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Filosofia e Intelligenza Artificiale: perché i filosofi sono sempre più richiesti nelle aziende AI

Negli ultimi anni, il ruolo del filosofo applicato in azienda ha acquisito un’importanza strategica senza precedenti, soprattutto nel contesto dell’intelligenza artificiale (AI). Un esempio emblematico è Amanda Askell, filosofa scozzese laureata a Oxford e NYU, responsabile dell’allineamento etico del modello Claude in Anthropic, una delle aziende leader valutata 350 miliardi di dollari. La sua lavoro, incarnato nella "constitution" da 30.000 parole, stabilisce come il modello affronta dilemmi morali e questioni identitarie. Questa scelta riflette una tendenza organizzativa che assegna le decisioni di valore non a comitati tecnici ma a filosofi con competenze interdisciplinari, integrando etica, logica e tecnologia. Inoltre, il nuovo quadro normativo europeo con l’AI Act impone obblighi stringenti per i sistemi AI ad alto rischio, rendendo strutturale la presenza di figure etiche all’interno di imprese e istituzioni. Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, le competenze cognitive e interpersonali come pensiero analitico, creatività, leadership, curiosità e apprendimento permanente si affiancano e integrano le abilità tecnologiche. In particolare, la resilienza e l’agilità sono indispensabili per gestire le rapide trasformazioni del mercato del lavoro. Questa sinergia tra competenze umanistiche e STEM è cruciale per rispondere alla domanda del mercato, che richiede professionisti capaci di interfacciarsi efficacemente con team multidisciplinari e con la tecnologia emergente, valorizzando allo stesso tempo l’aspetto etico e sociale dell’AI. In Italia si inaugura un percorso formativo innovativo con la laurea triennale in Filosofia e Intelligenza Artificiale presso La Sapienza di Roma dal 2022/23, unendo dipartimenti umanistici e tecnologici per formare figure poliedriche. A livello magistrale e dottorale crescono programmi focalizzati su AI Ethics e Digital Humanities. L’inserimento di filosofi in aziende AI, studi legali, banche e pubbliche amministrazioni supporta la valutazione etica e la conformità normativa, come prescritto dall’AI Act. Tuttavia, permane la necessità di evitare errori comuni, come il considerare le discipline umanistiche in alternativa alle STEM o sottostimare il valore dell’alfabetizzazione tecnica nella filosofia applicata. La professione di AI ethicist si consolida così come un ponte imprescindibile tra tecnologia, normativa e valori umani nel contesto lavorativo attuale e futuro.

Pubblicato: 03/06/2026 Durata: 113 sec