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L'Italia prepara il ritorno al nucleare: tempi, costi e ruolo dei mini reattori SMR
Editoriali

L'Italia prepara il ritorno al nucleare: tempi, costi e ruolo dei mini reattori SMR

Cosa prevede il DDL nucleare sostenibile, quando arriveranno i mini reattori SMR e quanto costano rispetto a fotovoltaico ed eolico: la guida 2026.

La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge sul nucleare sostenibile, riaprendo un dossier che in Italia era stato chiuso da due referendum. Il provvedimento punta sui mini reattori di terza e quarta generazione, con un orizzonte di entrata in funzione fissato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin tra il 2034 e il 2035.

Indice: In breve | Cos'è il nucleare sostenibile secondo il DDL 2026 | Quando arriveranno i mini reattori SMR in Italia | Le tappe della roadmap nucleare in Italia | I costi del nucleare a confronto con fotovoltaico ed eolico | Quanti SMR servono e quanto peseranno nel mix energetico | La flessibilità fiscale europea e il nodo difesa-energia | Referendum 1987 e 2011: cosa cambia oggi | Errori comuni nel raccontare il ritorno del nucleare | Domande frequenti

In breve

  • Il DDL è stato approvato in prima lettura alla Camera nel giugno 2026.
  • L'entrata in funzione dei primi mini reattori SMR è prevista tra il 2034 e il 2035; gli AMR di quarta generazione non prima del 2040.
  • Il PNIEC stima per il nucleare una quota tra l'11% e il 22% del mix energetico, con un'ipotesi non vincolante di circa 70 SMR.
  • Il CSIRO australiano valuta i nuovi reattori tra 145 e 238 dollari per MWh contro 22-53 dollari del fotovoltaico.
  • Sul fronte industriale, dal 2025 opera Nuclitalia, partecipata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo.

Cos'è il nucleare sostenibile secondo il DDL 2026

Il disegno di legge è una delega al governo per il rientro del nucleare nel mix energetico nazionale. Definisce programmazione, governance, rafforzamento dell'Ispettorato per la sicurezza nucleare e l'intero ciclo di vita degli impianti. La cornice tecnica è quella degli Small Modular Reactors, gli SMR di terza generazione avanzata, con dimensioni paragonabili a tre campi da calcio, affidati anche a gestori privati.

I promotori dei progetti, anche privati, dovranno coprire autonomamente i costi di costruzione, gestione e smantellamento. Sono previsti incentivi per i territori che ospiteranno i reattori, una scelta che anticipa il nodo dell'individuazione dei siti. Il percorso era iniziato nel 2023 con la Piattaforma nazionale per il nucleare - MASE, il gruppo di lavoro che ha redatto i rapporti conclusivi su tecnologie, costi e governance.

Quando arriveranno i mini reattori SMR in Italia

Le date sono lo snodo principale del provvedimento. Pichetto Fratin colloca l'entrata in servizio dei primi SMR di terza generazione tra il 2034 e il 2035, "quando avremo la capacità di una produzione standardizzata: oggi siamo alle sperimentazioni". Gli AMR di quarta generazione, i reattori veloci raffreddati al piombo capaci di non emettere scorie, non saranno disponibili prima del 2040.

Sul fronte industriale, Nuclitalia, costituita nel 2025 e partecipata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, ha il mandato di valutare le tecnologie più adatte al contesto italiano. L'Italia ha aderito all'Alleanza nucleare europea a guida francese, partecipa all'Alleanza industriale sugli SMR e al fondo IPCEI dedicato alle tecnologie nucleari innovative.

Le tappe della roadmap nucleare in Italia

  1. 2023: nasce presso il MASE la Piattaforma nazionale per analizzare tecnologie e governance del rientro al nucleare.
  2. 2025: è costituita Nuclitalia, partecipata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, per la selezione delle tecnologie applicabili al sistema elettrico italiano.
  3. Giugno 2026: la Camera approva in prima lettura il DDL, con la legge delega al governo.
  4. Decennio 2030-2035: prevista la maturazione tecnologica e l'entrata in servizio dei primi SMR di terza generazione avanzata.
  5. Dopo il 2040: orizzonte ipotizzato per gli AMR di quarta generazione, i reattori veloci raffreddati al piombo.

I costi del nucleare a confronto con fotovoltaico ed eolico

Il dato più discusso del dossier riguarda i costi. Il CSIRO, l'agenzia scientifica nazionale australiana, nel rapporto GenCost 2023-24 stima per i nuovi reattori nucleari un costo tra 145 e 238 dollari per megawattora, contro 22-53 dollari del fotovoltaico e 45-78 dollari dell'eolico. L'IRENA segnala che oltre il 90% dei nuovi impianti rinnovabili nel mondo produce energia a costi inferiori rispetto alle alternative fossili, e che il costo delle batterie è diminuito di oltre il 90% dal 2010.

La Banca d'Italia, in uno studio del 2025, ha evidenziato che il ritorno del nucleare difficilmente avrebbe effetti significativi sulla riduzione delle bollette elettriche per famiglie e imprese. Tra le ragioni indicate ci sono costi elevati e difficili da stimare, tecnologie ancora non mature e ricadute sulla finanza pubblica dagli incentivi necessari per rendere sostenibili gli investimenti.

Quanti SMR servono e quanto peseranno nel mix energetico

Il PNIEC fissa la quota di nucleare nel mix energetico nazionale tra l'11% e il 22%. Pichetto Fratin definisce "una forbice molto larga" e ammette che la valutazione "è ancora abbastanza difficile". Il ministro ha citato un'ipotesi di circa 70 SMR, ma ha aggiunto che "si possa stare anche con molto meno", legando il numero finale alla domanda, ai prezzi e alla consapevolezza del mercato.

Resta aperto il tema dei rifiuti radioattivi, che riguarda sia il nuovo ciclo sia il lascito dei vecchi impianti chiusi negli anni Ottanta. Il deposito nazionale unico non è ancora individuato. Il relatore del DDL Luca Squeri, di Forza Italia, ha definito il deposito "l'unica vera obiezione legittima" portata dalle opposizioni e ha parlato di "30 anni di ritardo" non imputabili all'attuale governo.

La flessibilità fiscale europea e il nodo difesa-energia

Il giorno prima del voto alla Camera, la Commissione europea ha inserito nel pacchetto primaverile del semestre europeo 2026 la possibilità per gli Stati membri di richiedere flessibilità fiscale per investimenti in sicurezza energetica, attingendo alla stessa clausola di salvaguardia nazionale pensata per le spese di difesa. L'Italia potrà spendere nei prossimi tre anni fino allo 0,3% del PIL in investimenti energetici anziché in difesa, senza superare lo 0,6% complessivo: circa 14 miliardi di euro.

La flessibilità riguarda solo investimenti strutturali, con ricadute future, non sull'attuale aumento di benzina e gas. Pichetto Fratin è stato prudente sull'uso dei fondi per il nucleare: "valuteremo quali sono tanti gli interventi decarbonizzabili che possono essere inseriti". L'europarlamentare Letizia Moratti e Riccardo Zucconi di Fratelli d'Italia hanno auspicato l'uso della clausola anche per il nucleare, nel quadro della decarbonizzazione al 2050.

Referendum 1987 e 2011: cosa cambia oggi

Il nucleare in Italia è stato bocciato da due referendum. Il primo si è svolto nel 1987, pochi mesi dopo il disastro di Chernobyl del 26 aprile 1986. Il secondo nel 2011, sull'onda dell'incidente alla centrale di Fukushima dell'11 marzo dello stesso anno. Pichetto Fratin non esclude una terza tornata referendaria, ma sottolinea "una maggiore propensione da parte dei giovani" verso il nucleare. Il punto, ammette il ministro, è di trasparenza informativa: "Quello che dobbiamo fare è dare davvero tutte le informazioni necessarie".

Errori comuni nel raccontare il ritorno del nucleare

Confondere SMR e centrali tradizionali: gli SMR sono modulari, con potenze e dimensioni inferiori, ma restano fissione, non fusione. Non si tratta di micro-impianti domestici.

Considerare i tempi vicini: il 2034-2035 è la data prevista per i primi reattori, non l'anno in cui il nucleare coprirà l'11-22% del mix. La quota PNIEC è di lungo periodo.

Dare per scontato l'effetto sulle bollette: la Banca d'Italia, nel 2025, segnala un impatto incerto, dipendente dagli incentivi pubblici alla filiera.

Trattare il deposito rifiuti come un problema nuovo: il deposito nazionale unico è in attesa da trent'anni e riguarda anche i vecchi impianti chiusi e i rifiuti del settore medico.

Domande frequenti

Cosa prevede il DDL nucleare sostenibile?

È una legge delega al governo per il rientro del nucleare con SMR di terza generazione e AMR di quarta. Definisce programmazione, governance, sicurezza e l'intero ciclo di vita degli impianti, dalla costruzione alla gestione dei rifiuti.

Quanti mini reattori SMR sono previsti in Italia?

Pichetto Fratin ha citato un'ipotesi di circa 70 SMR, ma ha ammesso che il numero finale potrebbe essere "molto meno". Il PNIEC stima per il nucleare una quota tra l'11% e il 22% del mix energetico.

Quanto costa l'energia nucleare rispetto al fotovoltaico?

Secondo il rapporto CSIRO GenCost 2023-24, gli SMR e i nuovi reattori convenzionali costano tra 145 e 238 dollari per MWh, contro 22-53 dollari del fotovoltaico e 45-78 dollari dell'eolico. La Banca d'Italia nel 2025 indica un impatto incerto sulle bollette.

Quando entreranno in funzione i mini reattori?

L'orizzonte indicato dal ministro Pichetto Fratin è il 2034-2035 per gli SMR di terza generazione. Gli AMR di quarta generazione, raffreddati al piombo, non saranno disponibili prima del 2040.

Servirà un nuovo referendum sul nucleare?

Non è escluso. I precedenti sono del 1987, dopo Chernobyl, e del 2011, dopo Fukushima. Il governo punta sull'informazione e sui dati per ottenere consenso, e rileva una maggiore apertura tra i giovani. Il calendario indicato da Pichetto Fratin colloca il nucleare italiano nel decennio 2030, in parallelo a una traiettoria delle rinnovabili che oggi mostra costi più bassi e tempi di realizzazione più brevi. Il dossier aperto dalla Camera è una scommessa di lungo periodo, in cui pesano sicurezza energetica, finanza pubblica e accettazione sociale. I prossimi passaggi parlamentari, insieme alle valutazioni di Nuclitalia e dell'ISIN, diranno quale parte di quella scommessa diventerà infrastruttura reale.

Pubblicato il: 8 giugno 2026 alle ore 16:50

Ilaria Brozzi

Articolo creato da

Ilaria Brozzi

Giornalista Pubblicista Ilaria Brozzi è naturalista e biologa con una forte passione per la divulgazione scientifica. Laureata in Scienze Naturali e in Genetica e Biologia Molecolare, nel corso del suo percorso accademico e professionale ha approfondito lo studio dei processi biologici e degli equilibri che regolano i sistemi naturali, sia a livello macroscopico sia molecolare. Ha svolto attività di ricerca presso il CNR–IBPM (Istituto di Biologia e Patologia Molecolari) della Sapienza Università di Roma, occupandosi in particolare di biologia vegetale. Nel corso della sua esperienza professionale ha inoltre avuto modo di confrontarsi con diverse realtà lavorative che, pur non sempre direttamente collegate al suo ambito di studi, hanno contribuito ad ampliare il suo sguardo interdisciplinare e la sua capacità di analizzare fenomeni complessi da prospettive differenti. Parallelamente all’interesse per la ricerca, coltiva da sempre una forte vocazione per la divulgazione scientifica, con particolare attenzione alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni e alla promozione di una cultura scientifica consapevole e accessibile. Su edunews24.it si occupa di scuola e università, con un focus sui temi della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione scientifica, promuovendo una divulgazione chiara, accessibile e basata su fonti scientifiche affidabili. Tra le sue principali passioni figurano lo sport e la musica, che rappresentano per lei importanti strumenti di equilibrio, disciplina ed energia.

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