La seconda edizione della Summer School promossa dalla Fondazione Museo della Shoah apre oggi a Roma, presso la Casina dei Vallati, e prosegue fino all'8 settembre. Le tre giornate di formazione, curate dallo storico Manuele Gianfrancesco e realizzate in collaborazione con Sapienza Università di Roma nell'ambito del progetto Sapienza 1938, sono riservate a docenti, ricercatori, studenti e operatori culturali. L'obiettivo dichiarato è mettere in dialogo ricerca storica, memoria e didattica, offrendo strumenti per affrontare la complessità della Shoah e la trasmissione della sua memoria alle nuove generazioni.
Cento partecipanti e undici realtà accademiche
Il programma riunisce 80 docenti e 22 relatori, per oltre 100 partecipanti complessivi provenienti dal mondo della ricerca, dell'università e delle istituzioni impegnate nello studio della Shoah e dell'antisemitismo. Tra le realtà rappresentate figurano la Fondazione Museo della Shoah, Sapienza Università di Roma, la Fondazione Cdec e l'Ucei, insieme agli atenei di Trieste, Firenze, Milano, Padova, alla Cattolica di Milano, all'Università Europea di Roma e alla Freie Universität Berlin. Le sessioni della Summer School Shoah sono organizzate intorno a tre assi tematici: razzismo e razzismi, memoria e memorie, percorsi e strumenti per un'educazione alla Shoah. Lezioni frontali, laboratori didattici e momenti di confronto peer to peer alternano ricerca storica e pratica educativa, con particolare attenzione all'uso di fonti, archivi e strumenti digitali.
La domanda di formazione dal mondo scolastico
L'edizione consolida la collaborazione avviata nel 2025 con Sapienza Università di Roma nell'ambito del progetto Sapienza 1938, dedicato alla ricostruzione storica delle persecuzioni antiebraiche negli atenei italiani. Il riscontro dal mondo della scuola è stato immediato: i posti riservati ai docenti sono andati esauriti in pochi minuti dall'apertura delle candidature. Il dato conferma l'esigenza di strumenti aggiornati per portare in classe la storia delle persecuzioni antiebraiche e la trasmissione della memoria alle nuove generazioni. La prima edizione, tenutasi nel 2025, aveva registrato il tutto esaurito nel giro di pochi giorni dall'apertura delle iscrizioni: la seconda accorcia ulteriormente i tempi di adesione. Il rafforzamento della partnership universitaria affianca l'impegno storico della Fondazione verso le scuole e la formazione degli insegnanti, che resta uno degli assi principali della sua attività, insieme al lavoro con ricercatori e con il pubblico dei visitatori della Casina dei Vallati.
Tra i momenti centrali del programma figurano una visita alle Fosse Ardeatine, realizzata in collaborazione con il Mausoleo, e un incontro con Tatiana Bucci in dialogo con Marcello Pezzetti sul volume 'La Shoah non finisce ad Auschwitz. I bambini di Bullenhuser Damm'. Un ulteriore approfondimento è dedicato agli archivi digitali di Sapienza 1938 come strumento per studiare e insegnare la persecuzione antiebraica. Il calendario completo, i nomi dei relatori e le modalità di partecipazione sono pubblicati sulla pagina ufficiale della Fondazione Programma completo della Summer School 2026.
Domande frequenti
A chi è rivolta la Summer School Shoah?
La Summer School Shoah è riservata a docenti, ricercatori, studenti e operatori culturali interessati allo studio e alla didattica della Shoah e delle persecuzioni antiebraiche.
Quali sono i temi principali trattati durante la Summer School?
Le tre giornate sono organizzate intorno a razzismo e razzismi, memoria e memorie, e percorsi e strumenti per un'educazione alla Shoah, alternando ricerca storica e pratica educativa.
Quali attività e modalità didattiche sono previste nel programma?
Il programma prevede lezioni frontali, laboratori didattici, momenti di confronto peer to peer, visite guidate come quella alle Fosse Ardeatine, e incontri con testimoni e studiosi.
Come si può accedere al calendario completo e ai dettagli della Summer School?
Il calendario, i nomi dei relatori e le modalità di partecipazione sono disponibili sulla pagina ufficiale della Fondazione Museo della Shoah, dove è pubblicato il programma completo.
Qual è stata la risposta del mondo scolastico all’iniziativa?
La richiesta dal mondo scolastico è stata molto alta, con i posti riservati ai docenti esauriti in pochi minuti, a conferma della necessità di strumenti aggiornati per la didattica della Shoah.