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Giornata del Made in Italy 2026: dagli Archivi di Stato emergono pergamene, mozzarelle e guanti d'autore
Cultura

Giornata del Made in Italy 2026: dagli Archivi di Stato emergono pergamene, mozzarelle e guanti d'autore

Disponibile in formato audio

La Direzione generale Archivi celebra il 15 aprile con il progetto "Carte da mangiare" e una serie di iniziative tra Milano, Caserta e Napoli che raccontano l'identità produttiva italiana attraverso i documenti storici

Il 15 aprile e il racconto dell'Italia attraverso le carte

C'è un modo meno scontato di celebrare il Made in Italy: aprire i faldoni, srotolare le pergamene, sfogliare i registri ingialliti dove si nasconde la memoria produttiva del Paese. È esattamente quello che accade oggi, 15 aprile 2026, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La ricorrenza, istituita per valorizzare la creatività e il patrimonio identitario italiano, quest'anno vede tra i protagonisti la Direzione generale Archivi, che ha messo in campo un programma articolato coinvolgendo diversi Archivi di Stato lungo la penisola. Non mostre improvvisate, ma iniziative curate che intrecciano storia documentaria e cultura materiale.

L'idea di fondo è semplice e, proprio per questo, efficace: dimostrare che dietro ogni eccellenza italiana, dal cibo all'artigianato, esiste una traccia scritta, un atto notarile, un contratto, una supplica. Insomma, una carta che testimonia secoli di sapere.

Carte da mangiare: quando il cibo diventa documento

Il progetto che fa da filo conduttore si chiama "Carte da mangiare", un titolo volutamente evocativo che tiene insieme due dimensioni solo apparentemente distanti: l'archivistica e la gastronomia. L'obiettivo è raccontare la tradizione alimentare italiana attraverso i documenti conservati negli Archivi di Stato, restituendo profondità storica a prodotti che oggi associamo quasi esclusivamente al marketing territoriale.

Stando a quanto emerge dal programma diffuso dalla Direzione generale, le iniziative si concentrano su tre sedi principali, ciascuna con un taglio specifico: Milano, Caserta e Napoli. Tre città, tre storie diverse, un unico denominatore: la capacità italiana di trasformare materia prima in cultura.

Una scelta che si inserisce nel solco di una crescente attenzione istituzionale verso la valorizzazione del patrimonio produttivo nazionale, come dimostrato anche dalla recente Inaugurazione della Fondazione 'Imprese e Competenze per il Made in Italy': Un passo avanti per l'economia italiana.

Milano: pergamene che parlano di alimentazione

L'Archivio di Stato di Milano ha allestito un'esposizione di pergamene medievali e di età moderna legate al tema dell'alimentazione. Documenti che attestano compravendite di terreni agricoli, regolamenti corporativi dei mestieri legati al cibo, privilegi concessi a botteghe e mercanti.

Non si tratta di una semplice vetrina. Le pergamene milanesi offrono uno spaccato della vita economica della Lombardia in epoche in cui la filiera alimentare era già, a suo modo, un sistema complesso. Contratti per la fornitura di grano, dispute tra mugnai, concessioni ducali per la vendita di spezie: ogni documento racconta un frammento di quell'intreccio tra territorio, lavoro e sapere che oggi chiamiamo, appunto, Made in Italy.

L'esposizione milanese si rivolge tanto agli studiosi quanto al pubblico generale, con un apparato didascalico pensato per rendere accessibili testi scritti in latino e in volgare.

Caserta e la mozzarella di bufala campana: una mostra che torna

A Caserta l'Archivio di Stato ripropone la mostra dedicata alla mozzarella di bufala campana, uno dei prodotti DOP più celebri e più imitati al mondo. La rassegna, che aveva già riscosso un notevole interesse nelle precedenti edizioni, ricostruisce attraverso atti notarili, carteggi e documenti amministrativi la storia secolare di questa produzione casearia.

Le carte casertane permettono di retrodatare pratiche e consuetudini che si credevano recenti. Le prime attestazioni della lavorazione del latte di bufala nel territorio campano risalgono a diversi secoli fa, e i documenti esposti ne danno conto con rigore filologico.

È un modo intelligente di difendere l'autenticità di un prodotto: non solo con i disciplinari di produzione e i marchi europei, ma con le prove documentarie che ne certificano la radice storica. In un'epoca in cui l'italian sounding sottrae miliardi al sistema agroalimentare nazionale, questo tipo di iniziativa assume un valore che va ben oltre la divulgazione culturale.

Napoli: l'arte del guanto nell'archivio Sandro Temin

Il contributo dell'Archivio di Stato di Napoli sposta l'attenzione dal cibo all'artigianato di lusso. L'istituto presenta al pubblico l'archivio dell'impresa guantaia Sandro Temin, una delle realtà storiche della manifattura napoletana che ha portato il guanto artigianale made in Naples nelle capitali della moda internazionale.

L'archivio Temin comprende corrispondenza commerciale, bozzetti, campionari, registri contabili: un patrimonio documentario che illumina il funzionamento di un'impresa artigiana d'eccellenza nel Novecento italiano. Napoli, come sottolineato da più storici economici, è stata per decenni uno dei centri mondiali della guanteria, con una tradizione che affonda le radici nel XVIII secolo.

Presentare questo fondo archivistico nella Giornata del Made in Italy significa anche ricordare che l'eccellenza manifatturiera italiana non si esaurisce nei grandi marchi del lusso contemporaneo, ma vive in una rete capillare di saperi artigiani che meritano tutela e memoria. Un discorso che trova riscontro anche nel fermento attorno alla moda sostenibile e alla sartorialità, come dimostra il caso di Viola by Pullover: il debutto della piattaforma di noleggio sartoriale a Milano.

Il patrimonio archivistico come risorsa per il Made in Italy

Le iniziative promosse dalla Direzione generale Archivi per il 15 aprile 2026 sollevano una questione che troppo spesso resta ai margini del dibattito pubblico: il ruolo degli archivi nella costruzione e nella difesa dell'identità produttiva nazionale.

Gli Archivi di Stato custodiscono milioni di documenti che attestano secoli di attività manifatturiera, commerciale e agricola. Sono la prova materiale di quella continuità storica che rende unico il sistema produttivo italiano. Eppure, nel discorso corrente sul Made in Italy, la dimensione archivistica viene quasi sempre trascurata a favore del design, dell'innovazione o del branding.

Il progetto Carte da mangiare e le iniziative collaterali di Napoli provano a invertire questa tendenza. Lo fanno con strumenti concreti, aprendo al pubblico fondi documentari che normalmente restano accessibili solo agli specialisti.

Resta da capire se queste giornate, per quanto meritorie, riusciranno a generare un'attenzione duratura o se rimarranno episodi isolati in un calendario istituzionale sempre più affollato. La sfida, per gli Archivi di Stato come per l'intero sistema culturale italiano, è trasformare la celebrazione di un giorno in una strategia di lungo periodo. I documenti, del resto, sono già lì. Basta leggerli.

Pubblicato il: 15 aprile 2026 alle ore 14:11

Domande frequenti

Cosa si celebra durante la Giornata del Made in Italy 2026?

La Giornata del Made in Italy 2026 promuove la creatività e il patrimonio identitario italiano, valorizzando la storia produttiva del Paese attraverso iniziative curate negli Archivi di Stato e mettendo in luce il legame tra cultura materiale e documentazione storica.

In cosa consiste il progetto 'Carte da mangiare'?

'Carte da mangiare' è un'iniziativa che racconta la tradizione alimentare italiana attraverso documenti storici conservati negli Archivi di Stato, restituendo profondità storica a prodotti tipici come la mozzarella di bufala e illustrando il ruolo dei documenti nella certificazione dell'autenticità dei prodotti.

Quali sono le principali mostre organizzate in occasione della Giornata?

Le principali mostre si tengono a Milano, Caserta e Napoli: a Milano vengono esposte pergamene sull'alimentazione, a Caserta si ripropone la mostra sulla mozzarella di bufala campana, mentre a Napoli viene presentato l'archivio storico dell'impresa guantaia Sandro Temin.

Perché il patrimonio archivistico è importante per il Made in Italy?

Il patrimonio archivistico attesta la continuità storica delle eccellenze produttive italiane, fornendo prove materiali di attività manifatturiera, commerciale e agricola che sono alla base dell'identità e dell'autenticità del Made in Italy.

Che ruolo ha l'Archivio di Stato di Napoli nella valorizzazione dell'artigianato italiano?

L'Archivio di Stato di Napoli valorizza l'artigianato italiano presentando l'archivio della storica impresa guantaia Sandro Temin, mostrando come la tradizione della guanteria napoletana abbia influenzato la moda internazionale e sottolineando l'importanza della memoria artigiana nella cultura produttiva nazionale.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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