Loading...

El Niño 2026 sempre più probabile: OMM lancia l'allarme sul clima mondiale

El Niño 2026 è stato confermato con un'alta probabilità di manifestarsi tra giugno e agosto, con il 90% di persistenza fino a novembre e una possibile estensione fino all'inizio del 2027. Questo fenomeno climatico naturale, parte del ciclo ENSO, si caratterizza per il riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, influenzando le condizioni atmosferiche e le precipitazioni a livello globale. L'allerta è stata rafforzata dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) e supportata da dati satellitari e modelli numerici, evidenziando un bacino di calore sottomarino che alimenterà il fenomeno. Le implicazioni regionali di El Niño 2026 sono molteplici e diversificate: in Asia meridionale si attendono precipitazioni inferiori alla media con possibili danni alle coltivazioni di riso e cotone, mentre il Corno d'Africa potrebbe affrontare condizioni di siccità esacerbate. In America Centrale, la produzione agricola come mais e caffè è a rischio a causa della carenza di piogge, mentre l'Europa occidentale dovrebbe sperimentare temperature sopra la media e una variabilità climatica accentuata. Sul versante della costa pacifica sudamericana, peruviani ed ecuadoriani dovranno fronteggiare piogge intense e il rischio di eventi estremi come frane. È fondamentale distinguere il fenomeno naturale di El Niño dal riscaldamento globale antropico e interpretare correttamente le probabilità offerte dalle previsioni per evitare allarmismi impropri o sottovalutazioni. La gestione e la preparazione a questo evento climatico devono basarsi sui bollettini aggiornati e includere strategie integrate nelle politiche agricole, energetiche e di gestione delle risorse idriche. La finestra strategica per la pianificazione è nelle prossime settimane, in attesa di ulteriori dettagli sull'intensità del picco e sull'estensione territoriale degli impatti.

Pubblicato: 10/06/2026 Durata: 110 sec