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AlmaLaurea 2026, occupazione laureati all'81% ma salari reali in calo
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AlmaLaurea 2026, occupazione laureati all'81% ma salari reali in calo

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Il XXVIII Rapporto AlmaLaurea presentato a Matera: occupazione a un anno all'81,2%, ma le retribuzioni reali del primo livello calano dell'1,4%.

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato oggi 11 giugno a Matera il XXVIII Rapporto su Laurea e Occupazione, nell'ambito del convegno 'Efficacia della formazione universitaria' organizzato con il Ministero dell'Università e della Ricerca e l'Università degli Studi della Basilicata. La rilevazione sui percorsi di studio ha coinvolto 335mila laureati del 2025 in 81 atenei consorziati, mentre quella sugli esiti occupazionali si è basata su 700mila laureati di primo e secondo livello, intervistati a uno, tre e cinque anni dal titolo. L'introduzione al convegno e la presentazione del rapporto sono state affidate a Marina Timoteo, direttrice di AlmaLaurea.

Occupazione in crescita a un anno dal titolo

Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea ha raggiunto l'81,2% nel primo livello e l'80,8% nel secondo, in aumento rispettivamente di 2,6 e 2,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. A cinque anni dal titolo gli occupati hanno superato il 90%, con il 91,7% per le lauree triennali e il 94,4% per le magistrali. La disoccupazione a un anno è scesa al 9,2% per i primi livelli e al 9,3% per i secondi, fino al 2,6% a cinque anni. Tra le lauree professionalizzanti, dato disponibile per la prima volta, l'occupazione supera il 90% già a dodici mesi dal titolo, con tempi di ingresso più brevi rispetto agli altri triennali.

Sul fronte del percorso formativo, il 60,9% dei laureati ha svolto un tirocinio curriculare riconosciuto dal corso e il 68% ha lavorato durante gli studi. Le esperienze di studio all'estero riconosciute hanno riguardato il 10,2% del totale. L'età media alla laurea si è attestata a 26,3 anni e il voto medio a 102,8 su 110, con il 60,4% di laureati in corso.

Stipendi reali in calo e divari territoriali

Sul fronte retributivo il quadro è meno favorevole. La retribuzione mensile netta a un anno dalla laurea si è attestata a 1.491 euro nel primo livello e a 1.495 euro nel secondo, in calo rispettivamente dell'1,4% e dello 0,9% al netto dell'inflazione. A cinque anni dal titolo il valore sale a 1.796 euro per il primo livello e a 1.903 euro per il secondo.

Restano marcati i divari territoriali: chi risiede al Nord ha il 34,8% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi vive nel Mezzogiorno, percentuale che sale al 55,9% considerando l'area dell'ateneo. La componente femminile resta minoritaria nei percorsi STEM, ferma al 40,5%, quota stabile da dieci anni; tra chi si è laureato nel 2025, il 34,7% ha almeno un genitore laureato, contro il 28,5% del 2015.

La soddisfazione complessiva per l'esperienza universitaria è stata espressa dall'89,1% dei laureati e il 72,1% ripeterebbe corso e ateneo senza esitazioni. Le sintesi dei due rapporti e il focus sul lavoro in Italia e all'estero sono pubblicati sul portale AlmaLaurea, insieme alla Sintesi del Rapporto AlmaLaurea 2026 sugli esiti occupazionali.

Domande frequenti

Qual è il tasso di occupazione dei laureati a un anno e a cinque anni dal titolo secondo il Rapporto AlmaLaurea 2026?

A un anno dalla laurea, il tasso di occupazione è dell'81,2% per il primo livello e dell'80,8% per il secondo. A cinque anni dal titolo, supera il 90%, arrivando al 91,7% per le lauree triennali e al 94,4% per le magistrali.

Come sono cambiati gli stipendi reali dei laureati rispetto agli anni precedenti?

Gli stipendi reali dei laureati sono in calo: a un anno dalla laurea si attestano a circa 1.491 euro per il primo livello e 1.495 euro per il secondo, con una diminuzione rispettivamente dell'1,4% e dello 0,9% al netto dell'inflazione.

Quali sono i principali divari territoriali nell'occupazione dei laureati?

I laureati residenti al Nord hanno il 34,8% di probabilità in più di trovare lavoro rispetto a chi vive nel Mezzogiorno, percentuale che sale al 55,9% considerando l’area dell’ateneo frequentato.

Qual è la situazione della componente femminile nei corsi STEM secondo il rapporto?

La presenza femminile nei percorsi STEM è stabile al 40,5%, una quota che non è cambiata negli ultimi dieci anni.

Quali esperienze formative sono più diffuse tra i laureati?

Il 60,9% dei laureati ha svolto un tirocinio curriculare riconosciuto e il 68% ha lavorato durante gli studi. Solo il 10,2% ha effettuato esperienze di studio all'estero riconosciute.

Quanto sono soddisfatti i laureati della loro esperienza universitaria?

L'89,1% dei laureati si dichiara complessivamente soddisfatto dell’esperienza universitaria e il 72,1% ripeterebbe corso e ateneo senza esitazioni.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 12:36

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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