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Patentino antifascista per gli editori: cosa prevede il documento Aie

La XXV edizione di "Più libri più liberi", prevista per dicembre 2026, introduce un importante cambiamento nel regolamento: ogni editore partecipante dovrà sottoscrivere un documento che afferma esplicitamente il riconoscimento dei valori antifascisti alla base della Costituzione italiana. Questo nuovo requisito si aggiunge all'articolo 24 del regolamento Aie già esistente, che chiedeva l'adesione ai valori della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell'UE e della Dichiarazione universale dei diritti umani. L'iniziativa nasce dalle tensioni emerse nell'edizione 2025, in particolare dal caso della casa editrice Passaggio al Bosco, contestata da una lettera firmata da 89 artisti e intellettuali, tra cui nomi noti come Daria Bignardi e Alessandro Barbero. La discussione pubblica che ne è derivata ha coinvolto governo, organizzatori e operatori del settore editoriale, con prese di posizione divergenti che riflettono più ampie tensioni politiche e culturali in Italia. Il nuovo documento richiesto per il 2026 prescrive che gli editori dichiarino esplicitamente il proprio sostegno ai valori antifascisti dell'ordinamento democratico. Sebbene alcuni critici abbiano parlato di "patentino antifascista" interpretandolo come una forma di censura o condizione politica per la partecipazione, gli organizzatori sottolineano come si tratti di un'attestazione in linea con l'articolo XII disposizionale della Costituzione italiana, che vieta la riorganizzazione del partito fascista. Il regolamento, pur essendo un atto privato, tende a creare chiarezza e coesione tra gli espositori, senza prevedere meccanismi di controllo sui cataloghi editoriale né rifiuti selettivi. L'obiettivo dichiarato è consolidare un principio ritenuto già sotteso nei valori costituzionali, ma adesso espresso in modo più esplicito. La polemica ha provocato accesi dibattiti politici ed editoriali. La premier Giorgia Meloni ha definito la misura come censura e impossibile da conciliare con la libertà di pensiero, mentre il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha accolto positivamente un dialogo con l'Aie per approfondire la questione. Da sinistra, esponenti come Nicola Fratoianni hanno difeso la necessità di una chiara adesione antifascista come rispetto dei valori costituzionali, rigettando le accuse di censura. Nel settore editoriale si è aperto un fronte interno con alcune provocazioni e prese di posizione contrastanti. La Fiera invece ha respinto le accuse di parte politica, invitando ufficialmente la premier all'evento e ribadendo la natura istituzionale e universale dei riferimenti normativi. Intanto, l'edizione 2026 si prepara a ospitare questa nuova fase di confronto tra editoria, politica e principi democratici.

Pubblicato: 16/06/2026