Federico Veronesi, nato a Milano nel 1975 e trasferitosi in Kenya nel 2002, ha vinto il Wildlife Photographer of the Year 2026 con 'The Aftermath', il bianco e nero di un'elefantessa che trascina il corpo del cucciolo morto lungo il letto asciutto del fiume Huab, in Namibia. Il concorso del Natural History Museum di Londra ha scelto lo scatto fra 65.403 immagini arrivate da 121 paesi.
L'immagine e la giuria
La fotografia nasce dall'intuizione di un professionista che seguiva da ore impronte di elefanti nella sabbia. Quando le tracce di trascinamento sono comparse, Veronesi ha capito di trovarsi di fronte a una scena molto diversa dal reportage che aveva pianificato: la madre spostava il cucciolo da giorni, con quel comportamento di lutto che gli etologi registrano ormai in modo sistematico sugli elefanti africani.
La giuria presieduta da Kathy Moran, firma di lungo corso del fotogiornalismo naturalistico, ha scelto lo scatto fra i 19 vincitori di categoria. Il direttore del Natural History Museum, Doug Gurr, ha definito le immagini selezionate 'momenti al tempo stesso intimi, sorprendenti e profondamente rivelatori'. 'The Aftermath' chiude l'edizione più partecipata nella storia del concorso.
Un primato in 62 edizioni
Per la prima volta in 62 edizioni del Wildlife Photographer of the Year sia il titolo adulto sia il titolo Young vanno a immagini in bianco e nero. La categoria giovani è andata al britannico Oscar Whitfield, residente in Zimbabwe, con 'Labour of Love': uno scarabeo stercorario inquadrato mentre spinge la sua palla di sterco su un terreno polveroso, senza colore e senza orpelli.
Il doppio premio in B&W è una scelta estetica dichiarata, non un incidente di stampa: la giuria ha privilegiato la forza narrativa pura rispetto all'impatto cromatico. Nelle 61 edizioni precedenti del premio l'abbinata non si era mai verificata. È il segno di una fotografia naturalistica che torna a interrogare le proprie radici documentarie, in anni in cui l'editing di colore e la post-produzione in HDR dominano i feed social di settore.
I numeri confermano la crescita della competizione. Le 65.403 immagini del 2026 superano del 7,9% le 60.636 dell'anno precedente, quando le adesioni arrivavano da 113 paesi contro i 121 attuali. Il bando ha ammesso fotografi di ogni età, con categorie dedicate ai bambini fino ai 10 anni, agli 11-14 e ai 15-17: tre fasce che a Londra funzionano come un osservatorio sulla formazione fotografica dei più giovani. Il comunicato ufficiale del Natural History Museum riporta la motivazione completa della giuria e i nomi di tutti i vincitori.
Da Milano al Kenya: una formazione fuori dall'accademia
Veronesi non arriva al premio con un cursus accademico in fotografia. Cresce in una famiglia milanese di fotografi e naturalisti, poi nel 2002 lascia l'Italia a 27 anni per diventare guida safari in Kenya. La formazione passa dai bivacchi, dai tempi lunghi degli appostamenti e dal libro 'Walk the Earth', in cui raccoglie anni di lavoro sugli elefanti africani.
È un percorso simile a quello delle scuole informali che hanno formato autori italiani di prima fascia: edunews24 ne ha parlato ricordando la scuola familiare del cinema italiano dei d'Amico Bendicò, dove il mestiere si imparava sui set di famiglia. Qui a insegnarlo è la savana, dentro una geografia dell'arte sempre più policentrica, come emerso nel dialogo Amaci al Consolato italiano a Parigi: Milano, Nairobi e la valle namibiana del fiume Huab stanno ormai sulla stessa mappa.
La mostra al Natural History Museum apre il 16 ottobre 2026 e chiude l'11 luglio 2027, visitabile ogni giorno dalle 10.00 alle 17.50 con ultimo ingresso alle 16.30. 'The Aftermath' entrerà anche nei percorsi didattici per le scuole: un'immagine del lutto animale che chiede ai ragazzi un ascolto emotivo poco scolastico, affine alla consapevolezza corporea di cui si parla nel libro di Bruno Valente sul linguaggio del corpo e l'ansia di uno studente italiano su due.
Domande frequenti
Chi è Federico Veronesi e qual è il percorso che lo ha portato a vincere il Wildlife Photographer of the Year 2026?
Federico Veronesi è un fotografo nato a Milano nel 1975, trasferitosi in Kenya nel 2002 dove è diventato guida safari. La sua formazione è avvenuta fuori dall'accademia, grazie all'esperienza diretta nella savana e all'eredità familiare di fotografi e naturalisti.
Qual è il soggetto della fotografia vincitrice e perché è stata scelta dalla giuria?
La foto 'The Aftermath' ritrae un'elefantessa che trascina il corpo del cucciolo morto, rappresentando il lutto animale. La giuria ha scelto questa immagine per la sua forza narrativa e il valore documentario, considerandola un momento intimo e profondamente rivelatore.
Cosa rende storica l'edizione 2026 del Wildlife Photographer of the Year?
Per la prima volta in 62 edizioni, sia il premio principale sia quello per i giovani sono andati a fotografie in bianco e nero, segnando una preferenza per la narrazione rispetto all'impatto cromatico. Inoltre, il concorso ha raggiunto un record di partecipazioni con immagini provenienti da 121 paesi.
In che modo il premio valorizza la formazione fotografica dei giovani?
Il concorso prevede categorie dedicate a diverse fasce d'età, dai bambini fino ai 17 anni, offrendo così un osservatorio privilegiato sulla crescita e la formazione fotografica delle nuove generazioni.
Quando e dove sarà possibile vedere la mostra delle fotografie vincitrici?
La mostra si terrà al Natural History Museum di Londra dal 16 ottobre 2026 all'11 luglio 2027, ed è visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.50, con ultimo ingresso alle 16.30.
Come sarà utilizzata la fotografia vincitrice nei percorsi didattici per le scuole?
'The Aftermath' entrerà nei percorsi didattici rivolti agli studenti, stimolando un ascolto emotivo e una consapevolezza corporea spesso trascurati nei contesti scolastici tradizionali.