Figli boomerang in Italia: dopo aver trovato l'indipendenza tornano a vivere con i genitori
Il fenomeno dei figli boomerang riguarda giovani adulti tra i 20 e i 35 anni che, dopo aver raggiunto un'indipendenza abitativa temporanea, tornano a vivere con i genitori. In Italia, l'età media di uscita dalla casa d'origine è di 30,1 anni, superiore alla media europea di 26,2 anni, con oltre due terzi dei giovani 18-34enni ancora conviventi con almeno un genitore. Questa situazione è particolarmente accentuata nelle grandi città come Milano, Roma, Firenze e Bologna, dove gli affitti elevati e le difficoltà di accesso al mutuo impediscono una stabile indipendenza abitativa. Le cause economiche principali sono tre: la precarietà lavorativa con stipendi bassi, il costo elevato degli affitti e le barriere d'accesso al finanziamento per la casa, oltre a una strategia di risparmio prudenziale per l'acquisto futuro. Il dibattito pubblico spesso confonde figli boomerang con i "bamboccioni", cioè giovani che non hanno mai lasciato la casa dei genitori, trascurando così le cause strutturali e attribuendo erroneamente il fenomeno a fattori culturali o a fallimenti individuali. Il fenomeno non riguarda solo l'Italia: anche paesi come Croazia, Slovacchia e Grecia mostrano tassi simili, mentre nei paesi nordici, politiche abitative efficaci e un mercato delle locazioni accessibile favoriscono un'età di uscita intorno ai 22 anni. La realtà italiana mostra che fino a quando non si bilanceranno stipendi, affitti e accesso al credito, la permanenza in famiglia dei giovani adulti rimarrà una necessità più che una scelta.