Cambiare Rotta ha dato fuoco a un manifesto con il volto di Matteo Salvini nel piazzale della Minerva, all'Università La Sapienza di Roma, durante un presidio del 9 giugno 2026. Il blitz anticipa il corteo di sabato 13 giugno, in partenza alle 14:30 da Piazzale del Verano verso il Ministero delle Infrastrutture, guidato dal vicepremier.
L'incendio della Minerva e la rivendicazione di Cambiare Rotta
I militanti del collettivo hanno bruciato il manifesto con la foto del leader della Lega accompagnando il gesto con fumogeni e cori. Dalla copertura di un edificio della Città universitaria è stato srotolato uno striscione con la scritta «Respingiamo guerra, razzismo e sfruttamento», già diventato il logo della mobilitazione di sabato.
Nel comunicato diffuso a margine dell'iniziativa il collettivo indica nel vicepremier «la faccia delle politiche razziste e securitarie che ci stanno togliendo il futuro» e annuncia la partecipazione al corteo «di fianco ai ragazzi di seconda generazione». La parola d'ordine scelta per il 13 giugno è «Respingiamoli».
Cinque blitz alla Sapienza in ventisette mesi
Il rogo della foto di Salvini non è un episodio isolato. Dal marzo 2024 al giugno 2026 Cambiare Rotta ha condotto almeno cinque azioni di rilievo all'interno dell'ateneo romano, con una progressione che attraversa il Rettorato, la facoltà di Lettere e il piazzale della Minerva.
- 25 marzo 2024: circa sessanta militanti di Cambiare Rotta, Fronte della Gioventù Comunista, Coordinamento Collettivi Sapienza e Zaum occupano l'aula magna del Rettorato. La Digos identifica e denuncia 32 persone, fra cui 2 minorenni: 28 per invasione di edifici in concorso, 6 per resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale, una per resistenza, violenza e lesioni aggravate.
- 9 maggio 2024: un'aula della facoltà di Scienze Politiche viene occupata da circa trecento studenti dopo un'assemblea coordinata con i collettivi Zaum e Aracne, in concomitanza con la contestazione alla ministra Eugenia Roccella agli Stati generali della natalità.
- 27 novembre 2024: il tetto della facoltà di Lettere è occupato da Cambiare Rotta contro «guerra, tagli e riforma Bernini», con un asino di cartone esposto all'ingresso come simbolo della protesta contro la ministra dell'Università.
- 22 settembre 2025: un centinaio di studenti occupa Lettere per la Palestina, restando nelle aule per la notte e installando tende sotto la Minerva, sull'onda della giornata di sciopero per Gaza che ha bloccato la tangenziale di Roma.
- 9 giugno 2026: il rogo del manifesto con il volto di Salvini in piazzale della Minerva, a quattro giorni dal corteo verso il Ministero delle Infrastrutture.
Il movimento, di area giovanile comunista e vicino a Potere al Popolo, ha mantenuto due fronti costanti: la critica al Fondo di finanziamento ordinario degli atenei (con la denuncia di 700 milioni mancanti nel novembre 2024) e la richiesta di chiudere gli accordi della Sapienza con università e aziende israeliane.
Bernini, Meloni e La Russa: la reazione del governo
Le reazioni della maggioranza sono arrivate compatte. La ministra dell'Università Anna Maria Bernini ha definito il gesto «incompatibile con l'idea stessa di università». La premier Giorgia Meloni ha parlato di «odio ideologico, gesto intollerante che niente ha a che vedere con il confronto in democrazia». Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha chiesto di condannare con «estrema fermezza» l'accaduto, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha bollato come «mai accettabile» il ricorso a gesti intimidatori.
Salvini ha risposto sui social: «Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione». Il senatore leghista Roberto Calderoli ha aggiunto che il rogo non è opera di «ragazzini» ma di «universitari, persone adulte che dovrebbero avere il buon senso di comprendere la portata di simili gesti». Silenzio quasi totale dalle opposizioni, con sole alcune eccezioni nell'area centrista.
Sabato 13 giugno il quadro romano sarà denso. Al corteo studentesco da Piazzale del Verano si sommeranno la contromobilitazione antifascista dal Colosseo a Piazza Vittorio (ore 15) e la manifestazione del comitato «Remigrazione e riconquista» da Piazza della Libertà, sempre alle 15. Le stime delle autorità superano i diecimila partecipanti complessivi, con un dispositivo di sicurezza calibrato per impedire contatti tra i tre cortei.
Domande frequenti
Chi è Cambiare Rotta e quali sono le sue principali rivendicazioni?
Cambiare Rotta è un collettivo di area giovanile comunista vicino a Potere al Popolo. Le sue principali rivendicazioni riguardano la critica alle politiche universitarie, il Fondo di finanziamento ordinario degli atenei e la richiesta di cessazione degli accordi tra La Sapienza e università o aziende israeliane.
Quali sono stati i principali blitz organizzati da Cambiare Rotta alla Sapienza negli ultimi due anni?
Dal marzo 2024 al giugno 2026, Cambiare Rotta ha realizzato almeno cinque azioni, tra cui occupazioni di aule e tetti, proteste durante eventi istituzionali e manifestazioni nel piazzale della Minerva, culminando con il rogo del manifesto di Salvini il 9 giugno 2026.
Come ha reagito il governo al rogo del manifesto di Salvini?
Le principali figure istituzionali, tra cui la ministra Bernini, la premier Meloni e il presidente del Senato La Russa, hanno condannato fermamente il gesto, definendolo incompatibile con i valori universitari e democratici. Salvini ha dichiarato di non lasciarsi intimidire e di andare avanti con ancora più determinazione.
Cosa succederà sabato 13 giugno in relazione a questi eventi?
Sabato 13 giugno si terrà un corteo studentesco che partirà da Piazzale del Verano verso il Ministero delle Infrastrutture, a cui parteciperanno anche i militanti di Cambiare Rotta. Nella stessa giornata sono previste altre manifestazioni, con oltre diecimila partecipanti attesi e un importante dispositivo di sicurezza per evitare scontri.
Quali sono le motivazioni alla base delle proteste di Cambiare Rotta contro Salvini e il governo?
Il collettivo accusa Salvini e il governo di portare avanti politiche razziste e securitarie che, secondo loro, compromettono il futuro delle nuove generazioni. Le proteste mirano inoltre a denunciare guerre, razzismo, sfruttamento e tagli ai finanziamenti universitari.