Nuovi decreti Intelligenza Artificiale in Italia: cosa cambia per lavoro e privacy
Il panorama normativo italiano sull’intelligenza artificiale ha subito un importante impulso con l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri, che ha definito due schemi di decreto legislativo attuativi fondamentali. In primo luogo, è stato destinato un investimento di 200 milioni di euro per promuovere l'integrazione dell’intelligenza artificiale nel sistema scolastico. Tale somma comprende 100 milioni di euro aggiuntivi per la formazione dei docenti focalizzata sulla gestione consapevole dell’uso dei social, delle piattaforme digitali e dell’IA da parte dei minori. L’intelligenza artificiale viene così integrata stabilmente nei percorsi educativi del secondo ciclo, con un’attenzione particolare a competenze STEAM, educazione civica e formazione permanente del personale docente, affiancata da comitati tecnico-etici. Inoltre, il discorso si estende a università, AFAM, ITS Academy e alla pubblica amministrazione con iniziative di alfabetizzazione e riqualificazione. Nel settore del lavoro, la normativa introduce un principio di responsabilità umana nelle decisioni che influenzano i rapporti contrattuali, stabilendo che nessuna misura disciplinare, di assunzione o licenziamento possa basarsi esclusivamente su un algoritmo. La decisione finale deve essere presa da una persona fisica, e nel caso di licenziamenti o provvedimenti automatici ingiustificati, l’atto è nullo. Ciò implica per le aziende un obbligo di trasparenza e documentazione, in linea con le disposizioni dell’AI Act per evitare discriminazioni e automatizzazioni opache. Dal punto di vista della sicurezza e governance, è stata delineata una struttura di autorità competenti, tra cui AgID, ACN, Banca d’Italia, Consob, Ivass e il Garante Privacy, che collaboreranno per garantire il controllo sui sistemi IA ad alto rischio. Sul piano della sicurezza pubblica, l’identificazione biometrica remota in tempo reale è fortemente regolata, consentita solo per motivi gravi e previo autorizzazione giudiziaria. È proibita la formazione indiscriminata di banche dati biometriche da fonti web. Infine, il codice penale viene aggiornato con un nuovo articolo che introduce un reato specifico per la mancata adozione o manipolazione delle misure di sicurezza in sistemi IA ad alto rischio, prevedendo responsabilità anche per enti in chiave organizzativa. I decreti continueranno l’iter parlamentare per l’adozione definitiva.