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L'Italia prepara il ritorno al nucleare: tempi, costi e ruolo dei mini reattori SMR

Il disegno di legge sul nucleare sostenibile, approvato in prima lettura dalla Camera a giugno 2026, segna la riapertura del dibattito nucleare in Italia, fermo da decenni. Il provvedimento punta all’introduzione di Small Modular Reactors (SMR) di terza generazione, con entrata in funzione prevista tra il 2034 e il 2035, e successivamente di Advanced Modular Reactors (AMR) di quarta generazione attorno al 2040. La legge delega il governo a definire programmazione, governance, sicurezza e gestione dell’intero ciclo di vita degli impianti, incentivando la partecipazione anche privata e prevedendo incentivi per i territori ospitanti. Nuclitalia, partecipata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, è chiamata a selezionare le tecnologie più adatte al contesto italiano. Il programma nucleare prevede una quota nucleare da inserire nel mix energetico nazionale tra l’11% e il 22%, con un’ipotesi di circa 70 SMR, anche se il numero potrà variare in base alla domanda e ai costi di mercato. Dal punto di vista economico, i costi di produzione dell’energia nucleare sono stimati tra 145 e 238 dollari/MWh, molto più alti rispetto a quelli delle rinnovabili come fotovoltaico ed eolico, rispettivamente 22-53 e 45-78 dollari/MWh. Studi indicano un impatto limitato del nucleare sui prezzi finali dell’energia, considerando anche gli incentivi pubblici necessari. La questione del deposito unico per i rifiuti radioattivi rimane irrisolta da decenni, rappresentando un nodo politico e tecnico cruciale. Il percorso legislativo e industriale del nucleare italiano si svolge in un contesto europeo favorevole alla flessibilità fiscale per gli investimenti energetici, con possibilità di sforamento del patto di stabilità fino a 14 miliardi di euro per l’Italia. La riapertura del dibattito nucleare si confronta con il passato referendario che ha escluso il nucleare a seguito di Chernobyl e Fukushima. Il governo punta su trasparenza, informazione e coinvolgimento della società, in particolare delle nuove generazioni, per superare opposizioni storiche e integrare il nucleare in una strategia energetica di lungo periodo, anticipando sviluppi tecnologici e industriali da qui al 2040 e oltre.

Pubblicato: 08/06/2026 Durata: 70 sec