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AFAM e Giustizia: il MUR apre il concorso per Accademie e ISIA
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AFAM e Giustizia: il MUR apre il concorso per Accademie e ISIA

Il MUR apre il concorso AFAM dedicato alla Giustizia: candidature per Accademie e ISIA entro il 30 ottobre 2026, esposizione a Castel Sant'Angelo.

Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha pubblicato il 15 ottobre 2026 il Decreto direttoriale n. 174 del 15 ottobre 2026 - MUR che apre il concorso AFAM nazionale sul tema della Giustizia, rivolto agli studenti delle Istituzioni dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. L'iniziativa chiede ai giovani talenti di Accademie di belle arti e ISIA di tradurre in opera artistica una riflessione sui diritti, sulle responsabilità e sulla dignità della persona. Secondo il comunicato ministeriale, l'obiettivo è favorire, attraverso l'arte, uno sguardo degli studenti sulle funzioni della magistratura e sul valore pubblico della giustizia.

Le candidature vanno presentate entro il 30 ottobre 2026. Dalla pubblicazione del bando restano quindici giorni per ideare, realizzare e inviare l'opera: un orizzonte stretto, calibrato sui tempi dei laboratori e degli atelier già attivi nelle sedi.

Chi può partecipare e quali linguaggi sono ammessi

Il concorso AFAM è aperto agli studenti delle Accademie di belle arti e degli ISIA, le due filiere pubbliche dell'alta formazione artistica italiana che fanno capo al sistema universitario del MUR. Il bando ammette un ventaglio ampio di linguaggi bidimensionali: pittura, grafica, decorazione, fotografia, design, arti digitali, videoarte e altre forme espressive proprie delle due filiere. Ogni candidato deve presentare un'opera originale e inedita, non già diffusa in altri contesti espositivi o editoriali, pena l'esclusione dalla selezione.

A valutare le proposte sarà una commissione di esperti nominata dal Ministero, sulla base di cinque criteri: coerenza con il tema della Giustizia, qualità artistica, originalità, efficacia espressiva e fattibilità espositiva. Il bando richiama anche l'innovazione del linguaggio come elemento di giudizio, al pari della qualità tecnica dell'elaborato. La commissione terrà conto della resa dell'opera in un contesto museale, dove dimensioni, allestimento e leggibilità contano quanto l'intento artistico.

Il protocollo interministeriale e la mostra a Castel Sant'Angelo

Il bando nasce in attuazione di un Protocollo d'intesa che coinvolge cinque soggetti istituzionali: il Ministero dell'Università e della Ricerca, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero della Giustizia, il Ministero della Cultura e il Ministero dell'Istruzione e del Merito. L'intesa punta a mettere in dialogo la formazione artistica superiore con le istituzioni della giustizia attraverso i linguaggi visivi contemporanei, con lo studente AFAM come interprete e non come semplice destinatario del messaggio istituzionale.

Le opere selezionate dalla commissione confluiranno in una mostra dedicata al tema della Giustizia ospitata al Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, a Roma. Per gli studenti AFAM si tratta di una vetrina pubblica di rilievo, con una sede istituzionale di prima grandezza e un pubblico non specialistico che il percorso formativo accademico raramente intercetta nei suoi spazi ordinari. L'esposizione è pensata per restare aperta a visitatori italiani e stranieri che gravitano attorno al circuito museale romano.

Chi intende candidarsi deve far pervenire la propria opera entro venerdì 30 ottobre 2026, secondo le modalità, i formati e la documentazione indicati nel decreto direttoriale n. 174/2026 pubblicato sul sito del Ministero dell'Università e della Ricerca.

Domande frequenti

Chi può partecipare al concorso AFAM sul tema della Giustizia?

Possono partecipare esclusivamente gli studenti iscritti alle Accademie di belle arti e agli ISIA, ossia le principali istituzioni pubbliche dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica in Italia.

Quali tipi di opere e linguaggi artistici sono ammessi al concorso?

Sono ammessi numerosi linguaggi bidimensionali, tra cui pittura, grafica, decorazione, fotografia, design, arti digitali, videoarte e altre forme espressive tipiche delle due filiere; ogni opera deve essere originale e inedita.

Quali sono i criteri di valutazione delle opere presentate?

Le opere saranno valutate da una commissione di esperti secondo cinque criteri: coerenza con il tema della Giustizia, qualità artistica, originalità, efficacia espressiva, fattibilità espositiva e, inoltre, innovazione del linguaggio e qualità tecnica.

Entro quando e come devono essere presentate le candidature?

Le opere devono essere inviate entro il 30 ottobre 2026, seguendo le modalità, i formati e la documentazione indicati nel decreto direttoriale n. 174/2026 pubblicato sul sito del MUR.

Cosa succede alle opere selezionate dalla commissione?

Le opere selezionate saranno esposte in una mostra dedicata al tema della Giustizia presso il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma, offrendo agli studenti una significativa vetrina istituzionale e culturale.

Pubblicato il: 16 ottobre 2026 alle ore 10:18

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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