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Napoli candidata alla Biennale UNESCO del Patrimonio culturale
Cultura

Napoli candidata alla Biennale UNESCO del Patrimonio culturale

Ai Girolamini 85 esperti da 42 Paesi hanno delineato la futura Biennale UNESCO del Patrimonio culturale di Napoli. Decisione ad aprile 2027.

Dal 21 al 23 ottobre il complesso monumentale dei Girolamini, a Napoli, ha ospitato l'evento preparatorio «Towards a Naples Biennale on Cultural Heritage», promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme al Ministero della Cultura, in collaborazione con il Comune di Napoli. L'incontro è stato inserito nel calendario dei 2500 anni della città partenopea e segna una tappa del percorso esplorativo verso una possibile Biennale UNESCO permanente dedicata al Patrimonio culturale. L'Ufficio Stampa del MiC ha pubblicato il comunicato di bilancio il 4 novembre 2026.

Tre giorni di lavoro con 85 esperti da 42 Paesi

Alle sessioni di lavoro hanno preso parte 85 esperti provenienti da 42 Paesi. L'incontro ha raccolto l'eredità delle due «Naples Conference on Cultural Heritage in the 21st century» del 2023 e del 2025, concentrate sulle sinergie fra le Convenzioni culturali UNESCO e su un approccio al Patrimonio materiale e immateriale centrato sulle persone. La tre giorni ha delineato i tratti principali della futura piattaforma, a partire da un approccio olistico al Patrimonio e dalla centralità delle comunità che lo abitano. Tra gli elementi condivisi figurano il coinvolgimento sia di soggetti pubblici sia di soggetti privati interessati alla salvaguardia e alla promozione dei beni culturali, oltre all'attenzione al dialogo con la società civile locale.

Ai delegati sono stati proposti itinerari culturali costruiti per restituire lo «Spirito di Napoli», con incontri dedicati ai rappresentanti della filiera culturale partenopea. La scelta del capoluogo campano come sede dell'evento preparatorio è stata motivata dall'intreccio quotidiano tra Patrimonio materiale, Patrimonio immateriale e creatività, considerato dai promotori un ambiente ideale per ospitare un appuntamento internazionale permanente. Nei lavori si sono alternate sessioni tematiche e tavoli informali, con l'obiettivo di produrre raccomandazioni condivise sull'impianto della futura iniziativa e sulla sua governance.

Lo snodo di aprile 2027 al Consiglio Esecutivo UNESCO

Il percorso era stato avviato nell'ottobre 2025, quando il Consiglio UNESCO aveva dato mandato all'Italia e al Segretariato dell'Organizzazione di esplorare i contorni di una piattaforma permanente di dialogo sul Patrimonio. L'evento ai Girolamini costituisce la prima fase operativa di quel mandato, dopo che la seconda «Naples Conference» del 2025 aveva fatto emergere la richiesta di uno spazio stabile di confronto. Gli esiti dei tre giorni saranno presentati alla sessione del Consiglio Esecutivo UNESCO prevista ad aprile 2027, passaggio dal quale dipenderà la prosecuzione del lavoro congiunto tra Farnesina, Collegio Romano e Segretariato onusiano verso l'istituzione formale della Biennale.

Nei prossimi mesi i due dicasteri continueranno il confronto con l'organizzazione internazionale per arrivare alla sessione di aprile con una proposta operativa, mentre il Comune di Napoli lavorerà sulle ricadute locali dell'appuntamento. L'obiettivo dichiarato è trasformare la Biennale, se approvata, in una piattaforma stabile di scambio e cooperazione per la salvaguardia e la promozione del Patrimonio a livello globale. Chi segue il dossier può consultare gli aggiornamenti direttamente sul comunicato ufficiale del Ministero della Cultura.

Domande frequenti

Che cos'è la Biennale UNESCO del Patrimonio culturale proposta a Napoli?

Si tratta di un'iniziativa che mira a creare una piattaforma permanente di dialogo, scambio e cooperazione internazionale sulla salvaguardia e promozione del Patrimonio culturale, sia materiale che immateriale.

Qual è stato lo scopo principale dell'evento preparatorio ai Girolamini?

L'evento ha rappresentato la prima fase operativa del percorso verso la Biennale, riunendo 85 esperti da 42 Paesi per delineare i tratti principali della futura piattaforma e produrre raccomandazioni condivise sulla sua governance.

Perché Napoli è stata scelta come sede dell'iniziativa?

Napoli è stata selezionata per il suo intreccio unico tra Patrimonio materiale, immateriale e creatività, che la rende un ambiente ideale per ospitare un appuntamento internazionale dedicato al Patrimonio culturale.

Quali saranno i prossimi passaggi dopo l'evento preparatorio?

Gli esiti dell'evento saranno presentati al Consiglio Esecutivo UNESCO nell'aprile 2027, dove verrà valutata la prosecuzione del percorso verso l'istituzione formale della Biennale, mentre Ministeri e Comune continueranno il lavoro di preparazione e confronto.

Chi sono i principali promotori e partner dell'iniziativa?

La Biennale è promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura, in collaborazione con il Comune di Napoli e il supporto dell'UNESCO.

Pubblicato il: 5 novembre 2026 alle ore 14:29

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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