Il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone (FdI) ha depositato una risoluzione che impegna il Governo a garantire l'esenzione automatica dei contributi culturali vincolati dal blocco cautelare dei pagamenti previsto dall'articolo 48-bis del DPR n. 602 del 1973 e a sbloccare i pignoramenti ancora pendenti presso il Ministero della Cultura.
Cosa impegna la risoluzione
Il testo impegna il Governo ad adottare, in accordo tra Ministero dell'economia e delle finanze e Ministero della Cultura, ogni iniziativa utile a rendere pienamente operativa l'impignorabilità già introdotta dall'articolo 9 del decreto-legge n. 201 del 2024, convertito nella legge n. 16 del 2025. Si chiede l'esenzione automatica dal blocco di pagamento per tutti i capitoli di spesa dedicati ai contributi pubblici vincolati a progetto nei settori cultura, spettacolo e cinema, anche attraverso l'adeguamento dei sistemi informatici. Un ulteriore impegno riguarda il riesame e lo svincolo d'ufficio dei pignoramenti pendenti o congelati presso il MiC, per ripristinare la tempestività dei flussi finanziari destinati a enti e operatori culturali. L'articolo 48-bis del DPR n. 602 del 1973 impone alle pubbliche amministrazioni di verificare eventuali debiti fiscali del beneficiario prima di erogare pagamenti superiori a 5.000 euro, disponendo il blocco cautelare delle somme. La risoluzione ricorda che i contributi destinati a cultura, cinema e spettacolo costituiscono denaro pubblico vincolato, ossia erogazioni finalizzate a uno specifico interesse pubblico e soggette a rendicontazione, e non corrispettivi di prestazioni commerciali.
L'iniziativa segue quella delle opposizioni
Per anni l'esclusione dei fondi culturali dal blocco era stata garantita da una nota della Ragioneria generale dello Stato del 12 dicembre 2008, poi superata da un diverso orientamento dell'Ufficio centrale di bilancio presso il Ministero della Cultura, con una prassi di pignoramenti presso terzi notificati direttamente al MiC che ha congelato risorse considerate vitali per imprese, associazioni ed enti del Terzo settore. Su questo terreno era già intervenuta a febbraio 2025 una risoluzione delle opposizioni, sottoscritta dai deputati Gaetano Amato, Antonio Caso e Anna Laura Orrico (M5S), Roberto Giachetti (Italia Viva), Matteo Orfini (Partito Democratico) ed Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi Sinistra), che chiedeva al Governo una norma interpretativa o una circolare congiunta tra MEF e MiC per chiarire l'inapplicabilità dell'articolo 48-bis ai finanziamenti destinati a cinema, spettacolo dal vivo, audiovisivo e attività culturali di interesse pubblico. Sul piano giurisdizionale, il Tribunale di Roma con una recente ordinanza ha sospeso un pignoramento promosso dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, ribadendo che il vincolo di destinazione pubblica dei fondi culturali prevale sul credito esattoriale.
Con la nuova risoluzione la Commissione Cultura torna sul nodo tecnico che condiziona l'erogazione dei fondi vincolati. Il passaggio richiesto è la piena automazione dell'esenzione nei sistemi contabili di MEF e MiC, presupposto operativo per liberare le risorse già stanziate a favore di imprese, associazioni ed enti del Terzo settore attivi nei settori culturali.
Domande frequenti
Cosa prevede la risoluzione Mollicone in merito all'impignorabilità dei contributi culturali?
La risoluzione impegna il Governo a garantire l'esenzione automatica dei contributi culturali vincolati dal blocco cautelare dei pagamenti previsto dall'articolo 48-bis del DPR n. 602/1973, e a sbloccare i pignoramenti pendenti presso il Ministero della Cultura.
Quali sono i fondi interessati dall'esenzione dal blocco dei pagamenti?
L'esenzione riguarda tutti i contributi pubblici vincolati a progetto nei settori della cultura, dello spettacolo e del cinema, destinati a enti, imprese, associazioni ed enti del Terzo settore.
Perché i contributi culturali sono considerati impignorabili?
I contributi culturali sono fondi pubblici vincolati a uno specifico interesse pubblico, soggetti a rendicontazione e non assimilabili a corrispettivi di prestazioni commerciali, motivo per cui il vincolo di destinazione pubblica prevale su eventuali crediti esattoriali.
Quali sono stati i problemi causati dall'applicazione dell'articolo 48-bis ai contributi culturali?
L'applicazione dell'articolo 48-bis ha portato al blocco e al congelamento di risorse vitali per il settore culturale, ritardando l'erogazione dei fondi a favore di imprese e associazioni e compromettendo la tempestività dei flussi finanziari.
Quali soluzioni operative propone la risoluzione per rendere effettiva l'impignorabilità?
La risoluzione propone l'adeguamento dei sistemi informatici del MEF e del MiC per automatizzare l'esenzione dal blocco dei pagamenti e lo svincolo d'ufficio dei pignoramenti pendenti.
Ci sono stati altri interventi sul tema prima della risoluzione Mollicone?
Sì, a febbraio 2025 una risoluzione delle opposizioni aveva già chiesto al Governo una norma interpretativa o una circolare congiunta MEF-MiC per chiarire l'inapplicabilità dell'articolo 48-bis ai fondi culturali.