Giovedì 11 settembre 2026 si apre la stagione dei test di ammissione universitari a numero programmato: 80 quesiti in 150 minuti per conquistare uno degli 11.732 posti disponibili in Scienze della formazione primaria. Un anno fa i posti erano 11.605, tre anni fa poco più di 10.500.
Il test in numeri
La prova, disciplinata dal Decreto ministeriale 931 del 3 luglio 2026, si svolge nello stesso giorno in tutti gli atenei italiani. Ogni università predispone i propri quesiti seguendo l'Allegato A: 40 domande di competenza linguistica e ragionamento logico, 20 di cultura letteraria, storico-sociale e geografica, 20 di cultura matematico-scientifica.
Il candidato ha 150 minuti. Ogni risposta esatta vale 1 punto, le risposte errate o omesse valgono 0: nessuna penalità, ma nemmeno risposte gratis. La soglia per entrare in graduatoria è fissata a 55/80. Sotto quel punteggio si è tecnicamente non idonei, ma non necessariamente esclusi dall'ateneo scelto.
Dopo l'11 settembre il calendario ministeriale prosegue con le professioni sanitarie il 16 e 17, Architettura entro il 30, Medicina e Odontoiatria in inglese sempre il 30, poi le lauree magistrali sanitarie il 5 e 7 ottobre. Un calendario compresso in meno di trenta giorni.
Il vero peso del bonus inglese
Qui c'è il fattore che pesa davvero sulla posizione in graduatoria e che viene spesso liquidato come dettaglio. Chi possiede una certificazione di inglese di almeno livello B1 riconosciuta dal MIM ottiene punti aggiuntivi sommati direttamente al risultato della prova. Il decreto fissa la scala: 3 punti per il B1, 5 per il B2, 7 per il C1, 10 per il C2. In caso di più certificazioni si conteggia solo quella di livello più alto, senza cumulo.
Tradotto in percentuale, un C2 vale il 12,5% del punteggio massimo. Per un candidato che chiude la prova sui 55-65 punti la certificazione può spostare la posizione di decine di caselle in graduatoria di ateneo, e cambiare l'esito dell'iscrizione.
L'elemento decisivo, però, sta nel comma 12 dell'articolo 1 del decreto: se un ateneo non copre tutti i posti disponibili con i candidati idonei sopra 55/80, apre una seconda graduatoria composta dai non idonei. In quella graduatoria di scorrimento il punteggio finale include sia i risultati della prova sia il bonus della certificazione linguistica. Chi ha superato la soglia resta comunque davanti, il bonus non permette il sorpasso. Ma tra i non idonei dello stesso ateneo, i 3-10 punti del certificato B1-C2 diventano il vero elemento discriminante, capace di determinare l'ammissione a un corso anche con una prova chiusa sotto la soglia dei 55 punti su 80.
Strategia per gli 11.732 posti
Rispetto a tre anni fa i posti autorizzati sono cresciuti di oltre 1.200 unità (+11,7% dal 2023/2024), un incremento pensato per ampliare il bacino di reclutamento dei futuri maestri di infanzia e primaria. Ai 11.732 posti del contingente UE si aggiungono 205 posti riservati agli studenti extra-UE residenti all'estero, per un totale di 11.937 immatricolabili.
La distribuzione, però, non è uniforme: nelle sedi più ambite (Milano Bicocca, Bologna, Roma Tre) il rapporto candidati/posti supera storicamente il 4 a 1, mentre negli atenei del Centro-Sud e del Nord-Est lo scorrimento nei non idonei è la norma. Chi punta a un ateneo affollato deve mirare al superamento netto della soglia (obiettivo realistico: 65-70/80) e portare in dote la certificazione di livello più alto possibile. Chi si iscrive dove è probabile lo scorrimento può presentarsi anche con un punteggio più basso, purché accompagnato da almeno un B2.
Il termine per allegare la certificazione varia da bando a bando: va verificato sul sito della propria università prima del test, perché una scadenza mancata annulla il diritto all'integrazione del punteggio.
Domande frequenti
Quanti sono i posti disponibili per il corso di Scienze della formazione primaria nel 2026?
Per l'anno 2026 sono disponibili 11.732 posti per i candidati dell'Unione Europea e 205 posti riservati agli studenti extra-UE residenti all'estero, per un totale di 11.937 posti.
Come funziona il bonus inglese nel test di ammissione?
Chi possiede una certificazione di inglese riconosciuta dal MIM ottiene un bonus da 3 a 10 punti, a seconda del livello (B1-C2), che viene aggiunto direttamente al punteggio della prova. Viene considerata solo la certificazione di livello più alto presentata dal candidato.
Qual è la soglia minima per essere considerati idonei e cosa succede se non la si raggiunge?
La soglia per entrare in graduatoria è fissata a 55 su 80. Chi ottiene meno di 55 punti è considerato non idoneo, ma può comunque essere ammesso se l'ateneo apre una seconda graduatoria per coprire i posti disponibili.
Come sono suddivise le domande del test di ammissione?
Il test prevede 80 domande suddivise in 40 quesiti di competenza linguistica e ragionamento logico, 20 di cultura letteraria, storico-sociale e geografica, e 20 di cultura matematico-scientifica, da svolgere in 150 minuti.
Come e quando va presentata la certificazione di inglese per ottenere il bonus?
Il termine e le modalità di presentazione della certificazione variano da ateneo ad ateneo e devono essere verificate sul sito della propria università prima del test. La mancata presentazione entro la scadenza prevista comporta la perdita del diritto al bonus.
In che modo il bonus inglese incide sulle graduatorie, soprattutto per chi non supera la soglia di idoneità?
Nella graduatoria di scorrimento fra i non idonei, il bonus inglese può essere determinante per l'ammissione, perché i punti aggiuntivi fanno la differenza tra candidati con punteggi simili. Tuttavia, chi ha superato la soglia resta comunque prioritario rispetto ai non idonei.