Le commissioni parlamentari hanno chiuso il 6 agosto la fase istruttoria sul testo unificato di riforma del cinema, dopo oltre cinquanta audizioni con maggioranza, opposizione e operatori della filiera. Il voto finale in Aula è previsto il 9 settembre 2026, durante la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Lo ha annunciato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile nazionale cultura di Fratelli d'Italia, al termine di un iter definito «condiviso tra maggioranza e opposizione».
Cosa prevede il testo unificato
Il provvedimento delega il Governo ad adottare criteri direttivi con tempi definiti per l'intero settore, indicati dal proponente come rimedio alla frammentazione della disciplina vigente. Viene istituito il Forum del cinema, organismo consultivo a costo zero incaricato di rappresentare la filiera e il comparto video e videoludico. Dal 2028 è prevista l'Agenzia per il cinema, chiamata a separare la gestione tecnica dall'indirizzo politico e a introdurre criteri manageriali nella distribuzione delle risorse pubbliche. La riforma sostiene le produzioni storiche e il cinema di genere, considerati un patrimonio narrativo da rilanciare sul piano industriale. Sul fronte delle infrastrutture, è previsto il rilancio di Cinecittà guidato dall'amministratrice delegata Manuela Cacciamani, la lotta alla pirateria e il finanziamento della ristrutturazione delle sale, con particolare attenzione al recupero degli schermi nelle periferie e nei piccoli centri. Un ulteriore criterio della delega riguarda la tutela del produttore indipendente, che secondo Mollicone sarà oggetto di monitoraggio in fase attuativa. L'obiettivo dichiarato è superare, dopo oltre dieci anni, l'impianto della legge 220 del 2016, che regola attualmente il sostegno al settore audiovisivo e che il presidente della Commissione descrive come «assistenziale e frammentato».
Il voto in Aula fissato durante il festival di Venezia
Il calendario dei lavori collega la conclusione dell'iter parlamentare al principale evento cinematografico italiano: il 9 settembre 2026, in piena Mostra di Venezia, l'Aula si esprimerà sul testo. Il percorso è stato accompagnato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dalla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, che hanno seguito insieme al Parlamento la fase istruttoria. Le oltre cinquanta audizioni in Commissione hanno coinvolto produttori, distributori, esercenti, sindacati di categoria, associazioni degli autori e rappresentanti del comparto videoludico. Secondo il proponente, la delega prevede un monitoraggio successivo per verificare la salvaguardia dello spirito complessivo della riforma del cinema e del produttore indipendente, componente considerata strategica nel tessuto industriale nazionale.
Con l'approvazione del 9 settembre il settore disporrà di un quadro di riferimento per la fase di scrittura dei decreti attuativi, che il Governo dovrà adottare entro i termini fissati dalla delega. Restano da definire i tempi di operatività della nuova Agenzia, la composizione del Forum e i criteri con cui verranno modulati i sostegni alla produzione, elementi che daranno la misura effettiva del cambiamento rispetto al regime vigente.
Domande frequenti
Quali sono gli elementi principali previsti dalla riforma del cinema?
La riforma prevede una delega al Governo per adottare criteri direttivi chiari per il settore, l'istituzione del Forum del cinema come organismo consultivo, la creazione dell'Agenzia per il cinema dal 2028 e il rilancio di Cinecittà, insieme a misure contro la pirateria e al finanziamento delle sale, soprattutto in periferia e nei piccoli centri.
Cosa cambierà con la creazione dell'Agenzia per il cinema?
L'Agenzia per il cinema separerà la gestione tecnica dall'indirizzo politico, introducendo criteri manageriali nella distribuzione delle risorse pubbliche e garantendo una gestione più efficiente e trasparente degli aiuti al settore.
In che modo la riforma tutela i produttori indipendenti?
La riforma include criteri specifici a tutela dei produttori indipendenti, che saranno oggetto di monitoraggio durante l'attuazione per garantirne la salvaguardia e il ruolo strategico nel tessuto industriale nazionale.
Quando avverrà il voto finale sulla riforma e perché questa data è significativa?
Il voto finale è previsto per il 9 settembre 2026, durante la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, collegando simbolicamente la conclusione dell'iter parlamentare con il principale evento del cinema italiano.
Quali sono i prossimi passaggi dopo l'approvazione della riforma in Aula?
Dopo l'approvazione, il Governo dovrà scrivere e adottare i decreti attuativi entro i termini fissati dalla delega; restano da definire la composizione del Forum, l'operatività dell'Agenzia e i criteri di sostegno alla produzione.