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Addio a Silvia d'Amico Bendicò: la scuola familiare del cinema italiano
Cultura

Addio a Silvia d'Amico Bendicò: la scuola familiare del cinema italiano

La produttrice della casa Bendicò è morta il 25 settembre a 85 anni. Da Il Messia di Rossellini a Oci ciornie: la scuola Cecchi d'Amico.

Silvia d'Amico Bendicò è morta il 25 settembre 2026 a Roma, a 85 anni. La produttrice e sceneggiatrice, figlia di Suso Cecchi d'Amico, aveva iniziato la carriera nel 1975 con Il Messia di Roberto Rossellini e ha continuato a lavorare dietro le quinte con la casa di produzione Bendicò, che porta il nome del cane del principe di Salina nel Gattopardo.

Il cordoglio del ministro Giuli e della Biennale

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha ricordato la produttrice con una nota diffusa la mattina del 25 settembre. «La sua scomparsa addolora il mondo del cinema italiano. Le opere legate al suo nome resteranno una testimonianza simbolica della qualità della nostra produzione cinematografica». Il messaggio arriva poche settimane dopo un altro lutto per il settore, quello di Fulvio Lucisano, oltre 70 anni di produzione italiana.

Anche la Biennale di Venezia ha diffuso una nota di ricordo. D'Amico Bendicò nel 1991 era stata membro della Giuria internazionale della Mostra, presieduta da Gianluigi Rondi, insieme a John Boorman, Michel Ciment e Moritz de Hadeln. Il comunicato ufficiale del ministero della Cultura è stato pubblicato in mattinata, poche ore dopo la scomparsa.

La dinastia Cecchi d'Amico, tre generazioni dietro le quinte

Silvia d'Amico apparteneva a una famiglia che ha attraversato ottant'anni di cinema, letteratura e musica in Italia. La madre Suso Cecchi d'Amico ha firmato le sceneggiature dei principali film di Luchino Visconti, da Il Gattopardo a Rocco e i suoi fratelli. Il padre Fedele d'Amico è stato uno dei più importanti musicologi del Novecento italiano. Il fratello Masolino è anglista, traduttore di Shakespeare e Byron e critico teatrale.

La sorella minore Caterina d'Amico ha diretto la Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia dal 1999 al 2007, poi ha guidato Rai Cinema dal 2007 al 2010, ed è tornata di recente al vertice della scuola romana. Dal 1993 al 2000 è stata presidente dell'associazione europea delle scuole di cinema e televisione, dal 2000 al 2008 di quella internazionale. Tre generazioni in un unico salotto romano, dove crescevano gli allievi e passavano registi come Visconti, De Sica e Antonioni.

Silvia ha scelto di stare dietro le quinte fin dall'inizio, e per anni ha usato lo pseudonimo Bendicò. Come produttrice ha realizzato per Rossellini Anno Uno (1974), Il Messia (1975) e il documentario Concerto per Michelangelo (1976), scrivendone anche le sceneggiature. Con la casa Bendicò ha prodotto State buoni se potete di Luigi Magni (1983) e Oci ciornie di Nikita Mikhalkov (1987) con Marcello Mastroianni. Ha collaborato con Mario Monicelli su Le due vite di Mattia Pascal e Verona, e con Amanzio Todini per I soliti ignoti vent'anni dopo.

Cosa lascia alla formazione del cinema italiano

La casa Bendicò e la precedente Excelsior sono state per decenni laboratori informali. Giovani assistenti alla regia, sceneggiatori e produttori imparavano il mestiere attorno a un progetto concreto, spesso attraversando più film consecutivi. È lo stesso modello di apprendimento che oggi il Centro Sperimentale di Cinematografia prova a sistematizzare, con sedi in tutta Italia e corsi che vanno dalla regia al suono passando per il montaggio e la produzione.

Nelle scuole primarie e secondarie il cinema entra ora anche attraverso il Piano cinema per l'aula da 20,1 milioni di euro, che finanzia progetti didattici con opere di autori italiani. Sullo stesso fronte il ministero della Cultura ha firmato di recente il protocollo con la Società Dante Alighieri, parte di una strategia culturale più ampia.

L'archivio della casa Bendicò conserva sceneggiature, corrispondenze e materiali di lavorazione di mezzo secolo di cinema d'autore. Diventerà, quasi certamente, una delle fonti primarie di riferimento per gli studenti del CSC e per le università che insegnano storia del cinema.

Domande frequenti

Chi era Silvia d'Amico Bendicò e quale ruolo ha avuto nel cinema italiano?

Silvia d'Amico Bendicò è stata una produttrice e sceneggiatrice italiana, figlia di Suso Cecchi d'Amico, attiva dal 1975. Ha lavorato dietro le quinte, fondando la casa di produzione Bendicò e contribuendo alla realizzazione di importanti film e documentari italiani.

Qual è l'importanza della famiglia Cecchi d'Amico nel panorama culturale italiano?

La famiglia Cecchi d'Amico rappresenta tre generazioni di protagonisti nel cinema, letteratura e musica italiana. Oltre a Silvia, la madre Suso è stata una celebre sceneggiatrice, il padre Fedele un noto musicologo, e i fratelli hanno ricoperto ruoli di rilievo nell'ambito teatrale e della formazione cinematografica.

Quali opere principali ha prodotto Silvia d'Amico Bendicò?

Tra le opere principali prodotte da Silvia d'Amico Bendicò ci sono Il Messia e Anno Uno di Roberto Rossellini, State buoni se potete di Luigi Magni e Oci ciornie di Nikita Mikhalkov. Ha inoltre collaborato con registi come Mario Monicelli e Amanzio Todini.

In che modo Silvia d'Amico Bendicò ha contribuito alla formazione dei giovani nel settore cinematografico?

La casa di produzione Bendicò è stata un laboratorio informale in cui giovani registi, sceneggiatori e produttori imparavano il mestiere attraverso il lavoro pratico su progetti reali. Questo approccio è ora sistematizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia e da iniziative didattiche nelle scuole.

Cosa rappresenta oggi l'archivio della casa Bendicò per la formazione e la ricerca sul cinema?

L'archivio della casa Bendicò conserva materiali di lavorazione, sceneggiature e corrispondenze di mezzo secolo di cinema d'autore. È destinato a diventare una fonte primaria di riferimento per studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia e università che studiano la storia del cinema.

Quali iniziative recenti sono state avviate per promuovere il cinema nelle scuole italiane?

Il Piano cinema per l'aula, con un finanziamento di 20,1 milioni di euro, sostiene progetti didattici nelle scuole primarie e secondarie usando opere di autori italiani. Inoltre, il ministero della Cultura ha firmato un protocollo con la Società Dante Alighieri per rafforzare la strategia culturale nel settore.

Pubblicato il: 25 settembre 2026 alle ore 13:15

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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