Indice: In breve | Cos'è il record di 1,02 petabit al secondo | Come funziona la fibra a 19 core del NICT | Le tappe del test in laboratorio | Quanto è distante l'Italia dalle velocità del NICT | Errori comuni nel leggere il record | Domande frequenti
In breve
- Il National Institute of Information and Communications Technology giapponese ha trasmesso 1,02 petabit al secondo su 1.808 chilometri.
- Il test usa una fibra ottica a 19 core con diametro di rivestimento di 0,125 millimetri, lo stesso delle linee già installate.
- Il prodotto capacità-distanza raggiunto è 1,86 exabit al secondo per chilometro, valore mai registrato prima.
- Il risultato è stato presentato a OFC 2025 come post-deadline paper il 29 maggio 2025.
- Si tratta di una capacità di dorsale, non della velocità che arriva a un singolo utente domestico.
Cos'è il record di 1,02 petabit al secondo
Il Comunicato NICT sul record di trasmissione a 1,02 Pbit/s diffuso il 29 maggio 2025 documenta una trasmissione di 1,02 petabit al secondo su una distanza di 1.808 chilometri, realizzata dal Photonic Network Laboratory del NICT in collaborazione con Sumitomo Electric e un gruppo di partner di ricerca europei. Il risultato è stato presentato come post-deadline paper alla conferenza OFC 2025 di San Francisco. Per la prima volta un segnale dell'ordine del petabit viaggia per oltre mille chilometri all'interno di una fibra ottica con diametro di rivestimento standard, lo stesso delle linee già installate dagli operatori. Il prodotto capacità-distanza raggiunto, pari a 1,86 exabit al secondo per chilometro, è il valore più alto mai registrato in una fibra ottica.
Come funziona la fibra a 19 core del NICT
Il cuore del test è un cavo ottico con diametro di 0,125 millimetri che incorpora 19 core distinti, ciascuno capace di trasportare un segnale luminoso indipendente. Nelle fibre standard impiegate oggi nelle reti pubbliche il core attivo è uno solo. Il NICT abbina questa architettura multi-core a due tecniche di multiplazione consolidate: la divisione in lunghezze d'onda (WDM) e la divisione spaziale (SDM), sfruttando in contemporanea 180 canali ottici. La compatibilità con le infrastrutture esistenti è il punto qualificante del risultato: la fibra non richiede nuovi connettori standard né rivestimenti più spessi, e può quindi essere posata negli stessi cavidotti delle reti attuali, senza rifacimenti dell'ultimo miglio.
Le tappe del test in laboratorio
- Configurazione del circuito: il team del Photonic Network Laboratory collega un anello di prova lungo 86,1 chilometri, dotato di 19 amplificatori ottici dedicati ai diversi core.
- Iniezione dei segnali: 180 flussi di dati indipendenti vengono modulati e immessi simultaneamente nei 19 core della fibra.
- Ricircolo del segnale: i flussi percorrono l'anello 21 volte, raggiungendo una distanza complessiva equivalente a 1.808 chilometri.
- Misura della capacità: il sistema di ricezione registra una velocità aggregata di 1,02 petabit al secondo, con un tasso di errore compatibile con i sistemi commerciali a singolo core.
- Pubblicazione: i risultati vengono presentati alla conferenza OFC 2025 e diffusi nel comunicato congiunto NICT–Sumitomo Electric del 29 maggio 2025.
Quanto è distante l'Italia dalle velocità del NICT
Il petabit al secondo non descrive la velocità con cui un singolo utente naviga, ma la capacità totale che un cavo può trasportare. Secondo i dati Speedtest pubblicati nel 2025, la velocità mediana di download della rete fissa italiana si colloca intorno ai 180 Mbit/s, con punte oltre 320 Mbit/s a Bologna, Torino e Firenze e valori più bassi a Palermo e Napoli. Tradurre il record giapponese in termini di accesso domestico significherebbe moltiplicare la capacità di un singolo abbonato per circa cinque milioni di volte: il confronto serve a inquadrare la differenza tra una dorsale di prossima generazione, su cui transita il traffico aggregato di intere aree geografiche, e l'ultimo miglio che arriva nelle case. La rete fissa italiana resta inoltre sotto la velocità mediana di Spagna e Francia, che superano i 200 Mbit/s.
Errori comuni nel leggere il record
Confondere il record con la velocità domestica: 1,02 petabit al secondo è la capacità complessiva di un singolo cavo lungo oltre mille chilometri, non la velocità con cui un utente scarica un film. Il dato riguarda le dorsali di rete, non l'accesso residenziale.
Pensare che il test sia solo simulato: i 1.808 chilometri non sono il risultato di un modello matematico, ma di un ricircolo reale del segnale lungo un circuito fisico di 86,1 chilometri ripetuto 21 volte. Le perdite ottiche e le amplificazioni in linea sono quelle di una rete operativa.
Sovrapporre i petabit ai consumi globali: il valore esprime la capacità istantanea di una singola fibra, non il traffico complessivo di internet. Confondere i due ordini di grandezza porta a stime irrealistiche sul ruolo immediato di questa tecnologia.
Aspettarsi una disponibilità commerciale a breve: il record è una dimostrazione di laboratorio. Sorgenti laser, amplificatori e ricevitori capaci di sfruttare 19 core in parallelo restano oggi limitati agli impianti sperimentali e non sono ancora prodotti di catalogo per gli operatori.
Domande frequenti
Cos'è un petabit al secondo?
Un petabit equivale a un milione di gigabit, ovvero un milione di miliardi di bit. Un petabit al secondo è quindi la capacità di trasmettere un milione di miliardi di bit ogni secondo. È un'unità usata per descrivere dorsali di rete e cavi sottomarini ad altissima capacità, non collegamenti utente.
Chi ha realizzato il record?
Il test è stato condotto dal Photonic Network Laboratory del National Institute of Information and Communications Technology, l'ente pubblico di ricerca giapponese che si occupa di telecomunicazioni. Hanno collaborato Sumitomo Electric, che ha sviluppato la fibra a 19 core, e un gruppo di partner di ricerca europei per gli amplificatori e i moduli di trasmissione.
La fibra a 19 core arriverà presto nelle case?
Nel breve periodo no. La fibra mantiene il diametro standard delle linee in uso, quindi è in linea di principio compatibile con i cavidotti attuali, ma gli apparati di trasmissione e ricezione necessari per sfruttarla restano per ora confinati alla ricerca. La tecnologia è candidata alle dorsali e ai cavi sottomarini del prossimo decennio.
Qual è oggi la velocità media in Italia?
Nel 2025 la velocità mediana di download sulla rete fissa italiana è di circa 180 Mbit/s secondo Speedtest, con valori più alti nelle grandi città del Nord e del Centro. Il dato è in crescita rispetto agli anni precedenti, ma resta sotto la media di Spagna e Francia.
Perché il record viene espresso anche in exabit per chilometro?
Il prodotto capacità-distanza, espresso in exabit al secondo per chilometro, descrive quanto un sistema riesca a trasportare e per quanti chilometri insieme. Il valore di 1,86 Eb/s·km registrato dal NICT è il riferimento con cui si misureranno i prossimi test sulle fibre multi-core. Il record del NICT non cambia la connessione di un utente domestico, ma definisce la frontiera tecnica entro cui si muoveranno i progetti di cavi sottomarini e dorsali nazionali del prossimo decennio. Operatori europei e italiani guardano già a fibre multi-core per moltiplicare la capacità delle reti esistenti senza posare nuovi condotti: il punto da seguire nei prossimi anni è la disponibilità commerciale degli amplificatori e dei ricevitori capaci di sfruttarle su scala industriale.