Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato oggi 11 giugno a Matera il XXVIII Rapporto su Laurea e Occupazione, nell'ambito del convegno 'Efficacia della formazione universitaria' organizzato con il Ministero dell'Università e della Ricerca e l'Università degli Studi della Basilicata. La rilevazione sui percorsi di studio ha coinvolto 335mila laureati del 2025 in 81 atenei consorziati, mentre quella sugli esiti occupazionali si è basata su 700mila laureati di primo e secondo livello, intervistati a uno, tre e cinque anni dal titolo. L'introduzione al convegno e la presentazione del rapporto sono state affidate a Marina Timoteo, direttrice di AlmaLaurea.
Occupazione in crescita a un anno dal titolo
Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea ha raggiunto l'81,2% nel primo livello e l'80,8% nel secondo, in aumento rispettivamente di 2,6 e 2,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. A cinque anni dal titolo gli occupati hanno superato il 90%, con il 91,7% per le lauree triennali e il 94,4% per le magistrali. La disoccupazione a un anno è scesa al 9,2% per i primi livelli e al 9,3% per i secondi, fino al 2,6% a cinque anni. Tra le lauree professionalizzanti, dato disponibile per la prima volta, l'occupazione supera il 90% già a dodici mesi dal titolo, con tempi di ingresso più brevi rispetto agli altri triennali.
Sul fronte del percorso formativo, il 60,9% dei laureati ha svolto un tirocinio curriculare riconosciuto dal corso e il 68% ha lavorato durante gli studi. Le esperienze di studio all'estero riconosciute hanno riguardato il 10,2% del totale. L'età media alla laurea si è attestata a 26,3 anni e il voto medio a 102,8 su 110, con il 60,4% di laureati in corso.
Stipendi reali in calo e divari territoriali
Sul fronte retributivo il quadro è meno favorevole. La retribuzione mensile netta a un anno dalla laurea si è attestata a 1.491 euro nel primo livello e a 1.495 euro nel secondo, in calo rispettivamente dell'1,4% e dello 0,9% al netto dell'inflazione. A cinque anni dal titolo il valore sale a 1.796 euro per il primo livello e a 1.903 euro per il secondo.
Restano marcati i divari territoriali: chi risiede al Nord ha il 34,8% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi vive nel Mezzogiorno, percentuale che sale al 55,9% considerando l'area dell'ateneo. La componente femminile resta minoritaria nei percorsi STEM, ferma al 40,5%, quota stabile da dieci anni; tra chi si è laureato nel 2025, il 34,7% ha almeno un genitore laureato, contro il 28,5% del 2015.
La soddisfazione complessiva per l'esperienza universitaria è stata espressa dall'89,1% dei laureati e il 72,1% ripeterebbe corso e ateneo senza esitazioni. Le sintesi dei due rapporti e il focus sul lavoro in Italia e all'estero sono pubblicati sul portale AlmaLaurea, insieme alla Sintesi del Rapporto AlmaLaurea 2026 sugli esiti occupazionali.
Domande frequenti
Qual è il tasso di occupazione dei laureati a un anno e a cinque anni dal titolo secondo il Rapporto AlmaLaurea 2026?
A un anno dalla laurea, il tasso di occupazione è dell'81,2% per il primo livello e dell'80,8% per il secondo. A cinque anni dal titolo, supera il 90%, arrivando al 91,7% per le lauree triennali e al 94,4% per le magistrali.
Come sono cambiati gli stipendi reali dei laureati rispetto agli anni precedenti?
Gli stipendi reali dei laureati sono in calo: a un anno dalla laurea si attestano a circa 1.491 euro per il primo livello e 1.495 euro per il secondo, con una diminuzione rispettivamente dell'1,4% e dello 0,9% al netto dell'inflazione.
Quali sono i principali divari territoriali nell'occupazione dei laureati?
I laureati residenti al Nord hanno il 34,8% di probabilità in più di trovare lavoro rispetto a chi vive nel Mezzogiorno, percentuale che sale al 55,9% considerando l’area dell’ateneo frequentato.
Qual è la situazione della componente femminile nei corsi STEM secondo il rapporto?
La presenza femminile nei percorsi STEM è stabile al 40,5%, una quota che non è cambiata negli ultimi dieci anni.
Quali esperienze formative sono più diffuse tra i laureati?
Il 60,9% dei laureati ha svolto un tirocinio curriculare riconosciuto e il 68% ha lavorato durante gli studi. Solo il 10,2% ha effettuato esperienze di studio all'estero riconosciute.
Quanto sono soddisfatti i laureati della loro esperienza universitaria?
L'89,1% dei laureati si dichiara complessivamente soddisfatto dell’esperienza universitaria e il 72,1% ripeterebbe corso e ateneo senza esitazioni.