La Commissione Cultura della Camera ha approvato all'unanimità, il 22 luglio 2026, il testo base della riforma del cinema e dell'audiovisivo. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il Sottosegretario Lucia Borgonzoni hanno espresso "grande soddisfazione" per il voto, ringraziando il relatore Gerolamo Cangiano e tutte le forze politiche che hanno contribuito al risultato. L'approdo in Aula del provvedimento è previsto per il 31 luglio.
Cosa prevede il testo unificato
Il testo unificato fa confluire cinque proposte: quelle firmate da Elly Schlein (PD), Gaetano Amato (M5S), Valentina Grippo (Italia Viva) e Giorgia Latini (Lega), oltre alla delega governativa contenuta nella proposta del presidente della Commissione Federico Mollicone (FdI). La riforma introduce due nuovi organismi. Il primo è un Forum consultivo che sostituisce il Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo, composto da 22 membri: 8 esperti nominati dal Ministro nel rispetto della parità di genere, 2 designati dalla Conferenza unificata, 4 selezionati via bando pubblico e 8 rappresentanti di autori, lavoratori, produttori indipendenti, esercenti, piattaforme e settore videogiochi. Il secondo è un'Agenzia con piena autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale, che assumerà le funzioni operative oggi in capo alla Direzione generale Cinema del Ministero della Cultura, dalla gestione dei fondi statali all'accesso al credito, fino ai rapporti con le Film Commission territoriali. La delega al governo copre un arco di due anni per l'emanazione dei decreti legislativi attuativi: previsti anche un Polo nazionale cinema e audiovisivo che ingloba Cinecittà e il Centro sperimentale di cinematografia, una programmazione triennale del settore e almeno due finestre annuali per la ripartizione dei contributi.
Sostegno ai lavoratori e prossimi passaggi
Il testo include un fondo emergenziale da 10 milioni di euro destinato ai lavoratori dello spettacolo e ripartito nel quadriennio 2027-2030, oltre alla sperimentazione dell'indennità di discontinuità e a interventi sulla previdenza e sugli ammortizzatori sociali della categoria. Tra le figure previste dalla delega compaiono un tax credit manager e l'affidamento a intermediari bancari della gestione del fondo di sviluppo per gli investimenti nel comparto cinematografico. Nel comunicato Giuli e Borgonzoni auspicano che l'iter parlamentare prosegua "con la stessa unità di intenti" vista in Commissione, per completare il primo passaggio prima della pausa estiva. Dopo il voto d'Aula del 31 luglio il provvedimento passerà al Senato per la seconda lettura, mentre il governo dovrà predisporre entro due anni i decreti attuativi che daranno forma operativa alla nuova Agenzia e al Polo nazionale. Il Comunicato MiC sulla riforma del cinema del 22 luglio 2026 contiene le dichiarazioni integrali dei vertici del Ministero.
Per operatori, produttori e lavoratori del comparto, il calendario da tenere sotto osservazione parte dal voto d'Aula del 31 luglio: da quella data dipendono i tempi effettivi dei decreti attuativi e l'entrata a regime della delega biennale.
Domande frequenti
Quali sono le principali novità introdotte dalla riforma del cinema e dell'audiovisivo approvata in Commissione Cultura?
La riforma prevede la creazione di due nuovi organismi: un Forum consultivo che sostituisce il Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo e un'Agenzia autonoma che assumerà le funzioni operative oggi svolte dalla Direzione generale Cinema del Ministero della Cultura.
Come sarà composto il nuovo Forum consultivo previsto dalla riforma?
Il Forum sarà composto da 22 membri: 8 esperti nominati dal Ministro nel rispetto della parità di genere, 2 designati dalla Conferenza unificata, 4 selezionati tramite bando pubblico e 8 rappresentanti di autori, lavoratori, produttori indipendenti, esercenti, piattaforme e settore videogiochi.
Che misure sono previste per il sostegno ai lavoratori dello spettacolo nella riforma?
Il testo include un fondo emergenziale da 10 milioni di euro per i lavoratori dello spettacolo ripartito tra il 2027 e il 2030, la sperimentazione dell'indennità di discontinuità e interventi su previdenza e ammortizzatori sociali.
Quali saranno i prossimi passaggi dell'iter parlamentare della riforma del cinema?
Dopo il voto d'Aula del 31 luglio alla Camera, il provvedimento passerà al Senato per la seconda lettura. Successivamente, il governo avrà due anni per emanare i decreti attuativi necessari alla piena operatività della riforma.
Cosa prevede la delega al governo contenuta nella riforma?
La delega consente al governo di emanare, entro due anni, i decreti legislativi per attuare la riforma, tra cui la costituzione formale della nuova Agenzia, la realizzazione del Polo nazionale cinema e audiovisivo che ingloberà Cinecittà e il Centro sperimentale di cinematografia, la programmazione triennale e la ripartizione periodica dei contributi.