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Les blocages a Roma: classi pollaio, precari e caro libri in cifre
Scuola

Les blocages a Roma: classi pollaio, precari e caro libri in cifre

Perché gli studenti romani vogliono «fare come in Francia»: 460mila in classi oltre 25, 232mila supplenze, 1.219€ di rientro. I dati dietro Les blocages.

«Facciamo come in Francia»: lo slogan Les blocages risuona nei licei romani, dopo le occupazioni di ieri a Torino e in vista delle manifestazioni del 17 ottobre e del 20 novembre annunciate dalla Rete degli Studenti Medi del Lazio.

Da piazza dell'Immacolata a Parigi

L'assemblea pubblica convocata ieri in piazza dell'Immacolata ha riunito i rappresentanti di Cavour, Orazio, Giulio Cesare, Avogadro e Montessori. Oggi una delegazione della Rete degli Studenti Medi è a Parigi al fianco dei coetanei francesi, mentre il collettivo Osa ha già portato in strada i primi presidi davanti al liceo Enzo Rossi.

In Francia la settimana scorsa fra 400 e 500 scuole superiori sono rimaste parzialmente o totalmente chiuse, con oltre 5.000 fermi segnalati dall'Ansa e 24 istituti incendiati o saccheggiati dall'inizio della protesta, secondo il ministro francese Édouard Geffray. Lo slogan Les blocages viene da lì, dalle banlieue di Saint-Denis dove gli studenti denunciano topi negli edifici, muri che si sgretolano e insegnanti assenti mai sostituiti. Per approfondire la cronaca dei primi presidi romani: cortei degli studenti Osa davanti al liceo Enzo Rossi.

I tre motivi della protesta tradotti in cifre

Gli studenti romani indicano tre bersagli: classi sovraffollate, docenti precari, caro libri. Ciascuno si può quantificare con dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito e dell'Osservatorio Federconsumatori, e insieme restituiscono il quadro di cui parlano i manifesti.

Classi pollaio. Secondo i dati del portale MIM relativi all'anno scolastico 2025/2026, le classi oltre i limiti normativi sono 6.225 su 317.668, pari all'1,96%. Guardando però alla sola secondaria di secondo grado, le classi con più di 25 studenti sono circa 17.000 e ospitano oltre 460.000 adolescenti. La concentrazione è disomogenea: Emilia-Romagna 3,26%, Veneto 2,89%, Liguria 2,56% le regioni con la quota più alta.

Docenti precari. Nel 2025/2026 i contratti di supplenza hanno toccato quota 232.000, a fronte di 41.901 immissioni in ruolo. Sostanzialmente un docente ogni quattro in cattedra è precario. La Flc Cgil, che oggi ha espresso solidarietà agli studenti, alza la stima a 302.000 includendo il personale Ata. Per capire il clima professionale basta ricordare che la giornata mondiale dei docenti 2026 racconta più autonomia e meno riconoscimento.

Caro libri. L'Osservatorio Federconsumatori stima per il rientro 2026/2027 una spesa media di 673,60 euro per il corredo e 545,66 euro per libri di testo e due dizionari, totale 1.219,26 euro a studente, con rincari del 2,3% su corredi e dell'1,6% su libri. In una prima superiore si arriva a 1.478,75 euro, in prima media si supera comunque i 1.235 euro.

Dietro i tre numeri c'è un dato strutturale che spiega perché Roma guarda a Parigi. Nel 2023 l'Italia ha destinato all'istruzione il 4,1% del PIL, contro una media UE del 4,7%, mentre la Francia resta sopra la media europea con quote vicine al 5,3% rilevate da Pagella Politica sui dati Eurostat: oltre un punto di PIL di differenza, che vale miliardi di investimenti ogni anno. I dati di dettaglio sono negli open data Eurostat sulla spesa pubblica in istruzione.

Cosa succede ora nelle scuole

La Rete degli Studenti Medi del Lazio ha già fissato due date: 17 ottobre e 20 novembre, con assemblee, cortei e la possibilità concreta di occupazioni, come quelle avvenute a Torino. «Le rivendicazioni degli studenti francesi sono le nostre», ha dichiarato il coordinatore regionale Simone Montori, «a Roma come a Parigi affrontiamo governi che rispondono ai giovani con tagli e precarietà».

Sulla sicurezza nelle scuole romane pesa anche il contesto delle ultime settimane, con il clima descritto nel caso della professoressa accoltellata e aggressioni ai docenti triplicate dal 2018. Il Viminale ha diffuso un'allerta per gli istituti coinvolti e il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha ribadito che le classi pollaio «non esistono più».

La prossima verifica è il 17 ottobre: numero di scuole aderenti e tenuta del fronte studentesco diranno se Les blocages resta uno slogan o si trasforma in una stagione lunga di mobilitazioni, con il voto sui bilanci statali del 2027 all'orizzonte. Il quadro delle assunzioni, delle supplenze e dei posti di sostegno è riepilogato nel comunicato MIM di apertura dell'anno scolastico 2025/2026.

Domande frequenti

Quali sono i principali motivi della protesta degli studenti romani?

Gli studenti protestano contro le classi sovraffollate (classi pollaio), l'elevato numero di docenti precari e il caro libri, tutti problemi quantificati da dati ufficiali del Ministero e di Federconsumatori.

Cosa si intende per classi pollaio e qual è la situazione a Roma e in Italia?

Le classi pollaio sono quelle che superano il limite normativo di studenti per classe. Nel 2025/2026 sono 6.225 su 317.668 a livello nazionale, ma nella sola scuola secondaria di secondo grado oltre 17.000 classi ospitano più di 25 studenti, coinvolgendo oltre 460.000 adolescenti.

Quanto incide la precarietà dei docenti nelle scuole italiane?

Nel 2025/2026 ci sono 232.000 contratti di supplenza rispetto a 41.901 immissioni in ruolo, quindi circa un docente su quattro è precario. Secondo la Flc Cgil, includendo il personale Ata, la cifra sale a 302.000 precari.

Qual è la spesa media che una famiglia affronta per il corredo scolastico e i libri?

Per l'anno scolastico 2026/2027, la spesa media stimata è di 1.219,26 euro a studente, di cui 673,60 euro per il corredo e 545,66 euro per libri di testo e dizionari; in prima superiore si arriva a quasi 1.500 euro.

Come si posiziona l'Italia rispetto alla Francia e alla media UE nella spesa per l'istruzione?

Nel 2023 l'Italia ha destinato il 4,1% del PIL all'istruzione, sotto la media UE del 4,7%, mentre la Francia supera il 5,3%, investendo quindi oltre un punto di PIL in più rispetto all'Italia.

Quali sono le prossime iniziative previste dagli studenti romani?

La Rete degli Studenti Medi del Lazio ha programmato manifestazioni e assemblee il 17 ottobre e il 20 novembre, con la possibilità di ulteriori occupazioni e cortei sul modello delle proteste francesi.

Pubblicato il: 6 ottobre 2026 alle ore 16:24

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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