Regione Lombardia ha siglato un Patto per la lettura con 61 tra fondazioni, editori, università, biblioteche, ospedali, scuole, RSA e carceri. L'obiettivo è portare i libri dove finora non arrivavano, partendo però dalla regione che già legge di più d'Italia.
Sessantuno firme su un patto triennale
L'accordo è stato presentato a Palazzo Lombardia il 19 giugno 2026. Ha durata triennale e resta sempre aperto a nuove adesioni. Gli enti aderenti presenteranno alla Regione progetti di promozione della lettura, che un tavolo di coordinamento valuterà e monitorerà nel tempo.
Le strutture coinvolte non sono solo quelle istituzionalmente dedicate ai libri. Accanto a biblioteche, fondazioni ed editori, il perimetro include ospedali, RSA, carceri e scuole. Per Francesca Caruso, assessore regionale alla Cultura, il piano nasce dal basso e la Regione si limita a coordinare e fare rete tra le istituzioni aderenti. Tra le misure già attive c'è il concorso letterario Futura, dedicato agli under 30 e presentato al Salone del Libro di Torino, che premia i progetti rivolti ai giovani.
Lombardia già in vantaggio: 34% legge oltre sette libri
La regione che lancia il Patto è anche quella con i numeri più alti sulla lettura. Secondo i dati ISTAT su lettura libri e fruizione delle biblioteche, in Lombardia il 34% degli abitanti ha letto più di sette libri, e-book o audiolibri nell'ultimo anno, contro il 31% della media nazionale. Il 4% supera i 31 libri all'anno. Il 63% dei lombardi sopra i 6 anni ha letto almeno un libro nell'ultimo anno, contro il 57,1% nazionale registrato dall'indagine ISTAT 2024.
Il vantaggio si vede anche sull'uso delle biblioteche: in Lombardia il 10,3% dei lettori ricorre al prestito bibliotecario, quasi il doppio della media italiana del 6,3%. Il 97% dei residenti vive in un comune con almeno una biblioteca pubblica, il 26% in città con oltre 50.000 abitanti.
La base materiale è altrettanto sproporzionata. Le biblioteche lombarde custodiscono 45 milioni di documenti, circa il 19% di tutto il patrimonio bibliotecario nazionale. Sul territorio operano 1.400 istituti, raggruppati in oltre 40 sistemi bibliotecari, di cui più di 1.300 comunali e pubblici. Un'infrastruttura che spiega perché il Patto può puntare a esportare la lettura verso ambiti finora marginali.
Il nodo dei giovani lettori
Il punto più critico citato alla presentazione riguarda gli adolescenti. Giovanni Peresson, responsabile dell'Ufficio Studi dell'Associazione Italiana Editori, ha indicato la fascia 14-18 anni come quella con il maggior calo di lettura.
I dati ISTAT confermano: nella fascia 11-19 anni il 22,1% dei ragazzi non ha letto alcun libro nell'anno precedente. Il divario di genere è netto: 28,5% dei maschi rinuncia alla lettura, contro il 15,3% delle femmine. La preadolescenza resta il picco, ma l'ingresso nelle scuole superiori coincide con un crollo dell'abitudine alla lettura.
Su questo fronte la Regione punta sui bandi: i progetti dedicati ai giovani e alla promozione della lettura ricevono criteri di premialità. Iniziative come la campagna nazionale #ioleggoperché 2025 per le biblioteche scolastiche vanno nella stessa direzione: rafforzare l'infrastruttura del libro dove i ragazzi passano più tempo.
Cosa cambierà nei prossimi tre anni
I 61 firmatari presenteranno alla Regione progetti operativi nei prossimi mesi, coordinati dal tavolo regionale che fisserà obiettivi e verificherà i risultati. Le adesioni restano aperte. Gli ambiti prioritari sono il potenziamento dei servizi bibliotecari, la nascita di nuovi spazi dedicati ai libri, il sostegno ai gruppi di lettura e l'estensione delle attività in strutture di vulnerabilità sociale.
L'attualità culturale italiana, da annunci come l'Oscar per la miglior fotografia con Alba Rohrwacher alle scoperte archeologiche come il nuovo affresco dionisiaco a Pompei, mostra che l'interesse per la cultura esiste e cresce: il Patto lombardo prova a tradurre quell'attenzione in lettura quotidiana, fuori dai grandi eventi.
La verifica vera sarà nel 2029: il tavolo regionale dovrà dire se gli ospedali, le RSA e le carceri lombarde avranno trovato lettori che prima non c'erano.
Domande frequenti
Che cos'è il Patto regionale lombardo per la lettura?
È un accordo triennale siglato da Regione Lombardia con 61 enti, tra cui fondazioni, editori, biblioteche, scuole, ospedali, RSA e carceri, per promuovere la lettura anche in contesti dove i libri finora erano poco presenti.
Quali sono gli obiettivi principali del Patto?
L'obiettivo è estendere la lettura a nuovi ambiti come ospedali, RSA e carceri, rafforzare i servizi bibliotecari, creare nuovi spazi per i libri e sostenere gruppi di lettura, coinvolgendo anche i giovani attraverso progetti dedicati.
Come vengono selezionati e monitorati i progetti di promozione della lettura?
Gli enti aderenti presentano proposte operative che vengono valutate e monitorate da un tavolo di coordinamento regionale, responsabile di fissare gli obiettivi e verificare i risultati nel tempo.
Perché la Lombardia è la regione capofila di questa iniziativa?
La Lombardia è la regione italiana con il più alto tasso di lettori, un'infrastruttura bibliotecaria molto sviluppata e una presenza capillare di biblioteche, che la rendono ideale per sperimentare l'espansione della lettura in nuovi contesti.
Quali criticità sono emerse riguardo la lettura tra i giovani?
I dati indicano un forte calo della lettura nella fascia 14-18 anni, soprattutto tra i ragazzi, con il 22,1% dei giovani tra 11 e 19 anni che non ha letto alcun libro nell'ultimo anno.
Cosa succederà nei prossimi tre anni nell'ambito del Patto?
I firmatari presenteranno progetti concreti che saranno coordinati dalla Regione; le priorità includono il potenziamento delle biblioteche, la creazione di nuovi spazi per la lettura e l'estensione delle attività in contesti di vulnerabilità sociale, con una verifica dei risultati prevista per il 2029.