- Il labirinto dei dipartimenti
- Servizio sociale: cinque facoltà, un solo corso
- Scienze motorie, non solo Medicina
- Scienze politiche: tra Giurisprudenza ed Economia
- Scienze del turismo: il corso più "nomade" d'Italia
- Psicologia: dalla Medicina alle Scienze Umanistiche
- Cosa cambia davvero per lo studente
- Come orientarsi nella scelta
- Domande frequenti
Il labirinto dei dipartimenti
Chi si appresta a scegliere un corso di laurea nelle università italiane si trova spesso davanti a una scoperta sconcertante: lo stesso identico percorso di studi può essere incardinato in dipartimenti radicalmente diversi a seconda dell'ateneo. Non si tratta di un'anomalia, ma di una caratteristica strutturale del sistema accademico italiano, frutto della riforma Gelmini (legge 240/2010) che ha riorganizzato le facoltà in dipartimenti dotati di ampia autonomia organizzativa.
Il risultato? Un aspirante studente di Psicologia potrebbe ritrovarsi iscritto a Medicina in un ateneo e a Scienze della Formazione in un altro. E la cosa non è affatto irrilevante: il dipartimento di appartenenza influenza il piano di studi, l'impostazione didattica, le competenze dei docenti e persino le opportunità di tirocinio.
Stando a quanto emerge da una ricognizione aggiornata dell'offerta formativa per l'anno accademico 2025/2026, almeno cinque aree disciplinari presentano questa frammentazione in modo particolarmente marcato.
Servizio sociale: cinque facoltà, un solo corso
Il caso più eclatante è quello dei corsi di Servizio sociale. La classe di laurea L-39 si ritrova distribuita in ben cinque contesti dipartimentali differenti:
- Scienze Umanistiche
- Scienze Politiche
- Scienze della Formazione
- Economia
- Giurisprudenza
La ragione è intuibile: il lavoro sociale si colloca all'incrocio tra discipline sociologiche, giuridiche, pedagogiche ed economiche. Ogni ateneo, in base alla propria tradizione accademica e alle competenze del corpo docente, ha scelto la collocazione ritenuta più coerente. Per chi cerca informazioni sulla facoltà di Servizio sociale, però, questa varietà può generare confusione. Un corso incardinato in Giurisprudenza avrà verosimilmente un'impostazione più orientata al diritto amministrativo e alla legislazione sociale, mentre uno collocato in Scienze della Formazione punterà maggiormente sugli aspetti pedagogici e relazionali.
Scienze motorie, non solo Medicina
Anche Scienze motorie sfugge a una collocazione univoca. Il corso, che rientra nella classe L-22, si trova principalmente in tre aree:
- Medicina e Chirurgia — dove prevale l'approccio biomedico e fisiologico
- Scienze della Formazione — con un'impronta più legata alla didattica e alla pedagogia del movimento
- Scienze del Benessere — denominazione adottata da alcuni atenei per dipartimenti di nuova istituzione
La differenza non è solo nominale. Uno studente che frequenta Scienze motorie in un dipartimento medico avrà probabilmente più ore di anatomia, fisiologia e biochimica. Chi invece si iscrive allo stesso corso in Scienze della Formazione troverà un percorso più attento alle metodologie didattiche dell'educazione fisica e alle scienze dell'apprendimento motorio.
Scienze politiche: tra Giurisprudenza ed Economia
La storica facoltà di Scienze politiche, un tempo pilastro autonomo del sistema universitario italiano, si è frammentata dopo la riforma dei dipartimenti. Oggi i relativi corsi di laurea si trovano alternativamente in:
- Dipartimenti di Scienze Politiche (dove sono sopravvissuti come strutture autonome)
- Giurisprudenza
- Economia
È un dato che la dice lunga sulla natura ibrida di questa disciplina, da sempre a cavallo tra diritto pubblico, economia politica, storia delle istituzioni e relazioni internazionali. La collocazione in un dipartimento piuttosto che in un altro tende a spostare il baricentro formativo: più giuridico-istituzionale nel primo caso, più economico-quantitativo nel secondo.
Per chi valuta l'iscrizione a questi dipartimenti universitari, il consiglio è sempre lo stesso: non fermarsi al nome del corso, ma analizzare nel dettaglio il piano di studi e i settori scientifico-disciplinari prevalenti.
Scienze del turismo: il corso più "nomade" d'Italia
Se esiste un primato della dispersione dipartimentale, spetta senza dubbio ai corsi di Scienze del turismo. La classe di laurea L-15 è presente in un numero sorprendente di contesti:
- Scienze Umanistiche
- Scienze Politiche
- Economia
- Sociologia
- Scienze della Formazione
- Lingue e Letterature straniere
Sei collocazioni diverse per un unico corso. La spiegazione risiede nella natura intrinsecamente multidisciplinare del turismo, che tocca aspetti economici, culturali, linguistici, sociologici e formativi. Un corso in Economia preparerà profili orientati al management turistico e alla gestione aziendale; uno in Lingue e Letterature straniere formerà figure più vicine alla mediazione culturale e alla comunicazione internazionale; uno in Sociologia punterà sull'analisi dei flussi turistici e sull'impatto sociale del fenomeno.
Per chi è interessato ai corsi di Scienze del turismo, la scelta del dipartimento è tutt'altro che secondaria: determina il profilo professionale in uscita.
Psicologia: dalla Medicina alle Scienze Umanistiche
Anche Psicologia — una delle classi di laurea più richieste — presenta una collocazione variabile:
- Medicina e Chirurgia
- Scienze della Formazione
- Scienze Umanistiche
Non è un dettaglio trascurabile. Un corso di Psicologia in un dipartimento medico tende a privilegiare l'approccio neuroscientifico, la psicobiologia e la psicologia clinica in senso stretto. Uno in Scienze Umanistiche può dare maggiore spazio alla psicologia sociale, alla psicolinguistica o alla psicologia culturale. Scienze della Formazione, dal canto suo, orienta il percorso verso la psicologia dello sviluppo e dell'educazione.
Il titolo di laurea finale appartiene alla medesima classe (L-24), e dunque ha lo stesso valore legale. Ma il bagaglio di competenze acquisite può divergere in modo significativo.
Cosa cambia davvero per lo studente
Vale la pena chiarire un punto fondamentale: a livello di valore legale del titolo, non cambia nulla. Un corso di laurea appartenente alla stessa classe ha identica validità ai fini concorsuali, professionali e per l'accesso alle lauree magistrali, indipendentemente dal dipartimento che lo eroga. Lo stabilisce il DM 270/2004, che disciplina le classi di laurea.
Quello che cambia, e in modo sostanziale, è il taglio formativo. In concreto:
- Esami caratterizzanti diversi: a parità di classe di laurea, i singoli insegnamenti possono variare notevolmente
- Corpo docente: i professori afferiscono a settori scientifico-disciplinari differenti a seconda del dipartimento
- Tirocini e convenzioni: un dipartimento di Medicina avrà convenzioni con strutture sanitarie, uno di Economia con aziende e studi professionali
- Sbocchi professionali: l'impostazione del corso influenza le competenze spendibili nel mercato del lavoro
Come orientarsi nella scelta
Per chi è alle prese con l'orientamento universitario e la scelta dell'università, questa guida ai corsi universitari 2025 suggerisce un approccio pragmatico. Prima di tutto, identificare la classe di laurea di interesse. Poi, confrontare i piani di studio degli atenei candidati, prestando attenzione non al nome del dipartimento ma al contenuto effettivo dell'offerta formativa.
Alcuni strumenti utili:
- Il portale Universitaly del MUR, che consente di cercare tutti i corsi attivi per classe di laurea
- Le schede SUA-CdS (Scheda Unica Annuale dei Corsi di Studio), documenti pubblici che descrivono obiettivi formativi, piano di studi e sbocchi occupazionali
- Le giornate di open day degli atenei, occasione per confrontarsi direttamente con docenti e studenti
La multidisciplinarietà di questi percorsi non è un difetto del sistema. Semmai, riflette la complessità crescente delle professioni a cui preparano. Sta allo studente — e a chi lo accompagna nella scelta — leggere oltre l'etichetta del dipartimento e capire quale declinazione del corso risponde meglio alle proprie aspirazioni.