Indice: In breve | Cosa misura il Rapporto Eco Media | La classifica 2025: dove vanno le citazioni | Come leggere i dati in 4 passi | Perché la mobilità resta indietro | Errori comuni nell'interpretazione | Domande frequenti
In breve
- La XII edizione del monitoraggio Eco Media, presentata il 28 maggio 2026 da Pentapolis Institute ETS, fotografa la copertura ambientale dei media italiani nel 2025.
- Innovazione sociale e crisi climatica guidano la classifica con oltre un milione di citazioni ciascuna.
- I trasporti chiudono il ranking con 217.920 citazioni, circa un sesto del volume sull'innovazione sociale.
- Il 66,21% delle citazioni passa dal web; la radio si ferma al 4,07%.
- Nel cluster trasporti la parola 'mobilità sostenibile' copre il 75% delle occorrenze; car sharing e mobilità condivisa restano sotto le 12mila menzioni.
Cosa misura il Rapporto Eco Media
Il monitoraggio è giunto alla dodicesima edizione e viene curato dal Pentapolis Institute ETS insieme a Eco in Città, con la collaborazione tecnica di Volocom. Per l'edizione 2025 l'analisi copre l'intero anno solare ed esamina stampa, web, radio, televisione e contenuti social, conteggiando le occorrenze di parole chiave raggruppate in nove cluster tematici: innovazione sociale, crisi, economia ed economia circolare, energia, risorse, biodiversità, istituzioni e società, finanza sostenibile, trasporti. La presentazione del 28 maggio 2026 si è svolta a Roma, presso la sede italiana del Parlamento europeo. Il dato di sistema indica che l'ambiente è ormai una voce stabile dei palinsesti italiani, ma con un peso molto diverso a seconda dei temi.
La classifica 2025: dove vanno le citazioni
Il primo posto va all'innovazione sociale con 1.373.770 citazioni, seguita dalla crisi (1.013.566). Subito dopo si collocano economia ed economia circolare (935.528), energia (782.583), risorse (775.957) e biodiversità (724.861). La parte bassa della classifica vede istituzioni e società (412.031), finanza sostenibile (348.831) e, in coda, trasporti (217.920). Il confronto tra il primo e l'ultimo cluster restituisce un rapporto di sei a uno: per ogni voce dedicata alla mobilità i media italiani spendono sei voci sull'innovazione sociale. La distribuzione per canale conferma lo spostamento sul digitale: il 66,21% delle citazioni arriva dal web (quattro milioni di articoli), il 15,07% dalla carta stampata, il 14,65% dalla televisione e il 4,07% dalla radio. Secondo i dati Eurostat sui trasporti, il settore pesa per circa un quarto delle emissioni di gas serra dell'Unione europea, una quota che il volume di copertura italiano non riflette.
Come leggere i dati in 4 passi
- Verifica il cluster di riferimento. I nove cluster raggruppano parole chiave eterogenee: 'innovazione sociale' include anche imprese e terzo settore, 'crisi' raccoglie sia eventi acuti sia narrazioni di lungo periodo. Il volume va letto dentro questa cornice.
- Confronta cluster e parola chiave. Nel cluster trasporti l'etichetta 'mobilità sostenibile' totalizza 163.182 occorrenze, mentre la mobilità elettrica si ferma a 44.852, il car sharing a 11.440 e la mobilità condivisa a 4.041.
- Distingui picchi di evento e copertura strutturale. La crisi tocca un picco di 105.950 citazioni a luglio, COP30 si concentra a novembre con 13.073 menzioni: dopo i picchi i volumi rientrano in pochi giorni.
- Considera il canale di diffusione. Il 75% delle citazioni sui trasporti viene dall'online, contro un 16% di stampa, l'8% di televisione e l'1% di radio: la mobilità entra poco nei formati lenti.
Perché la mobilità resta indietro
Tre fattori spiegano lo scarto. Il primo è lessicale: il rapporto rileva che 'mobilità sostenibile' funziona come etichetta ombrello, mentre i suoi componenti operativi (auto elettriche, sharing, trasporto pubblico, abitudini urbane) entrano nel testo molto meno. Il secondo è strutturale: i temi della crisi climatica e dell'innovazione sociale si prestano a coperture di breaking news (eventi estremi, premi, finanziamenti), mentre i trasporti chiedono una narrazione di policy locale, che ha tempi e formati diversi. Il terzo è di canale: la quota di radio e tv sui trasporti vale insieme il 9% del cluster, contro un 18,72% sull'intera griglia ambientale. Il risultato è un dibattito pubblico sul cambiamento climatico che si gioca in larga parte fuori dalla mobilità quotidiana, anche quando i dati sulle emissioni indicano il contrario.
Errori comuni nell'interpretazione
Leggere il ranking come ordine di importanza. Il numero di citazioni misura quanto un tema viene nominato, non il suo peso ambientale o politico. La biodiversità è sesta nel ranking, ma il cluster è sostenuto da due voci animali, 'orso' (433.344 occorrenze) e 'lupo' (240.577): tolte queste, il quadro si ridimensiona e la conservazione strutturale resta marginale.
Confondere cluster e parola chiave. Una citazione del termine 'gas' (419.565 occorrenze) finisce nel cluster energia ma può riguardare prezzi, geopolitica o consumi domestici, non per forza la transizione energetica. Per ricostruire la copertura del singolo tema serve scendere alle parole chiave specifiche, non fermarsi al totale del cluster.
Ignorare il bias di canale. Un tema che gira soprattutto online ha un'esposizione diversa rispetto a uno che entra anche nei TG e nelle pagine cartacee. I trasporti sono fortemente sbilanciati sul digitale, e questo influisce sulla percezione del lettore non specialista: il tema esiste, ma non sempre raggiunge le platee non già interessate.
Domande frequenti
Cos'è il Rapporto Eco Media?
Il Rapporto Eco Media è uno studio annuale curato dal Pentapolis Institute ETS che monitora la presenza dei temi ambientali nei principali mezzi di informazione italiani. L'edizione 2025 è la dodicesima ed è stata presentata il 28 maggio 2026 a Roma, nella sede italiana del Parlamento europeo.
Quanti temi vengono analizzati?
L'analisi è organizzata in nove cluster: innovazione sociale, crisi, economia ed economia circolare, energia, risorse, biodiversità, istituzioni e società, finanza sostenibile e trasporti. Ogni cluster raccoglie un insieme di parole chiave specifiche, che possono pesare in modo molto diverso sul totale.
Perché i trasporti hanno meno citazioni di altri temi?
Lo studio evidenzia un uso dominante dell'etichetta generica 'mobilità sostenibile' a scapito dei componenti concreti (auto elettriche, sharing, trasporto pubblico). Anche la forte prevalenza dei trasporti sul web rispetto a stampa, tv e radio riduce la visibilità complessiva del tema.
Quanto pesa il web sul totale delle citazioni?
Il 66,21% delle citazioni ambientali del 2025 arriva da fonti online, pari a circa quattro milioni di articoli. Seguono carta stampata (15,07%), televisione (14,65%) e radio (4,07%): il digitale resta il canale di gran lunga prevalente. Il dato che resta dal monitoraggio 2025 è il distacco fra la rilevanza ambientale dei trasporti e la loro presenza nei media italiani. Per chi segue questi temi conviene leggere ogni titolo sul clima anche attraverso la lente urbana: chi si muove, come e con quali alternative reali, non solo cosa viene annunciato a livello politico o industriale.