Loading...

Tumore del pancreas: un nuovo studio su daraxonrasib raddoppierebbe la sopravvivenza

Lo studio RASolute 302, presentato all'ASCO 2026, ha valutato l'efficacia di daraxonrasib, un nuovo inibitore orale della proteina Kras mutata, in pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico già trattati in prima linea. Coinvolgendo circa 500 pazienti in Nord America, Europa e Asia, tra cui diversi centri italiani, il farmaco ha dimostrato una significativa riduzione del rischio di morte del 60%, con una sopravvivenza mediana di 13,2 mesi rispetto ai 6,7 mesi della chemioterapia convenzionale (hazard ratio 0,40, p<0,0001). Questo rappresenta un importante progresso in una malattia notoriamente difficile da trattare. Il tumore del pancreas, con una prognosi molto sfavorevole, colpisce annualmente circa 14.270 persone in Italia, con oltre 15.000 decessi all'anno e una sopravvivenza a cinque anni poco superiore al 10%. La maggior parte delle diagnosi avviene in fasi avanzate con metastasi, per cui le opzioni terapeutiche di seconda linea sono limitate. Daraxonrasib agisce bloccando la mutazione Kras, presente in oltre il 90% dei casi di adenocarcinoma pancreatico, interrompendo la proliferazione cellulare incontrollata. La somministrazione orale giornaliera rappresenta inoltre un vantaggio logistico rispetto alla chemioterapia infusiva. Sebbene promettente, il farmaco non è ancora disponibile in Italia: seguiranno le autorizzazioni EMA e AIFA entro vari mesi, prive di programmi di uso compassionevole attivi. È importante sottolineare che il miglioramento della sopravvivenza non equivale a guarigione; il trattamento si applica a pazienti pretrattati con malattia metastatica, e il farmaco non sostituisce le terapie di prima linea. L'introduzione di daraxonrasib potrebbe rappresentare un cambiamento epocale nel trattamento della malattia, richiedendo però un’attenta integrazione nei protocolli clinici e una profilazione genetica mirata nelle fasi diagnostiche.

Pubblicato: 07/06/2026 Durata: 56 sec