il benessere della comunità scolastica e ridurre la dispersione; rafforzare il personale docente e garantire la continuità didattica; sostenere l'innovazione digitale e la formazione tramite i fondi del PNRR; e ridurre le disuguaglianze, specie in termini di inclusione. Il quadro degli apprendimenti, evidenziato dal Rapporto INVALSI 2025, mostra una stabilizzazione dei risultati in italiano, matematica e inglese, seppur persistano divari significativi tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord, specialmente nella scuola secondaria. Tale disparità è legata anche al background socio-economico degli studenti, che incide significativamente sui loro risultati scolastici, sottolineando la necessità di interventi mirati per le aree più fragili. Sul fronte del personale, sono previste circa 41.900 assunzioni con copertura quasi totale dei posti comuni, ma il precariato rimane un problema rilevante, specie nel sostegno, dove oltre il 50% degli insegnanti non è di ruolo. Le risorse del PNRR, pari a miliardi di euro, sono indirizzate a digitalizzare le classi, potenziare competenze STEM e linguistiche, e formare il personale docente. Questi investimenti sono considerati essenziali per innovare l'offerta formativa, ridurre la dispersione - che si attesta al 9,8% - e migliorare l'inclusione di 377.000 alunni con disabilità, ponendo attenzione alla qualità e continuità del sostegno educativo.